La violenza non è mai la soluzione.

Questo è il messaggio che traspare dal film Gran Torino di Clint Eastwood, incentrato sui temi della diversità e della multiculturalità. Il protagonista è Walt, un veterano della guerra di Korea che vive in un quartiere di una città americana, ormai popolato principalmente da asiatici.

Il vecchio Walt Kowalski non ha buoni rapporti con la sua famiglia e quando conosce i suoi vicini, due ragazzini di origine cinese, Thao e Sue, scopre di avere più punti in comune con loro, che aveva sempre considerato diversi e da allontanare, che con i suoi figli e i suoi nipoti. Comincia così ad aprirsi, a fidarsi, persino a sacrificarsi per loro, dimostrando che i pregiudizi si possono abbattere.

A mio parere Gran Torino è un film molto attuale e adatto ai ragazzi della mia generazione. L’esperienza al Cinema Esperia dello scorso 6 febbraio, nell’ambito della settimana flessibile del Properzio, ha infatti portato noi studenti a riflettere su una serie di problematiche che talvolta affrontiamo con indifferenza e forse con eccessiva leggerezza: i problemi delle periferie delle nostre città, il bullismo, la diversità culturale, la violenza come unico strumento di comunicazione.

Detto ciò, Clint Eastwood nei panni di Walt ha dato un’esemplare lezione di vita ai due ragazzi e all’intero quartiere, mentre nei panni di regista l’ha data a noi e a chiunque guardi il film con un animo disposto a comprendere.

​​​​​​​​​Manuela Ciccarelli, III BL

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