L’amianto uccide altri due ex operai: gli amici del Comitato di Sesto piangono Bruno Russo e Marco Bonfanti

     SESTO SAN GIOVANNIInesorabile arriva la fine per altri due ex operai colpiti da tumore  causa delle loro condizioni di lavoro. Il Comitato per la difesa della salute di via Magenta a Sesto San Giovanni piange i due amici morti a distanza di poche ore uno dall’altro. “Oggi è stata una brutta giornata – scrivono quelli del Comitato -. Oggi nel giorno e nell’ora in cui si è svolto il funerale del nostro compagno Russo Bruno operaio della Breda Fucine si è svolto anche il funerale del nostro compagno di lotta Marco Bonfanti, operaio della Pirelli Bicocca di Milano con cui abbiamo condiviso tante battaglie sia in fabbrica fin dagli anni settanta sia successivamente nelle aule giudiziarie“.

Nel ricordare la figura di Bruno Russo il Comitato scrive: L’amianto, le sostanze cancerogene, la ricerca del massimo profitto e la mancanza di sicurezza sul lavoro hanno ucciso un altro operaio. Russo Bruno, ex lavoratore della Breda Fucine di Sesto San Giovanni, ci ha lasciato a 63 anni.  Operaio della Breda, per anni è stato costretto a lavorare con l’amianto e altre sostanze cancerogene senza essere informato dei pericoli derivanti dall’esposizione della fibra killer. Dopo la Breda, era andato a lavorare in una zincatura. Così, dopo aver respirato per oltre un decennio amianto, ha respirato anche i fumi e le sostanze cancerogene sprigionatesi dagli acidi del lavoro in zincatura.

Bruno, dopo aver vinto una causa contro l’INPS e essersi visto riconoscere l’esposizione all’amianto anche dal Tribunale del Lavoro, era andato in pensione due anni fa, dopo 42 anni e 10 mesi di lavoro. Appena in pensione, ha cominciato ad accusare vari disturbi e dolori; poi è arrivata la diagnosi: un tumore. Dopo pesanti cicli di chemioterapia, da luglio 2017 i medici gli avevano sospeso ogni cura, dandogli pochi mesi di vita.  Bruno, membro del Comitato da tanti anni, ha partecipato insieme a noi a molte iniziative di lotta contro l’INAIL e l’INPS che negavano i diritti dei lavoratori esposti e malati. Bruno, anche se già malato, era presente recentemente anche alle lotte per ottenere giustizia nei Tribunali per i nostri compagni malati e uccisi dall’amianto, per rivendicare una giustizia ripetutamente negata dal tribunale penale di Milano, che continua ad assolvere gli assassini, concedendogli l’impunità.  L’amianto, le sostanze cancerogene, la ricerca del massimo profitto e la mancanza di sicurezza sul lavoro hanno ucciso un altro operaio, e di amianto si continua ad ammalarsi e a morire nell’indifferenza e nel silenzio delle istituzioni. Ciao Bruno. che la terra ti sia lieve.

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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