Ma se Beppe Grillo…

Diciamolo chiaramente, la colpa di tutto sto bailamme è solo del PD!

Ricordate da dove è nato tutto? No?

Ok! Provo a fare un breve riepilogo.

Era l’estate di, oramai, nove anni fa, esattamente Luglio del 2009 e ancora il Movimento Cinque stelle non esisteva, o meglio, non aveva ancora questo nome.

Ma per arrivare a questa data, occorre fare un ulteriore passo indietro, quindi sedetevi comodi, che inizia la favola …

…C’era una volta un comico, il suo nome era Beppe Grillo, era solo un comico con qualche idea in più rispetto ai suoi colleghi, che proponeva nei suoi spettacoli.

Idee più o meno condivisibili da tanti, specie quelle in tema eco-ambientale.

Per discutere di questi temi, il comico Grillo, nel 2005, dopo aver portato in giro uno spettacolo dove spiegava la ‘meraviglia’ dell’allora nascente Linkedin  -il social che mette in contatto i professionisti-, affascinato dalle potenzialità della “rete” e guidato da un amico conoscitore del web –Casaleggio ndr- decide di aprire un blog da dove poter continuare, anche fuori dal palco, a dialogare col suo pubblico.

Il blog ottiene immediatamente un gran successo e Beppe Grillo si trasforma, in brevissimo tempo, da comico a influencer, termine ancora poco noto in Italia al tempo, ma che avremmo, ben presto, imparato a conoscere.

In pratica il blog non produce più semplici ‘spettatori’, bensìseguaci.

La situazione politica/amministrativa era quella che è (nel senso… che era proprio la stessa di quello che adesso è!) e attaccarla dal Blog, per l’influencer Grillo, era alquanto facile, specie mantenendo alti i toni e utilizzando un linguaggio da ‘palcoscenico’ e da ‘affabulatore’ -e lo dico in senso buono, perché nessuno può discutere le doti di Beppe Grillo, in questo campo-.

Resosi conto del potere acquisito grazie al blog, con Casaleggio, Beppe Grillo lancia l’associazione “Amici di Grillo”, decidendo di mettere questi in contatto, utilizzando un’altra novità data dalla rete al tempo -a dire il vero mai esplosa in Italia, se non per l’esperienza Grillina–  i Meetup.

Grazie ai Meetup, adesso la comunicazione degli “Amici di Grillo” non è più “uno a n”, cioè da Grillo verso i suoi seguaci, bensì “n a n”: praticamente tutti possono dialogare con tutti e, attraverso i forum dei Meetup, esporre le proprie idee.

Questo porta, in breve tempo, a trasferire il dialogo oltre la rete e quindi sul territorio, nelle piazze.

Così, l’8 settembre del 2007, Grillo organizza un grande evento denominato: “V Day”.

E’ il giorno della consacrazione, sul territorio, del “Grillismo” -come lo definì Michele Serra in un articolo su l’Espresso-

Il resto è storia recente che, più o meno, ricordiamo tutti.

Gli “Amici di Grillo” si sono trasformati, nel Dicembre del 2009 (tenete bene in mente questa data, perché è importante), in “Movimento” e si sono dati come obiettivo il raggiungimento di cinque sogni, rappresentati, appunto, dalle stelle simbolo del movimento stesso.

Ma torniamo adesso all’inizio della nostra storia.

La trasformazione in Movimento degli “Amici di Grillo” poteva NON avvenire se, quell’estate del 2009, i vertici del PD non si fossero opposti alla candidatura di Grillo alle primarie del partito.

Il 12 luglio del 2009, infatti, Grillo annuncia di volersi candidare alle primarie del Partito Democratico che, ricordiamolo, veniva fuori dalla batosta sarda inflitta alle regionali all’uscente Soru, dal candidato di FI Cappellacci.

Il PD era retto da Veltroni e i suoi vertici si opposero, fermamente, alla candidatura di Grillo alle primarie, additando il fatto che egli non fosse un iscritto al partito.

Grillo così, nella sua tenacia, dopo aver interpellato svariate sezioni, riesce a ottenere la tessera del PD ad Avellino, dove trova la complicità del locale segretario del partito ma, ottenuta la tessera, i vertici del PD ostacolarono ancora la sua candidatura, adducendo motivazioni varie. Una, la ricordo, era quella che la tessera la si dovesse ottenere dove si era residenti.

Morale della favola: Grillo viene espulso dal PD, dove era stato appena tesserato, e anche ‘bandito’ con l’appellativo di ‘giullare’ e, addirittura, sbeffeggiato sino al punto da far dichiarare a Fassino: “Se Grillo vuole fondare un partito lo faccia, vediamo quanti voti prende”.

Ecco, capite adesso perché la colpa è del PD?

Se avessero accettato Grillo nel 2009 e lo avessero candidato alle primarie contro Franceschini e Parisi, probabilmente non le avrebbe mai vinte e non sarebbe mai diventato segretario del PD o Presidente del Consiglio (come non lo è diventato Franceschini prima e Bersani poi, d’altronde!) ma tutto sarebbe finito lì.

Non sarebbe mai nato il “Movimento Cinque Stelle” che, invece, è nato da questa sorta di “Coitus interruptus” tra Grillo e il PD (e Fassino, poverino, non avrebbe mai fatto quella figuraccia sciagurata).

E questa, purtroppo, non è una di quelle favole che finisce con “… e vissero tutti felici e contenti”, anzi, a dirla tutta, non è proprio una favola, e a dirla ancora meglio, non è ancora finita!

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