Ma allora il nuovo PD?

Realmente interessante l’ editoriale di @claudiocerasa di ieri sul Foglio, a mio parere fotografa perfettamente la realtà e dovrebbe stimolare molto i vari soloni del PD.

E insomma, sembra che tutti i candidati alla nuova segreteria del PD, purtroppo anche #minniti, riportino nei loro discorsi il mainframe  “guardiamo ai più deboli” come se l’unico bacino di riferimento del PD fosse il metalmeccanico o l’operaio della catena di montaggio, col dovuto rispetto.

Ma perchè tutti gli altri chi sono, contano, contiamo meno? Il famoso ceto medio non interessa più? Io sono un normale lavoratore del privato, con stipendio normale, mi concedo solo una vacanza all’anno di 15 giorni, ma non sono né metalmeccanico né portuale, quindi?

Ma possibile che nessuno di questi, forse solo @CarloCalenda fa qualche accenno, abbia il coraggio di dire” guardate, si abbiamo forse sbagliato, ma i propositi di riforma e di rilancio che erano parte integrante del governo Renzi erano giusti”.      E che “ci rendiamo conto di NON averli comunicati al meglio, principalmente e colpevolmente, e che si poteva fare di più”.

Che c’è un ceto medio largamente preponderante di elettori che attende poche parole chiare da qualcuno, ma senza fare distinzioni tra deboli e non, ma prospettando il futuro, siamo già oltre questa menata, ormai è andata, il 4 Marzo è superato.

E poi tutte queste manfrine, perchè fanno il congresso il 3 Marzo, dovevano farlo prima, dovevano farlo dopo.. tutto questo serve solo a perdere ulteriore consenso , comunica fastidio e disillude i cittadini se nonostante tutto si sentono parte di quest’area politica, anche e soprattutto coloro che in buona fede si sono fatti attirare dalle sirene del cambiamento grillino, e oggi non sanno però se e come reintrare nel perimetro reale di appartenenza.

Spiace notarlo, ma il tasso di ipocrisia di fondo e la apparente incapacità di reggere il confronto comunicativo con Salvini (c’è poco da fare, si vede che ha fatto il classico) a prescindere dalle sue iniziative, condivisibili ( quasi mai) o no, nessuno nel PD pare riesca ad uscire da questo ingorgo del dobbiamo guardare ai più deboli, senza rendersi conto, come dice giustamente Cerasa, “dell’urgenza di trovare un messaggio nuovo oer occupare con forza lo spazio creato dalle nuove coordinate della politica italiana”.

E pensare a qualcosa di nuovo?

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