MA QUESTO È ANCORA UN PARTITO

MA QUESTO È ANCORA UN PARTITO?

Mettiamoci d’accordo col cervello: volete che Renzi si impegni nel congresso del Pd o volete che ne stia fuori?

Se si impegna lo accusano di ingerenza, di essere divisivo, arrogante.

Se non si impegna lo accusano di stare con un piede fuori, di volersi fare un partito suo.

Sembra che il Pd voglia liberarsi di Renzi, ma che non possa farne a meno.

La condizione del Pd somiglia di più ad una seduta psicoanalitica che ad un dibattito politico.

Con tutti i problemi che ha il paese oggi e con gli obblighi e i doveri che avrebbe la maggiore forza di opposizione, il Pd sfoglia la margherita su Renzi. M’ama, non m’ama, m’ama, non m’ama, m’ama, non m’ama, ecc. ecc.

Che, per la verità, appare soltanto il più netto, conseguente, risoluto oppositore di questo governo.

Quello che Renzi fa e dice, contro questa maggioranza, dovrebbe rassicurare il Pd, tranquillizzarlo, spronarlo ad imitarlo.

Invece si allarmano con i fantasmi: “Renzi, resta, se ve, fa un suo partito”? Al Pd interessano più le attività di Renzi che quelle del governo.

È una manifestazione di minorità politica, di infantilismo, di fragilità, di debolezza.

Si pongano, invece, un’altra domanda, da persone mature e accorte: questo congresso del Pd, fatto mentre il paese sfiora la crisi e con all’indomani elezioni europee delicatissime, lo credete davvero utile, produttivo, compreso da iscritti ed elettori?

Pensate davvero che il problema del paese oggi sia questo congresso introverso, retrospettivo e inafferrabile?

Se il Pd fosse diretto da persone serie, mature e responsabili si chiederebbe questo.

Invece di agitarsi scompostamente e a fibrillare solo per cosa pensa o fa Renzi.

E che noia.

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