MERCATONE UNO / VERTENZA PER 130 DIPENDENTI. L’ON. MELILLA INTERROGA IL MINISTERO

L’onorevole di Sel, Gianni Melilla, interroga il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico sul caso Mercatone, una vertenza che interessa ben 130 lavoratori e lavoratrici nelle filiali di Colonnella, Pineto e Sambuceto. La vertenza è giunta all’attenzione del Ministero dello Sviluppo Economico dove è stato formalmente istituito un tavolo di confronto permanente, su richiesta dei sindacati di categoria, per fare il punto sullo stato gestionale della rete vendita che occupa complessivamente 4000 addetti. Il Tavolo ministeriale dovrà anche esaminare gli esiti delle proposte di acquisizione parziale dei punti vendita del Gruppo; già la prossima settimana infatti le due manifestazioni di interesse pervenute per rilevare una parte degli asset di Mercatone Uno dovrebbero essere vagliate dalla Sezione fallimentare del Tribunale di Bologna. I sindacati, che nei prossimi giorni si attiveranno anche con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, hanno ribadito l’impegno per garantire un passaggio equilibrato di consegne anche nel rispetto dei diritti dei 3.700 lavoratori e lavoratrici coinvolti. In una nota il sindacato fa presente che lavoreranno con gli organi della procedura, col MiSE, con il Ministero del Lavoro e con la direzione di M. Business, per assicurare un effettivo rilancio aziendale nell’interesse dei lavoratori coinvolti dall’eventuale passaggio ad altro operatore. Sempre il Tribunale di Bologna ha recentemente autorizzato un massivo piano di svendite presso ben 34 negozi della rete commerciale, ossia i negozi a maggior rischio secondo il piano elaborato dal management di M. Business Srl. “Ora una delle priorità è approntare le garanzie previste dall’ordinamento in materia di ammortizzatori sociali attivabili”, scrive l’onorevole Melilla, “e definire un piano di politiche attive finalizzate alla ricollocazione dei lavoratori che saranno esclusi dal passaggio, ivi compresi i lavoratori di altre società del gruppo per le quali sono state avviate nel frattempo procedure di fallimento, come nel caso dei circa 300 dipendenti della società Tre Stelle”. Da qui l’interrogazione al ministro per sapere “se non intenda procedere con urgenza per salvaguardare i 130 posti di lavoro delle filiali Abruzzesi dell’azienda e, dove possibile, attivare immediatamente le procedure per gli ammortizzatori sociali”.

 

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