Madonna, che brutta caduta di stile!

La campagna elettorale americana procede a spron battuto a suon di slogan sempre più agghiaccianti. Ora si è aggiunta anche Madonna che, aprendo lo spettacolo della comica Amy Schumer al Madison Square Garden di New York, ha promesso sesso orale a chiunque avesse votato Clinton. Questa uscita volgare fa il paio con le battute sessiste di Trump. Sembra la competizione per eleggere il testimonial di una rivista porno, più che la campagna per le presidenziali.

Ma che succede a questo mondo?

La proposta provocatoria di Madonna è di una gravità assoluta, non basta ridacchiarci su e confezionarci facili vignette per esorcizzare il male che rappresenta. Non so se ci rendiamo conto davvero di quel che significa. Una star famosissima, con grande seguito di fans non solo per la sua musica ma anche e soprattutto per il suo stile, afferma pubblicamente da un palco che il sesso orale è una pratica di cui vantarsi, una prestazione cedibile come un massaggio alla schiena, a chiunque ne faccia richiesta, e per la quale si possono e debbono presentare credenziali di capacità, tipo il diploma di fisioterapista; è pure una cosa piacevole, da non negare a chi pretende e se non ti va sei una sfigata. Ma è davvero così?

No, non è così. Ed è ora di dirlo. Uomini, vi svelo un segreto: alle donne i pompini non piacciono. Non ve ne eravate mai accorti? Allora ve lo spiego meglio: il sesso orale è una pratica degradante per la dignità della donna, umiliante, oggettivamente non piacevole, direi pure disgustosa. E questo lo sappiamo talmente tanto bene che il famoso “ingoio” viene sottolineato con enfasi, perché è davvero difficile, perché fa semplicemente vomitare.

Poi sapete, c’è gente che ingoia calamari vivi, quindi si può mandar giù di tutto per sfida, per scommessa, per vincere se stessi. Ma non si può annoverare tra le attività che provocano piacere. E soprattutto non ha nessuna attinenza con il piacere sessuale unitivo, fatto di condivisione, di godimento reciproco, di parità di ruoli e amore vicendevole.

Dirò anche un’altra cosa, forse ancora più sorprendente: alle donne non piace nemmeno subirlo, il sesso orale. E qui ci sono statistiche a sostegno che affermano pure che gli uomini su questo fronte si trovano perfettamente concordi: nemmeno a loro piace praticarlo. La vagina non è così allettante: è un organo fatto per restare tutto sommato nascosto, non ha nessuna bellezza estetica da mostrare, non è piacevole da esplorare con la faccia. Inoltre alle donne piace avercelo davanti, il viso dell’uomo.

Da uno studio americano dal titolo “Was it good for you too?” condotto su un gruppo di universitari è emerso che il 63% degli uomini ha dichiarato di aver ricevuto sesso orale, senza farlo in cambio, rispetto al 43% delle donne. Spesso, inoltre, la ricerca ha evidenziato che le donne non sempre si sentono adeguate e “pronte” a ricevere sesso orale e il motivo più frequente è nel timore di non essere abbastanza “pulite”. Evidentemente quel “pulito” non ha solo un significato igienico, perché per quello basta farsi il bidet.

Perdere il controllo dei sensi perché qualcuno sta armeggiando in modo incontrollato con una parte di te non è propriamente una cosa positiva, come non lo è subire il solletico sotto le ascelle, anche se reagisci ridendo. Assomiglia di più a qualcuno che ti fa prendere una sbronza: mandi giù bicchieri per essere euforica e alleggerirti, ma quella felicità posticcia paga il prezzo della perdita di consapevolezza e, tutto sommato, anche di libertà, mentre hai di fronte qualcuno che non sta provando la stessa cosa ma sta manipolandoti, non sta condividendo un momento ma ti sta conducendo.

Ho navigato un po’ in rete e sull’argomento si trova davvero materiale in abbondanza, soprattutto tante esortazioni a far cadere le inibizioni e a buttarsi, con dettagliati consigli su come vincere l’ansia (mai nessuno che si chieda come mai una donna che si appresta a fare sesso con l’uomo che ama debba essere assalita dall’ansia all’idea di dover fare una certa pratica sessuale), l’imbarazzo (idem come sopra), pure la difficile scelta tra pensare o godere . Poi nei forum si trovano donne che ammettono di amare molto l’idea di procurare piacere al proprio uomo, gratis, come forma di dono, perché le donne in fondo sono tutte un po’ oblative, ma questo piacere non è sessuale, è mentale, è desiderio di fare felice l’altro. Basta che ci intendiamo coi termini. Più spesso però dietro il sesso orale che una donna concede al suo uomo c’è un senso del dovere, una necessità ritenuta non evitabile di allinearsi ad un pensiero corrente, c’è la paura di sembrare frigide, rigide, bigotte. E questo è testimoniato dall’imbarazzo, dal disagio delle prime volte. Sicuramente promettere pompini a sconosciuti è una cosa fuori da ogni logica umana, è degradante per la donna, è volgare e svilente. Non fa nemmeno ridere come battuta.

Lo so che il sesso orale è di moda, so pure che lo fanno in tanti (anche se meno di quelli che lo dicono, comunque), so che molti si piegano a questa logica abbastanza umiliante come forma di dono all’altro, per regalare un piacere fisico unilaterale. Dentro una relazione a due si agitano mille dinamiche, in continuo movimento. Però la verità è che quando una donna sente di dover fare al proprio uomo un pompino per fargli piacere, così come gli cuoce una torta nel forno o gli massaggia i piedi, in realtà sta sminuendo il sesso, lo sta declassando ad una qualunque delle tante attività che si possono fare in una famiglia gli uni per gli altri, come rifare i letti, piegare le camice, tagliare il prato, cambiare una lampadina. Il sesso è qualcosa di più e di diverso, molto diverso. Il talamo è il luogo dove si realizza la perfetta parità dei sessi nel rispetto delle differenze, un capolavoro di equilibrio cosmico. E no, il sesso non è una piacevole ginnastica, non è un massaggio reciproco, non è nemmeno puro divertimento. E’ manifestazione di un affetto, di un sentimento e sì, anche di una volontà di stare insieme, accettando tutte le conseguenze di questo accompagnarsi nella vita, compresa la procreazione. Il sesso è un’assunzione di responsabilità, è un patto a due, è il suggello di un contratto che coinvolge mente, cuore e corpo.

La natura ha previsto l’incastro in modo estremamente intelligente: due corpi abbracciati alla stessa altezza, con gli occhi piantati gli uni negli altri, con le labbra che possono sussurrare parole alle orecchie, parole che esprimono la coerenza tra quel che si pensa e quel che si fa.

Il sesso deve essere una cosa bella, bella dentro, nel cuore e nella mente, dal primo fino all’ultimo momento. Quando abbiamo bisogno di vademecum su come fare a vincere imbarazzo, ansia, paura, incertezza, significa che stiamo facendo una cosa che non ci va di fare ed è il caso di lasciar perdere. Basterebbe questa banale regola di ascolto di se stessi per evitarsi tanti guai e mantenere intatta la propria piena dignità. Mi piacerebbe chiedere a Madonna, così, en passant, quanti pompini ha dovuto fare per abituarsi ad ingoiare. Chissà che bello eh, davvero una cosa che fa piacere. Non a lei, però.

Pubblicato su LaCroce il 21/10/16

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