MERCURIO PIU’ VICINO. STANOTTE IL LANCIO DI BEPI COLOMBO. UNA SFIDA EUROPEA

A Kourou, in Guyana Francese, tutto è pronto per il lancio della missione Bepi Colombo e gli ultimi aggiornamenti dalla rampa di lancio danno la partenza confermata alle 3.45 ora italiana di sabato 20 ottobre, con diretta RaiNews24. In cima a un razzo Ariane alto quasi 55 metri, due sonde attendono di iniziare un viaggio di sette anni verso Mercurio.

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Il nome della missione è un omaggio a Giuseppe (Bepi) Colombo: l’astronomo italiano che negli anni ’70 indicò alla NASA la traiettoria per la sonda Mariner 10. | ESA

Bepi Colombo è la prima missione europea diretta verso Mercurio, il pianeta che si trova più all’interno del Sistema Solare ed è anche il più vicino al Sole, con temperature elevatissime, così ancora avvolto di mistero e altrettanto cruciale da sottoporre la teoria della relatività di Einstein all’esame più severo che abbia mai affrontato.
Lo studio di Mercurio così da vicino è legato alla sua strana orbita, che fino a un secolo fa non era spiegabile usando i modelli di meccanica classica. Solo con la Relatività Generale di Einstein se ne scoprì la causa. Con la sonda MPO, gli astrofisici, a caccia di ulteriori conferme, vorranno eseguire nuove e più dettagliate misurazioni.

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L’arrivo della missione a Mercurio sarà nel 2021, ma solo 4 anni dopo le sonde riusciranno ad entrare in orbita. | ESA

Quattro sono i moduli che costituiscono Bepi Colombo, sono a bordo del lanciatore Ariane 5 Eca. I test proseguono in perfetta programmazione e si stanno svolgendo le ultime operazioni in vista del lancio. A bordo, un modulo che racchiude altri moduli, in un unica struttura larga poco più di sei metri che ne contiene un’altra larga quasi quattro metri e alta 3,6 chiamata Mcs (Mercury Composite Spacecraft). I quattro moduli della missione, sono assemblati e destinati ad attraversare insieme il Sistema Solare per sette anni per poi dividersi una volta arrivati nell’orbita di Mercurio, nel 2025.

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L’Ariane 5 con i componenti della missione già alloggiati in cima e pronto per partire. | ESA

Esa l’agenzia spaziale europea ha lavorato in collaborazione con l’agenzia giapponese Jaxa. La missione Bepi Colombo è figlia anche dell’Italia che è protagonista in prima fila con l’Agenzia Spaziale Italiana Asi, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) con le sue strutture di Roma e Padova e l’università Sapienza di Roma. Vede inoltre l’importante partecipazione dell’industria italiana, con la Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), primo contraente insieme con la tedesca Airbus Defence and Space per la realizzazione di alcuni sistemi del modulo europeo della missione Mpo (Mercury Planetary Orbiter), fiore all’occhiello il controllo termico, una vera e propria sfida tecnologica, tenendo conto che il modulo orbiterà per un anno vicino a Mercurio, come mai prima nessun’altro veicolo abbia fatto, resistendo a temperature che vanno dai 430 gradi nel lato esposto al Sole, ai -180 gradi nel lato in ombra.

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Il polo nord di Mercurio: in giallo i crateri che potrebbero conservare ghiaccio d’acqua.

Il costo di questa sfida tecnologica per l’Europa è pari a circa due miliardi di euro, questo è quanto ha precisato il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) sulla missione Bepi Colombo diretta a Mercurio. Jan Woerner, il direttore generale dell’Esa, ha detto che, è una prima assoluta per l’Europa e i due miliardi del costo complessivo della missione, alla quale stanno lavorando da circa 20 anni, vengono in gran parte dall’Esa, parte dagli Stati membri dell’Esa che hanno partecipato alla missione con degli strumenti e in parte dalla Jaxa.
Secondo Woerner sono tre le novità principali di Bepi Colombo, in primo luogo è la missione diretta a un pianeta caldissimo come Mercurio, che è il più vicino al Sole; inoltre ha detto riferendosi ai nove miliardi di chilometri che la missione percorrerà nei prossimi sette anni, è la prima volta che la propulsione solare elettrica viene utilizzata per un viaggio così lungo. Andare nella direzione del Sole significa oltrtutto risentire della sua fortissima gravità ed essere costretti a frenare costantemente.

Le due sonde, più l’MTM e lo scudo termico, viaggeranno quindi assieme, usando l’energia del Sole, che via via, sarà sempre più vicino.
Fra un anno, il “convoglio spaziale” passerà nuovamente dalle parti della Terra, fruttando così la gravità terrestre per rallentare e cadere verso il Sole. Mercurio è il pianeta più interno del Sistema Solare, ma per arrivarci con la giusta velocità serve infatti più energia di quella necessaria per raggiungere Plutone.

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Per ultimo è molto importante l’aspetto dell’internazionalità di questa missione, infatti anche il Giappone ne è coinvolto oltre all’Esa. Per le connotazioni tecnologiche, Bepi Colombo è una chiave di volta, un’apripista per Solar Orbiter, la missione diretta al Sole prevista da Esa che ha intenzione di procedere al lancio nel 2020. Anche se con obiettivi diversi, entrambe le missioni si trovano ad avere problematiche simili inerentemente alla propulsione e all’esposizione a temperature e a radiazioni altissime. In conclusione il direttore generale dell’Esa ha detto: “Oltre alla sfida tecnologica c’è anche una grande curiosità, Mercurio è un pianeta affascinante e a renderlo tale è la sua vicinanza al Sole. Siamo curiosi, perché conoscerlo meglio ci aiuterà a capire come si è sviluppato il Sistema Solare e forse potemmo avere molto d’imparare anche riguardo all’origine della vita perché non sappiamo affatto come potrebbe svilupparsi in pianeti diversi dal nostro”.

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