LE DISCIPLINATE FORMICHE DI CASALEGGIO

LE DISCIPLINATE FORMICHE DI CASALEGGIO

Che senso ha meravigliarsi per quel che dicono e per quel che fanno?

Ogni loro azione, sia un gesto sia una parola, è un passo falso su una buccia di banana e, mentre volano gambe all’aria, si riflette più o meno volentieri sulla loro pochezza, sullo squinternamento logico, lessicale, politico che li governa senza eccezione alcuna.

Sul fallimento di chi li ha votati puntando sulla loro bandiera che è bandiera di vendetta, sulla apparente insulsaggine di chi li ha vagliati, reclutati, posizionati, ai vertici dello stato.

Sembrano, loro sì, i frammenti di una immensa bufala, di un enorme investimento sbagliato.

Ma è così che li volevano, così sono stati programmati, questo dovevano fare, sgomentare per insufficienza e ridicolo come bombe piazzate sotto gli architravi di questa fragilissima democrazia.

Stanno facendo esattamente ciò per cui sono stati creati, programmati, nessun errore, nessun passo falso.

Fossero stati bravi, esperti, simpatici, gentili, accorti, eticamente ben fondati non sarebbero mai riusciti a portare a compimento il programma.

I trecentosettanta gradi di Lezzi, i congiuntivi di Di Maio, i tunnel di Toninelli, gli Einstein di Paola Taverna son solo le disciplinate formiche di Casaleggio.

 

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