Nell’attesa beviamoci un bicchiere…

di Roberto Avanzi

Che vogliamo fare? Giocare a nascondino o rompere… gli indugi? Lo stallo, figlio di una legge elettorale demenziale (chi è causa del suo mal pianga se stesso), voluta comunque da Lega e Forza Italia, lascia il paese senza un governo, meglio così, forse, visto il passato prossimo.

Interessante, stante agli ultimi sondaggi, che Lega e 5S aumentino, in questa fase ulteriormente, il loro consenso, mentre il Pd scende ancora e il Cavaliere fatica a mantenere le posizioni, qualcuno potrebbe avere la tentazione di tornare al voto, ma con questa legge elettorale?

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Nel frattempo lo scambio di dichiarazioni si è spostato, nella festività, al Vinitaly di Verona, c’era un tempo che l’osteria rappresentava un punto di aggregazione stile: “in vino veritas” i tempi sembrano essere cambiati, consigliare un passito rosso (Sfursat*) a Di Maio ha il sapore dell’ironia e del doppio senso (viste le origini sarebbe stato più elegante un Lacryma Christi del Vesuvio), sullo sfondo resta intonso il problema della composizione del governo, assai problematica.

E qui come butta? Nel profondo nord, Trentino per intenderci, la primavera incombente ha visto i primi risvegli, che non sia il caso di dare una accelerata alla composizione delle coalizioni?

Il bradipo è un animale simpaticissimo, ma leggermente lento e pigro, non vorremmo mica adottarlo a simbolo?

Magari passata l’adunata degli Alpini, si potrebbe tirare qualche somma e vedere di esporre la bandiera della coalizione del centro destra autonomista (o chiamatela come vi pare) corredata di qualche impegno serio ed efficace.

Nel contempo, udite, udite, anche i giornali asserviti al centro sinistra, si sono accorti che le cose stanno cambiano, hanno persino pubblicato una dichiarazione apparsa sui social di Progetto Trentino, dopo il tanto tuonò che piovve del 4 marzo, qualcuno grida al miracolo, certo l’attenzione è ancora in gran parte per la tragicommedia del centro sinistra, ma qualcosa si è mosso e non “a pietà”.

Chiudiamo con Eros Ramazzotti che cantava: Terra promessa era il 1986…”E camminiamo da soli, nella notte più scura anche se il domani ci fa un po’ paura. Finché qualcosa cambierà, finché nessuno ci darà una terra promessa, un mondo diverso, dove crescere i nostri pensieri…”

* Vino passito della Valtellina da uve nebbiolo (in loco chiamata Chiavennasca), direi eccellente.

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