MATTIA GENTILI SULLO SCIOPERO DELL’8 GENNAIO

Come sicuramente saprete, lo scorso martedì, in data 8 gennaio, gli studenti del nostro liceo, a seguito della riduzione dei giorni di autogestione, hanno organizzato uno sciopero. Prima del suono della campanella, al freddo e muniti di striscione, i ragazzi hanno dato vita alla manifestazione.

 

-Com’è stato il riscontro da parte degli studenti?

Personalmente l’ho trovato molto positivo, in tanti hanno partecipato. Sono contento che tutte le sedi si siano unite per un unico intento.

 

-Che messaggio volevate mandare?

Ci siamo sentiti presi poco in considerazione dai professori, per questo abbiamo deciso di prendere quest’iniziativa, nonostante sapessimo che cambiare qualcosa fosse quasi impossibile. In ogni caso, lo sciopero è stato accolto molto bene. Inoltre tenevamo molto alla questione delle lettere, visto che in consiglio d’istituto sono state lette superficialmente, il nostro voleva essere un gesto simbolico, perché il pensiero dello studente è importante.

 

-Secondo te qual è il messaggio che è arrivato ai professori?

Credo che abbiano capito che noi all’autogestione teniamo davvero, considerato anche che eravamo quasi mille persone fuori scuola. Ora sta tutto nello svolgere una buona attività in ogni sede, migliorarla rispetto a quella dell’anno passato, in modo che i professori, nei prossimi anni, la accolgano in modo diverso.

 

-Come rispondi alle critiche che vedono lo sciopero inutile ed un pretesto per perdere un giorno di didattica?

Ognuno è libero di pensare ciò che vuole, già il fatto che se ne parli è positivo, perché vuol dire che abbiamo dato una scossa alla situazione. Capisco che chi si aspettava di ottenere giorni in più sia rimasto deluso, ma non credo sia stata un perdita di tempo, ho visto tanti studenti molto motivati e partecipi. Abbiamo fatto capire quanto ci importa, speriamo che i professori cambino idea dopo questi tre giorni.

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