Le sigarette elettroniche 2

Nel mio precedente intervento su questo tema avevo ipotizzato che ci fosse una sorta di concertazione per spingere verso una rapida diffusione dell’oggetto in questione. Nel frattempo il fenomeno sigarette elettroniche si è ancora espanso. Se ne sono occupati diversi giornali, la televisione, e alcune personalità pubbliche hanno esibito la loro sigaretta elettronica in pubblico. E naturalmente, alla mia critica se ne sono aggiunte molte altre, ben più autorevoli ed ascoltate.
In particolare, sono apparsi i primi articoli nella letteratura scientifica di tipo sanitario. I risultati sono discordanti, ma sembra emergere un pericolo riguardante problemi bronchiali legati all’inalazione del vapore di glicole propilenico e nicotina, e alla persistente dipendenza dalla nicotina che l’uso delle sigarette elettroniche continuerebbe a produrre. Inoltre l’effetto vasocostrittore della nicotina sembrerebbe essere una grave controindicazione alla sostituzione delle sigarette di tabacco con quelle elettroniche nei grandi fumatori affetti da  patologie vasocostrittive, per esempio delle gambe.
ma oltre a questo, vorrei segnalare un fenomeno curioso, che all’inizio non sapevo bene come spiegare, e che adesso, però, comincia a delinearsi con una sua fisionomia precisa.
Per spiegarlo, devo fare una piccola digressione: WordPress, la piattaforma che ospita questo blog, permette di moderare i commenti, e controllare alcune variabili statistiche come il numero di visite giornaliere,  le parole inserite sui motori di ricerca per arrivare  al blog stesso, e quali pagine sono più consultate.
Il post sulle sigarette elettroniche, fra quelli più vecchi, è certamente uno dei più ricercati.
Nei giorni scorsi mi sono arrivati, nel giro di pochissimo tempo, due commenti apparentemente entusiati, in inglese, sul contenuto dei post.
Visto che ricevo pochissimi commenti, o manifestazioni di interesse su quanto pubblicato, sono andato a vedere chi me li aveva mandati. Se ne ricevessi di più, probabilmente non l’avrei fatto. Mi sono accorto, così, che al di la del mio entusiasmo iniziale (che bello, dei commenti positivi), di fatto si trattava di commenti molto vaghi e generici, che però indirizzavano verso siti di vendita on-line di sigarette elettroniche. Uno dagli USA, l’altro francese. Mi sono domandato perché, e mi sono dato la seguente risposta: questo blog è pubblicato in italiano. Il titolo del post è inequivocabile sia in inglese che in francese; è quindi probabile che google e altri motori di ricerca lo segnalino quando si fa una ricerca sull’argomento. Visto che la maggior parte dei visitatori non legge l’italiano, non perderanno tempo a tradurlo se vi sono dei commenti in lingua inglese che fanno capire che non critica le sigarette elettroniche e la loro strategia di commercializzazione, e quindi potranno essere indotti a pensare che l’articolo sia pro sigarette elettroniche.
Ho quindi deciso che non pubblicherò commenti di quel tenore, ma ho scritto invece questo post, sperando che possa servire a chi voglia prendersi la briga di leggerlo insieme al precedente, a capire che il fenomeno delle sigarette elettroniche, lungi dall’essere una valida alternativa all’uso delle sigarette di tabacco, è stato ed è strutturato ed incanalato allo scopo di creare una dipendenza alternativa e/o complementare a quella del tabacco, tant’è che alcuni negozî ora cominciano ad orientare l’offerta anche verso i non fumatori, e questi commenti quantomeno dubbî non mi fanno migliorare l’opinione circa chi commercializza questi prodotti. Se poi riceverò commenti più articolati e meno sibillini da questi fantomatici estimatori, sarò ben lieto di ammettere di essermi sbagliato.

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