MILANO. HAI IL BIGLIETTO? SI ,MA IO ACCANTO A UNA NEGRA NON CI STO.

Italia, un paese che si scopre sempre più retrogrado e razzista, voglio specificare che la colpa non è degli italiani, ma di una classe dirigente che incatena il suo consenso a forme di esclusione sociale sia che siano di tipo razzista, come nell’episodio che andiamo a raccontare,  sia l’esclusione sociale nei confronti di quegli italiani meno fortunati che per molteplici motivi si trovano in difficoltà.

Immaginare solo una Italia che si nutre di razzismo contro i i migranti, i neri o i “dublinisti” è riduttivo e non da l’idea di quanta arretratezza ci sia nella nazione dei poeti, dei pittori, dei naviganti che hanno scoperto le americhe, le comunicazioni radio con cui le distanze sono state ridotte e l’elettricità.

Dai tempi che se fossi fuoco brucerei il mondo, se fossi acqua lo annegherei. Siamo diventati nel tempo un paese sempre più intollerante.

L’ultimo episodio di razzismo sulla linea ferroviaria Milano-Trieste ed è il secondo in pochi giorni, ma ricordiamo le quotidiane aggressioni a colpi di mazze da baseball che hanno reso paralitico un ragazzo di colore e poi ancora le aggressioni a colpi di pistola con cui punire zecche fastidiose peggio di quelle dei cani.

L’episodio in pochi giorni.

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La signora borghese e  perbene, forse timorata di Dio e frequentatrice della chiesa e delle attività parrocchiali, ma questo non lo sappiamo perché è solo una licenza accademica che ci prendiamo e della quale chiediamo scusa anticipatamente alla chiesa e al Papa, aveva occupato il posto che le era stato assegnato sul Frecciarossa. Mentre era in attesa della partenza  una giovane di colore si è seduta accanto a lei. La signora inorridita dalla presenza della bella ragazza,ma con un unico difetto quello di essere di colore.

La signora con aria accigliata, quasi volesse sostituirsi al capotreno, le ha chiesto:”Hai il biglietto?”.La ragazza le ha risposto affermativamente:  “Sì”, mostrandolo.

A questo punto lo spettacolino d’avanguardia montato dalla signora per bene si è fatto dramma: “Se è così, io accanto a una negra non ci sto” e nel fare questa affermazione ha cambiato posto.
A denunciare il gesto razzista è stata la mamma della giovane, Paola Crestani, che è anche presidente del Centro italiano aiuti all’infanzia, ente del Terzo settore autorizzato per le adozioni internazionali.
Paola Crestani ha postato su facebook la foto della figlia e in poche ore ha ottenuto migliaia di messaggi di solidarietà da parte degli utenti di facebook: “La dolcissima ragazza nella foto è mia figlia. Ieri l’ho accompagnata in stazione centrale a Milano e ha preso il Frecciarossa in direzione Trieste. Poco dopo mi manda un messaggio per raccontarmi quanto accaduto”.
“L’ho subito chiamata e mi ha detto che un ragazzo che aveva assistito alla scena ha preso le sue difese dicendo alla signora di vergognarsi. Dubito che lei lo abbia fatto, ma se ne è andata, come dovrebbero fare tutti i razzisti: Andarsene!”.
“Perché, che ne siano consapevoli o no, il mondo di oggi e del futuro è questo: un insieme di persone di tutti i colori, di diverse lingue, di culture differenti. Non solo nelle strade, negli autobus, nei treni o negli aerei ma anche nel business, nella finanza, nella moda, nelle università, nello sport. Quindi, razzisti, che vi piaccia o no, avete già perso!”.
Non è il primo episodio di scemenza senile che colpendo orde di razzisti perché dopo l’episodio della signora che al supermercato non intendeva essere servita da un dipendente di colore solo quattro giorni fa, il 18 ottobre, un altro episodio di razzismo aveva coinvolto Mamadou, un 25 enne di colore che da 15 anni vive a Bolzano.

Una donna 40 enne italiana evidentemente affetta da sindrome di una malattia neppure troppo rara in persone disturbate mentalmente, quella della donna che non deve essere tentata, su un autobus a Trento, ha impedito a Mamdou di sedersi accanto a lei: “Qui no, vai via, vai in fondo, sei di un altro colore e di un’altra religione”.

Lui che, che aveva un regolare biglietto, è scoppiato in lacrime.

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