Le bambole-robot del sesso ed il dominio maschile.

Non soltanto l’industria pornografica ed il business della prostituzione con donne in carne ed ossa, adesso anche la produzione di robot del sesso con sembianze femminili ed il cui giro d’affari é ovviamente notevole. Ancora una volta e nel terzo millennio il regresso della figura femminile ad oggetto, priva di volontà e per il dominio maschile a suo uso e consumo.  Ma quali sono le caratteristiche di questi robot-femmine e che richiamo suscitano esattamente presso gli uomini? Con quali danni per i diritti delle donne?  traduzione di Patrizia Cordone.

articolo scelto e tradotto da Patrizia Cordone, luglio 2018 – testo di Caitlin Roper ©L’Agenda delle Donne, il Blog di Patrizia Cordone. Diritti d’autore riservati.

Futurama lo aveva previsto anni fa. I robot sessuali sono qui e sono un grande affare. Stanno diventando sempre più sofisticati, con bambole che rispondono al tatto , mentre altri  promettono una connessione emotiva come “Harmony” di Realdoll, la cui programmazione descritta dal CEO Matt McMullen è definita “affascinante ed arguta”.

Gli acquirenti possono optare per una tipologia personalizzata oppure scegliere da una gamma già pronta all’uso con “personalità” gentili, timide ed ingenue. Realdoll offre una varietà di bambole e robot in silicone ispirati al genere pornografico. Ci sono bambole con lentiggini, diversi colori degli occhi, piercing e persino unghie curate alla francese. Ci sono opzioni “ibride” disponibili, per gli acquirenti che vogliono il viso di una bambola sul corpo di un altro oppure  per chi ha un budget sostanzioso, una serie di busti senza testa disponibili per l’acquisto. La crescente popolarità dei sex robot solleva molte questioni etiche, ma costringe anche a porre delle domande sulla natura stessa del sesso.

Cos’è il sesso? A cosa serve? È semplicemente “l’acquisizione del piacere”, come dice Robert Jensen , un meccanismo impulsivo oppure è qualcosa che si sperimenta con un’altra persona? Mentre è vero che il sesso non implica necessariamente l’intimità, né una relazione significativa, in ogni caso la mutualità è un fattore chiave. Perché qualora prive di reciprocità le relazioni meramente fisiche potrebbero essere descritte più appropriatamente come sfruttamento sessuale.

Per decenni le femministe hanno evidenziato i danni provocati dalla mercificazione sessuale delle donne da parte degli uomini, il trattamento delle donne come oggetti per il divertimento e l’uso degli uomini. In tutta risposta gli uomini hanno creato robot sessuali femminili, sostituti di donne vere che esistono letteralmente per il divertimento e l’uso degli uomini. Materialmente i robot sessuali esistono perché ci sono abbastanza uomini là fuori disposti a pagare migliaia di dollari per il privilegio di un completo dominio sessuale su una donna  e quando è assente la disponibilità di donne vere, ecco che si costruiscono i loro cloni robotizzati.

Nei forum online i proprietari di sex robot descrivono il loro “legame” con le loro bambole senza vita. “Sto iniziando a creare un rapporto reale con le mie ragazze“, afferma uno, mentre un altro sgorga, “Potrebbe essere solo un giocattolo sessuale per alcuni, ma IMO è molto più di una bambola del sesso“. Alcuni uomini esprimono le loro preferenze per i robot sessuali rispetto alle relazioni vere, laddove richiedono di soddisfare i bisogni di qualcun altro e con dei  “drammi inutili“. Altri, nonostante siano sposati o in relazioni impegnate, preferiscono le loro bambole ai loro partner femminili viventi, che a differenza delle bambole sono esseri umani complessi con i loro interessi, sentimenti e vite. D’altronde ovviamente le bambole non avanzano alcuna aspettativa di reciprocità, né hanno bisogno di essere soddisfatte e tanto meno sono dotate né di volontà né del libero arbitrio. È proprio la completa mancanza di autonomia delle bambole che è l’attrazione principale per molti uomini. “Hai SEMPRE la loro piena attenzione“, disse uno. “È bello sapere che c’è qualcuno che mi sta aspettando senza le lamenteleNon può parlare [ma] almeno sembra a posto seduta a guardare la tv.” Un proprietario ha descritto la felicità di giocare per ore con la sua bambola del sesso devota al suo fianco, qualcosa che la sua ex-moglie “avrebbe fatto solo … per pochi minuti, quindi avrebbe trovato qualcos’altro di cui occuparsi“. Molti proprietari preferivano il sesso “sorprendente” che “si migliora” con i loro robot rispetto alle relazioni sessuali con donne umane. Howard Stern, il presentatore di talk show, che ha ordinato la sua bambola da RealDoll, ha risposto che era il “miglior sesso che avesse mai avuto” e che usare il robot “si sente meglio che non con una vera donna”.

Ma che cosa forniscono i robot sessuali con corpo femminile? Qual è il loro richiamo? Piuttosto che semplicemente il sesso “migliore”, le bambole del sesso forniscono agli uomini i mezzi per un sesso più egoista – il sesso è totalmente unilaterale . È il sesso predicato sulla assoluta libertà sessuale degli uomini di dominare ed usare una donna senza limiti. Non c’è nessun condizionamento di fare del bene, nessun bisogno di ricambiare, nessun bisogno di considerare i sentimenti, il divertimento, il disagio, l’umiliazione oppure il dolore dell’altra parte. È il sesso con una donna che rispetta le fantasie sessuali dell’utente – con una donna che non rifiuta mai, che può essere riutilizzata più e più volte. Di fatto i robot sessuali perorano l’opinione che il sesso è qualcosa che gli uomini fanno alle donne, qualcosa che ricevono – o addirittura prendono – dalle donne. La divulgazione dei robot sessuali fornisce una visione non soltanto della sessualità maschile, ma anche di quella femminile vissuta dagli uomini a proprio vantaggio in posizione di comando e con la subordinazione sessuale delle donne. Le argomentazioni a difesa dei robot sessuali riguardano la prevenzione delle violenze e degli abusi, che possono essere usati senza danno umano. Tuttavia a suffragio di questa tesi le prove languono riguardo l’equazione “stupri robot= meno stupri alle donne”, né che gli abusi sessuali al robot e-o alla donna si possano escludere contemporaneamente. Piuttosto sembra più probabile l’esatto contrario. Questa accettazione crescente di robot sessuali non paventa la soluzione all’abuso maschile contro le donne, semmai semplicemente si appalesa come un’estensione di esso. In una cultura di dominio maschile istituzionalizzato, dove circa un miliardo di donne sono vittime di violenza, incluso lo stupro,  gli uomini sono andati avanti  con la produzione di repliche artificiali delle donne con la finalità di realizzare le loro fantasie. Proprio l’esistenza stessa di queste bambole-robot legittima il diritto sessuale e l’aggressività degli uomini normalizzando entrambi. La difesa dei sex-robot come sfogo per gli uomini si basa sul concetto che gli uomini richiedono l’accesso sessuale ai corpi delle donne stante l’ineluttabilità della violenza maschile. La stessa argomentazione è stata a lungo invocata essere la giustificazione per il commercio sessuale globale.

Rachel Moran, la sopravvissuta alla prostituzione,  respinge con fermezza il punto di vista avvalorante la necessità di una sottoclasse di donne ” come scudo umano”, affinché “assorba l’aggressione sessuale maschile” a protezione di altre donne più “degne”.

I comuni denominatori tra la tendenza crescente per i robot sessuali e il commercio sessuale globale non si esauriscono qui. Entrambi partono dall’assunto secondo cui gli uomini svolgono una parte attiva con la richiesta di sesso, che deve essere assecondata dalle donne, la cui esistenza è giustificata principalmente per la gratificazione maschile. Entrambi sono privi di autentica intimità. Sia le bambole del sesso che l’uso delle donne nell’industria pornografica esaltano le fantasie, i desideri ed il piacere degli uomini – spesso a danno delle donne – e richiedono alla donna la sospensione della propria sessualità subordinata a favore delle preferenze dell’acquirente. Entrambi evocano il fascino del sesso secondo lo standard maschile con i propri dettami a donne ubbidienti. Anche se le bambole dal corpo femminile disponibili per il sesso su richiesta possono esercitare una qualche attrazione ad alcuni uomini, i danni alle donne vere mercificate e disumanizzate sono significativi. Stando alla crescente domanda ed accettazione di robot sessuali per gli uomini, il diritto maschile ai corpi femminili rimane una forza potente, che continuerà ad ostacolare i diritti umani delle donne.

articolo scelto e tradotto da Patrizia Cordone, luglio 2018 – testo di Caitlin Roper ©L’Agenda delle Donne, il Blog di Patrizia Cordone. Diritti d’autore riservati.

Avviso: I testi pubblicati da L’Agenda delle Donne, il Blog di Patrizia Cordone   qui riportati sono riproducibili altrove esclusivamente con i link di indirizzamento diretto alla denominazione di questo Sito e con i requisiti indispensabili precisati dalla sezione impressum-avvertenza generale. Le infrazioni saranno perseguite a rigore di legge.

Caitlin Roper è un’attivista contro lo sfruttamento sessuale di donne e ragazze.

I Commenti sono chiusi