Le baby gang

di Lucia  Capasso e Simona Nevischio 2^ D

Le baby gang non sono nate certo l’altro ieri ma oggi se ne parla molto. Si tratta di gruppi di ragazzi che si comportano da malviventi importunando gli altri e prendendosela soprattutto con i loro coetanei .

Ma perché lo fanno?

Insieme alla nostra classe abbiamo riflettuto su questo argomento che, viste le recenti notizie di cronaca, è diventato virale!

Abbiamo pensato che tra le cause principali del comportamento di questi ragazzi vi sia la famiglia: l’assenza della famiglia o al contrario l’eccessiva protezione,  esempi negativi o  maltrattamenti da parte dei parenti, possono portare delle frustrazioni in alcuni ragazzi. La frustrazione è il mancato soddisfacimento di un desiderio che può scatenare sensazioni negative di disagio, depressione, voglia di attirare l’attenzione.

Anche legarsi eccessivamente ad un gruppo per sentirsi accettati può essere dannoso perché la voglia di essere popolari e il senso di protezione che dà il gruppo, rafforza certi comportamenti.

Secondo alcuni compagni anche l’uso eccessivo di videogiochi violenti può essere pericoloso perché stando troppo ore e senza controllo al pc si può confondere il gioco con la realtà.

Lo stesso discorso vale per alcune fiction, come “Gomorra”, che spesso peggiorano la situazione perché vengono imitate, mentre, invece, dovrebbero essere vietate a noi minori oppure richiederebbero di essere guardate insieme a qualche adulto che ce le spiegasse.

Le baby gang sono fatte di ragazzi come noi e non pensiamo che si facciano certe cose senza motivo…

In conclusione riteniamo che tra tutte, la causa più importante sia da cercare nella famiglia. Tutti i ragazzi hanno bisogno di qualcuno che li valorizzi e dia loro un minimo di importanza. Noi giovani non chiediamo chissà cosa….vorremmo solo dei genitori che prestassero attenzione ai propri figli e più controlli da parte delle forze dell’ordine, perché si risolva presto questa situazione e possiamo sentirci tutti liberi di uscire di casa senza avere paura.

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