Ninna nanna ninna oh!

Io ve lo dico, se c’è una cosa che mi rende peggio dell’Orlando Furioso è la mancanza di sonno. C’è stata solo una persona per la quale ho resistito a questa tortura, ed è mio figlio, che mi ha fatto fare “Le Mille e una notte” versione horror, visto che da neonato non dormiva mai! Eh, ma glielo rinfaccero’ quando sarà  più grandicello!  Giustamente una mia amica che ha tre gemelline mi ha detto: “E io che devo dire che quelle tre sembravano le cantanti degli Abba, un concerto diverso tutte le notti!”! Per non parlare dei giri in passeggino per casa per farlo riaddormentare! A occhio e croce arrivavo in Russia, giro degli Urali, Muraglia cinese e ritorno. Poi ricominci a dormire qualche ora in più e, guardandoti allo specchio, ti accorgi che il tuo outfit da giorno, da cocktail e da gran soireè è monotematico: il pigiama. Invece di farla fare a Belen la pubblicita’ dei pigiami Jadea potevano prendere una bella mamma dal sonno arretrato di mesi e mesi! Sarebbe stata più realistica! Fatto sta che ti dimentichi i vestiti che hai nell’armadio, dimentichi addirittura che aspetto hai vestita normalmente! Oltre a non ricordarti l’aspetto originale, ti sembra normale avere le occhiaie da Mortisia Addams e i capelli da cantante heavy metal. Quando finalmente, dopo qualche mese, cominci a dormire qualche minuto in più, arriva il periodo dello svezzamento. Litri di brodino, pappine di ogni tipo; giornate passate in cucina a preparare passati di verdure, legumi, semolino, carne bollita! Mi ero talmente abituata a stare in cucina che quando cambiavo stanza dicevo: “Permesso, si può?”  Avevo perfino il pigiama con la scritta personalizzata:  Mary Cannavacciolo! E poi arriva il momento dei momenti: lo spannettamento! Non so la mia amica con tre bimbe come ha fatto, da premio Nobel! Mio figlio, il primo giorno che gli ho tolto il pannolino, non ha fatto la pipì per un giorno intero; avevo paura che esplodesse! Bisogna capire se i bimbi sono pronti e, fortunatamente,  loro sono bravissimi e imparano presto. Nel frattempo crescono e ti si riempie il cuore nel vederli conquistare la loro piccola autonomia, passo dopo passo. E noi dimentichiamo di aver perso il sonno, di aver avuto paura ogni volta che facevano un vaccino o ad ogni caduta, quando imparavano a fare i primi passi. Poi ti guardi allo specchio e quelle occhiaie e quei capelli da metallaro anni ’80 quasi ti fanno tenerezza, perché quelli con qualche ora di sonno e una bella seduta dal parrucchiere vanno via! E ti accorgi che in quei momenti in cui crescevano i tuoi figli, crescevi anche tu,  come mamma e come donna. Una sola cosa però chiedo a chi mi conosce è: non mi regalate mai pigiamiiiiii!

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