LA RIDICOLA VILTÀ DI DI MAIO

LA RIDICOLA VILTÀ DI DI MAIO

E perché quel leone di Di Maio avrebbe insultato il suo ministro Tria, richiamandolo come un re può fare con l’ultimo servo della gleba?

Perché lo avrebbe rimproverato, umiliandone le qualità professionali, spingendolo a sbrigarsi a trovare i soldi che gli servono?

“Un ministro serio sa dove trovare i soldi”, gli dice, come se fosse la cosa più semplice del mondo. E non pochi, per quello che il reuccio vuole fare.

Perché aveva bisogno di aprire un canale di comunicazione indiretto con il suo pubblico, i fedeli.

Doveva lanciar loro un messaggio, assicurandoli che lui non ha dimenticato il reddito di cittadinanza e tutte le altre amenità promesse in campagna elettorale.

Il problema, vuol far notare, e per questo tratta come un servo infedele un pezzo forte del suo governo, che sono gli altri a non operare nella giusta direzione.

E che se succede poco, la colpa non è sua, ma del mondo crudele e incapace che lo circonda.

Una scena dotata di ridicola viltà.

Sempre la stessa.

 

I Commenti sono chiusi