No, Rocco Casalino non ha sparlato di “vecchi”, “bambini” e “ragazzi Down”

No, Rocco Casalino non ha sparlato di “vecchi”, “bambini” e “ragazzi Down”

Il video in cui dice che gli “fanno schifo” e che “prova fastidio” è autentico, ma in realtà Casalino stava solo recitando la parte del comunicatore senza scrupoli per una simulazione di conferenza stampa in un corso di giornalismo

1541672583_casalino_bufala

La realtà è un po’ più complessa di come appare da uno spezzone di video da 45 secondi pubblicato su YouTube. Anche (o meglio, soprattutto) se a parlare in quel filmato è Rocco Casalino, attuale portavoce del premier Conte e persona dalle indiscutibili capacità strategiche in ambito comunicativo. Perciò, nonostante in quelle riprese lo si senta pronunciare frasi che paiono discriminatorie verso anziani, giovanissimi e persone con la sindrome di Down, un’analisi un po’ più approfondita prima di gridare allo scandalo non guasterebbe.

Attribuirgli acriticamente i virgolettati con le sue parole è fin troppo facile. Così facile da ricavarne, in realtà, solo il rischio di buco nell’acqua giornalistico. O, a voler essere più cinici, a determinare un’alterazione artefatta della percezione politica di Casalino, e magari racimolare qualche click in più, finché qualcuno non riveli che si è trattato più che altro di una montatura, di un fraintendimento più o meno innocente.

“Fin da bambino, da sempre, i vecchi mi fanno schifo, esordisce Casalino nel video. E continua: “tutti i ragazzi Down mi danno fastidio. Non ho nessuna voglia di relazionarmi a loro, nessuna voglia di aiutarli: poveretti che gli è capitata ‘sta cosa, ma non voglio occuparmene. È come se ti fa schifo il ragno: io provo fastidio, provo imbarazzo, non so come spiegarlo. Non voglio perderci tempo. Non mi va di stare con i vecchietti, non voglio stare dietro ai bambini, non voglio proprio fare bambini, non mi va di stare dietro a uno che è Down, che non capisce niente. Non mi va.”

Pubblicato per primo (in questi giorni) dal canale YouTube ArcadeTv, il video e i virgolettati sono stati ripresi prima da Dagospia e poi da Il GiornaleCorriere della seraIl MessaggeroAnsaLibero e altre testate giornalistiche. Si è parlato di “caso politico”, dello “schifo di cui parla” e di “ennesimo scivolone”.

In realtà ci si avvicina però a una fake news in piena regola, perché in quel video Casalino stava sostanzialmente recitando. Tra l’altro non si tratta nemmeno di una storia nuova, perché un caso del tutto analogo era stato sollevato nel 2014, quando Casalino si era apparentemente scagliato contro “l’odore della pelle di persone indigenti e dei rumeni”. Come lo stesso Casalino aveva spiegato a suo tempo sul blog di Beppe Grillo, “13 anni fa(che ora sono 17, ndr) frequentavo il Centro teatro attivo di Milano. In un corso di recitazione si sviluppò lo studio dei personaggi e a me fu affidata l’interpretazione di un personaggio snob, classista, xenofobo e omofobo. Per questa interpretazione, dovevo usare un linguaggio paradossale ed estremista, […] e interpretai questo ruolo politicamente scorretto […] utilizzando lo studio fatto nel corso di recitazione”.

In quel caso ci si riferiva ai contenuti di un’intervista rilasciata a Le Iene, mentre stavolta lo spezzone è ricavato da un incontro di Casalino con gli studenti di una scuola della provincia di Milano. Come ha raccontato anche NextQuotidiano, il video è stato girato nel 2004 e contiene una parte di una lezione del corso di giornalismo, in cui l’esperto esterno, invitato a portare la propria testimonianza, parlava proprio dei meccanismi del sistema dell’informazione e di come potesse essere efficace una strategia comunicativa improntata sulla bestialità e sulla provocazione.

Serve una conferma ulteriore? Ecco un altro video (semi-integrale) girato la stessa giornata, in cui si vede Casalino vestito allo stesso modo dell’altro filmato, e dove alla lavagna ci sono scritte le medesime cose, tra cui proprio Centro teatro attivo. Nel video è inquadrato anche l’ingresso in aula di Casalino per il corso tenuto dal giornalista Enrico Fedocci. Da questa versione estesa emerge che il contesto è quello di una chiacchierata a tutto tondo con i ragazzi, in cui i temi – in parte scritti anche alla lavagna – sono le forme di comunicazione e i modi in cui si creano i personaggi mediatici.

Inoltre, nei video pare abbastanza palese che Casalino fosse piuttosto più giovane rispetto a ora, e al secondo numero 25 dello spezzone incriminato si intravede anche una ragazza che sorride e reagisce quasi divertita, a conferma che il quel momento le obiezioni dei presenti erano improntate sul sarcasmo e sulla provocazione, così come buona parte del discorso e del confronto con gli studenti.

Al di là di quanto quelle doti recitative e quelle conoscenze comunicative al limite del teatrale si siano rivelate utili nel proseguo della carriera di Casalino, il punto della questione è che il portavoce del premier non ha mai davvero sostenuto tesi discriminatorie verso “vecchi”“bambini” e “ragazzi Down”. Così come, al tempo dell’intervista a Le Iene, non pensava affatto le cose dette a proposito dei rumeni, tanto che allora (come lui stesso ha riferito) la sua compagna e convivente era una persona “originaria di un Paese dell’est Europa”.

A favorire la diffusione della bufala per qualcuno è probabilmente il confirmation bias, quell’inconscia distorsione cognitiva che ci porta a cercare conferme di ciò in cui crediamo. E se siamo già convinti – a priori – che Casalino sia una persona politicamente scorretta, magari rispolverando nella memoria i casi dei “pezzi di merda del Mef”  e del Ferragosto saltato” per il crollo del ponte Morandi di Genova, o il codice Rocco per le interviste in tv, questa storia della discriminazione brutta e cattiva verso i dolci piccolini, i teneri anziani e le povere persone con la sindrome di Down fa proprio al caso nostro. Anche se è più che altro l’estrazione di una pillola provocatoria ed esasperata da un contesto ben preciso che non può essere omesso.

Su Il blog delle stelle Rocco Casalino ha pubblicato la sua replica, in linea con quanto già emerso: “Questa volta è stato pubblicato un video che risale a oltre 10 anni fa”, ha scritto, “quando frequentavo il Centro teatro attivo di Milano, come si vede benissimo dalla lavagna alle mie spalle. In quel corso si sviluppava lo studio dei personaggi, li si interpretava, forzandone i caratteri in maniera anche paradossale e provocatoria. Le mie parole sono inserite in quel contesto e non rappresentano assolutamente il mio pensiero, né oggi né allora”. In chiusura, Casalino ha affermato anche la volontà di “procedere a querelare” chi abbia diffuso menzogne sul suo conto.

Quasi contemporaneamente Enrico Fedocci, il già citato titolare e organizzatore del corso di giornalismo, via Twitter ha confermato che Casalino “le cose le ha dette”. Ma ha anche chiarito, e confermato, che tutto l’intervento era la simulazione di una intervista fatta con i miei studenti. Rocco stava provocando. Lo ha fatto per tutta l’intervista”. E, ha aggiunto, “gli studenti stavano facendo una esercitazione”.

Ultimo aggiornamento: ore 16:50 dell’8 novembre 2018)

https://www.wired.it/attualita/politica/2018/11/08/rocco-casalino-vecchi-bambini-down/

 

I Commenti sono chiusi

No, Rocco Casalino non ha sparlato di “vecchi”, “bambini” e “ragazzi Down”

No, Rocco Casalino non ha sparlato di “vecchi”, “bambini” e “ragazzi Down”

Il video in cui dice che gli “fanno schifo” e che “prova fastidio” è autentico, ma in realtà Casalino stava solo recitando la parte del comunicatore senza scrupoli per una simulazione di conferenza stampa in un corso di giornalismo

1541672583_casalino_bufala

La realtà è un po’ più complessa di come appare da uno spezzone di video da 45 secondi pubblicato su YouTube. Anche (o meglio, soprattutto) se a parlare in quel filmato è Rocco Casalino, attuale portavoce del premier Conte e persona dalle indiscutibili capacità strategiche in ambito comunicativo. Perciò, nonostante in quelle riprese lo si senta pronunciare frasi che paiono discriminatorie verso anziani, giovanissimi e persone con la sindrome di Down, un’analisi un po’ più approfondita prima di gridare allo scandalo non guasterebbe.

Attribuirgli acriticamente i virgolettati con le sue parole è fin troppo facile. Così facile da ricavarne, in realtà, solo il rischio di buco nell’acqua giornalistico. O, a voler essere più cinici, a determinare un’alterazione artefatta della percezione politica di Casalino, e magari racimolare qualche click in più, finché qualcuno non riveli che si è trattato più che altro di una montatura, di un fraintendimento più o meno innocente.

“Fin da bambino, da sempre, i vecchi mi fanno schifo, esordisce Casalino nel video. E continua: “tutti i ragazzi Down mi danno fastidio. Non ho nessuna voglia di relazionarmi a loro, nessuna voglia di aiutarli: poveretti che gli è capitata ‘sta cosa, ma non voglio occuparmene. È come se ti fa schifo il ragno: io provo fastidio, provo imbarazzo, non so come spiegarlo. Non voglio perderci tempo. Non mi va di stare con i vecchietti, non voglio stare dietro ai bambini, non voglio proprio fare bambini, non mi va di stare dietro a uno che è Down, che non capisce niente. Non mi va.”

Pubblicato per primo (in questi giorni) dal canale YouTube ArcadeTv, il video e i virgolettati sono stati ripresi prima da Dagospia e poi da Il GiornaleCorriere della seraIl MessaggeroAnsaLibero e altre testate giornalistiche. Si è parlato di “caso politico”, dello “schifo di cui parla” e di “ennesimo scivolone”.

In realtà ci si avvicina però a una fake news in piena regola, perché in quel video Casalino stava sostanzialmente recitando. Tra l’altro non si tratta nemmeno di una storia nuova, perché un caso del tutto analogo era stato sollevato nel 2014, quando Casalino si era apparentemente scagliato contro “l’odore della pelle di persone indigenti e dei rumeni”. Come lo stesso Casalino aveva spiegato a suo tempo sul blog di Beppe Grillo, “13 anni fa(che ora sono 17, ndr) frequentavo il Centro teatro attivo di Milano. In un corso di recitazione si sviluppò lo studio dei personaggi e a me fu affidata l’interpretazione di un personaggio snob, classista, xenofobo e omofobo. Per questa interpretazione, dovevo usare un linguaggio paradossale ed estremista, […] e interpretai questo ruolo politicamente scorretto […] utilizzando lo studio fatto nel corso di recitazione”.

In quel caso ci si riferiva ai contenuti di un’intervista rilasciata a Le Iene, mentre stavolta lo spezzone è ricavato da un incontro di Casalino con gli studenti di una scuola della provincia di Milano. Come ha raccontato anche NextQuotidiano, il video è stato girato nel 2004 e contiene una parte di una lezione del corso di giornalismo, in cui l’esperto esterno, invitato a portare la propria testimonianza, parlava proprio dei meccanismi del sistema dell’informazione e di come potesse essere efficace una strategia comunicativa improntata sulla bestialità e sulla provocazione.

Serve una conferma ulteriore? Ecco un altro video (semi-integrale) girato la stessa giornata, in cui si vede Casalino vestito allo stesso modo dell’altro filmato, e dove alla lavagna ci sono scritte le medesime cose, tra cui proprio Centro teatro attivo. Nel video è inquadrato anche l’ingresso in aula di Casalino per il corso tenuto dal giornalista Enrico Fedocci. Da questa versione estesa emerge che il contesto è quello di una chiacchierata a tutto tondo con i ragazzi, in cui i temi – in parte scritti anche alla lavagna – sono le forme di comunicazione e i modi in cui si creano i personaggi mediatici.

Inoltre, nei video pare abbastanza palese che Casalino fosse piuttosto più giovane rispetto a ora, e al secondo numero 25 dello spezzone incriminato si intravede anche una ragazza che sorride e reagisce quasi divertita, a conferma che il quel momento le obiezioni dei presenti erano improntate sul sarcasmo e sulla provocazione, così come buona parte del discorso e del confronto con gli studenti.

Al di là di quanto quelle doti recitative e quelle conoscenze comunicative al limite del teatrale si siano rivelate utili nel proseguo della carriera di Casalino, il punto della questione è che il portavoce del premier non ha mai davvero sostenuto tesi discriminatorie verso “vecchi”“bambini” e “ragazzi Down”. Così come, al tempo dell’intervista a Le Iene, non pensava affatto le cose dette a proposito dei rumeni, tanto che allora (come lui stesso ha riferito) la sua compagna e convivente era una persona “originaria di un Paese dell’est Europa”.

A favorire la diffusione della bufala per qualcuno è probabilmente il confirmation bias, quell’inconscia distorsione cognitiva che ci porta a cercare conferme di ciò in cui crediamo. E se siamo già convinti – a priori – che Casalino sia una persona politicamente scorretta, magari rispolverando nella memoria i casi dei “pezzi di merda del Mef”  e del Ferragosto saltato” per il crollo del ponte Morandi di Genova, o il codice Rocco per le interviste in tv, questa storia della discriminazione brutta e cattiva verso i dolci piccolini, i teneri anziani e le povere persone con la sindrome di Down fa proprio al caso nostro. Anche se è più che altro l’estrazione di una pillola provocatoria ed esasperata da un contesto ben preciso che non può essere omesso.

Su Il blog delle stelle Rocco Casalino ha pubblicato la sua replica, in linea con quanto già emerso: “Questa volta è stato pubblicato un video che risale a oltre 10 anni fa”, ha scritto, “quando frequentavo il Centro teatro attivo di Milano, come si vede benissimo dalla lavagna alle mie spalle. In quel corso si sviluppava lo studio dei personaggi, li si interpretava, forzandone i caratteri in maniera anche paradossale e provocatoria. Le mie parole sono inserite in quel contesto e non rappresentano assolutamente il mio pensiero, né oggi né allora”. In chiusura, Casalino ha affermato anche la volontà di “procedere a querelare” chi abbia diffuso menzogne sul suo conto.

Quasi contemporaneamente Enrico Fedocci, il già citato titolare e organizzatore del corso di giornalismo, via Twitter ha confermato che Casalino “le cose le ha dette”. Ma ha anche chiarito, e confermato, che tutto l’intervento era la simulazione di una intervista fatta con i miei studenti. Rocco stava provocando. Lo ha fatto per tutta l’intervista”. E, ha aggiunto, “gli studenti stavano facendo una esercitazione”.

Ultimo aggiornamento: ore 16:50 dell’8 novembre 2018)

https://www.wired.it/attualita/politica/2018/11/08/rocco-casalino-vecchi-bambini-down/

 

I Commenti sono chiusi

No, Rocco Casalino non ha sparlato di “vecchi”, “bambini” e “ragazzi Down”

No, Rocco Casalino non ha sparlato di “vecchi”, “bambini” e “ragazzi Down”

Il video in cui dice che gli “fanno schifo” e che “prova fastidio” è autentico, ma in realtà Casalino stava solo recitando la parte del comunicatore senza scrupoli per una simulazione di conferenza stampa in un corso di giornalismo

1541672583_casalino_bufala

La realtà è un po’ più complessa di come appare da uno spezzone di video da 45 secondi pubblicato su YouTube. Anche (o meglio, soprattutto) se a parlare in quel filmato è Rocco Casalino, attuale portavoce del premier Conte e persona dalle indiscutibili capacità strategiche in ambito comunicativo. Perciò, nonostante in quelle riprese lo si senta pronunciare frasi che paiono discriminatorie verso anziani, giovanissimi e persone con la sindrome di Down, un’analisi un po’ più approfondita prima di gridare allo scandalo non guasterebbe.

Attribuirgli acriticamente i virgolettati con le sue parole è fin troppo facile. Così facile da ricavarne, in realtà, solo il rischio di buco nell’acqua giornalistico. O, a voler essere più cinici, a determinare un’alterazione artefatta della percezione politica di Casalino, e magari racimolare qualche click in più, finché qualcuno non riveli che si è trattato più che altro di una montatura, di un fraintendimento più o meno innocente.

“Fin da bambino, da sempre, i vecchi mi fanno schifo, esordisce Casalino nel video. E continua: “tutti i ragazzi Down mi danno fastidio. Non ho nessuna voglia di relazionarmi a loro, nessuna voglia di aiutarli: poveretti che gli è capitata ‘sta cosa, ma non voglio occuparmene. È come se ti fa schifo il ragno: io provo fastidio, provo imbarazzo, non so come spiegarlo. Non voglio perderci tempo. Non mi va di stare con i vecchietti, non voglio stare dietro ai bambini, non voglio proprio fare bambini, non mi va di stare dietro a uno che è Down, che non capisce niente. Non mi va.”

Pubblicato per primo (in questi giorni) dal canale YouTube ArcadeTv, il video e i virgolettati sono stati ripresi prima da Dagospia e poi da Il GiornaleCorriere della seraIl MessaggeroAnsaLibero e altre testate giornalistiche. Si è parlato di “caso politico”, dello “schifo di cui parla” e di “ennesimo scivolone”.

In realtà ci si avvicina però a una fake news in piena regola, perché in quel video Casalino stava sostanzialmente recitando. Tra l’altro non si tratta nemmeno di una storia nuova, perché un caso del tutto analogo era stato sollevato nel 2014, quando Casalino si era apparentemente scagliato contro “l’odore della pelle di persone indigenti e dei rumeni”. Come lo stesso Casalino aveva spiegato a suo tempo sul blog di Beppe Grillo, “13 anni fa(che ora sono 17, ndr) frequentavo il Centro teatro attivo di Milano. In un corso di recitazione si sviluppò lo studio dei personaggi e a me fu affidata l’interpretazione di un personaggio snob, classista, xenofobo e omofobo. Per questa interpretazione, dovevo usare un linguaggio paradossale ed estremista, […] e interpretai questo ruolo politicamente scorretto […] utilizzando lo studio fatto nel corso di recitazione”.

In quel caso ci si riferiva ai contenuti di un’intervista rilasciata a Le Iene, mentre stavolta lo spezzone è ricavato da un incontro di Casalino con gli studenti di una scuola della provincia di Milano. Come ha raccontato anche NextQuotidiano, il video è stato girato nel 2004 e contiene una parte di una lezione del corso di giornalismo, in cui l’esperto esterno, invitato a portare la propria testimonianza, parlava proprio dei meccanismi del sistema dell’informazione e di come potesse essere efficace una strategia comunicativa improntata sulla bestialità e sulla provocazione.

Serve una conferma ulteriore? Ecco un altro video (semi-integrale) girato la stessa giornata, in cui si vede Casalino vestito allo stesso modo dell’altro filmato, e dove alla lavagna ci sono scritte le medesime cose, tra cui proprio Centro teatro attivo. Nel video è inquadrato anche l’ingresso in aula di Casalino per il corso tenuto dal giornalista Enrico Fedocci. Da questa versione estesa emerge che il contesto è quello di una chiacchierata a tutto tondo con i ragazzi, in cui i temi – in parte scritti anche alla lavagna – sono le forme di comunicazione e i modi in cui si creano i personaggi mediatici.

Inoltre, nei video pare abbastanza palese che Casalino fosse piuttosto più giovane rispetto a ora, e al secondo numero 25 dello spezzone incriminato si intravede anche una ragazza che sorride e reagisce quasi divertita, a conferma che il quel momento le obiezioni dei presenti erano improntate sul sarcasmo e sulla provocazione, così come buona parte del discorso e del confronto con gli studenti.

Al di là di quanto quelle doti recitative e quelle conoscenze comunicative al limite del teatrale si siano rivelate utili nel proseguo della carriera di Casalino, il punto della questione è che il portavoce del premier non ha mai davvero sostenuto tesi discriminatorie verso “vecchi”“bambini” e “ragazzi Down”. Così come, al tempo dell’intervista a Le Iene, non pensava affatto le cose dette a proposito dei rumeni, tanto che allora (come lui stesso ha riferito) la sua compagna e convivente era una persona “originaria di un Paese dell’est Europa”.

A favorire la diffusione della bufala per qualcuno è probabilmente il confirmation bias, quell’inconscia distorsione cognitiva che ci porta a cercare conferme di ciò in cui crediamo. E se siamo già convinti – a priori – che Casalino sia una persona politicamente scorretta, magari rispolverando nella memoria i casi dei “pezzi di merda del Mef”  e del Ferragosto saltato” per il crollo del ponte Morandi di Genova, o il codice Rocco per le interviste in tv, questa storia della discriminazione brutta e cattiva verso i dolci piccolini, i teneri anziani e le povere persone con la sindrome di Down fa proprio al caso nostro. Anche se è più che altro l’estrazione di una pillola provocatoria ed esasperata da un contesto ben preciso che non può essere omesso.

Su Il blog delle stelle Rocco Casalino ha pubblicato la sua replica, in linea con quanto già emerso: “Questa volta è stato pubblicato un video che risale a oltre 10 anni fa”, ha scritto, “quando frequentavo il Centro teatro attivo di Milano, come si vede benissimo dalla lavagna alle mie spalle. In quel corso si sviluppava lo studio dei personaggi, li si interpretava, forzandone i caratteri in maniera anche paradossale e provocatoria. Le mie parole sono inserite in quel contesto e non rappresentano assolutamente il mio pensiero, né oggi né allora”. In chiusura, Casalino ha affermato anche la volontà di “procedere a querelare” chi abbia diffuso menzogne sul suo conto.

Quasi contemporaneamente Enrico Fedocci, il già citato titolare e organizzatore del corso di giornalismo, via Twitter ha confermato che Casalino “le cose le ha dette”. Ma ha anche chiarito, e confermato, che tutto l’intervento era la simulazione di una intervista fatta con i miei studenti. Rocco stava provocando. Lo ha fatto per tutta l’intervista”. E, ha aggiunto, “gli studenti stavano facendo una esercitazione”.

Ultimo aggiornamento: ore 16:50 dell’8 novembre 2018)

https://www.wired.it/attualita/politica/2018/11/08/rocco-casalino-vecchi-bambini-down/

 

I Commenti sono chiusi