Occupazione dell’estrema destra all’Università di Roma Tre

Martedì 5 dicembre 2017, il dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Roma Tre è stato teatro dell’ennesimo – vergognoso – episodio di violenza neofascista.

Questo è un breve resoconto di quanto avvenuto nella giornata di martedì:

  • Premessa: la lista universitaria di estrema destra “Prometheus” aveva organizzato un’iniziativa studentesca denominata “Siria: guerra, religione, attualità” per il 5 dicembre alle ore 16,15. Avrebbe moderato l’incontro una rappresentante di Sol.Id. Onlus, Ilaria De Candia, candidata al VII municipio di Roma con Casapound nel 2013. Il 4 dicembre l’amministrazione dell’Ateneo e del dipartimento è stata avvertita del rischio che comportava l’iniziativa.
  • Durante tutta la mattinata di martedì i sindacati di sinistra “Ricomincio dagli Studenti” e “Studenti alla Terza” hanno fatto pressione all’amministrazione affinché l’iniziativa venisse annullata. Verso l’ora di pranzo l’autorizzazione a svolgere l’iniziativa è stata revocata.
  • Alle 16 circa più di 150 persone si sono presentate in massa nel cortile del dipartimento di Scienze Politiche. Sono salite al primo piano e si sono stabilite davanti l’aula originariamente destinata allo svolgimento dell’iniziativa. Alla presenza delle forze dell’ordine e del presidente della Commissione Spazi sono stati fatti defluire all’interno dell’aula, per motivi di “ordine pubblico”. Alla richiesta dei sindacati di far interrompere immediatamente l’iniziativa, che nel frattempo aveva iniziato – illegalmente – a svolgersi, la decisione presa è stata quella di “sorvolare” per non causare ulteriori problemi.
    Nel cortile intanto si erano formati dei gruppetti di persone con lo scopo preciso di intimidire i ragazzi dei sindacati, tanto da formare poi un cordone di persone all’entrata del dipartimento. In questi gruppi sono stati riconosciuti soggetti militanti in forze politiche di estrema destra e neofasciste, provenienti da tutto il Lazio.
  • Al termine dell’iniziativa sono scesi tutti e hanno sostato per svariati minuti nel cortile, mentre i pochi studenti rimasti e i sindacati erano estromessi dal suolo del dipartimento e osservavano la scena inorriditi. Prontamente la Onlus Sol.Id. ha condiviso su Facebook le foto dell’iniziativa, che si sarebbe tenuta – secondo loro – di fronte a un’aula gremita di studenti. Gli ospiti erano stati avvertiti del fatto che l’autorizzazione fosse stata revocata.

 

Io sono un rappresentante degli studenti all’interno del Consiglio di Dipartimento di Scienze Politiche e ieri ho assistito – insieme ai miei compagni, agli studenti e ai docenti – allo stupro della nostra facoltà.

Per due ore il controllo di Scienze Politiche è stato in mano a questi soggetti, che si potevano incontrare in ogni angolo del dipartimento. Sulle scale, nell’atrio, in cortile, davanti l’aula. Il loro atteggiamento nei nostri confronti era tutt’altro che pacifico: ci seguivano, ci controllavano, se passavamo vicino a loro ci venivano fatte delle battute sconclusionate e ignoranti, all’uscita ci hanno fotografati e hanno chiaramente cercato di provocarci. Per fortuna non si è arrivati allo scontro fisico, ma ci è mancato poco.

Con la situazione di tensione ormai scemata, abbiamo tentato di chiedere spiegazioni ai docenti responsabili e siamo stati verbalmente attaccati anche in quel caso. Ci è stata più volte ripetuta da questi militanti la presunta bontà di questa iniziativa, della quale non dubitiamo dal momento che erano presenti le forze dell’ordine prima, dopo e durante lo svolgimento della stessa. Evidentemente per loro trovarsi la polizia dentro l’università per una semplice attività studentesca è del tutto normale e per niente inquietante.

L’iniziativa – e l’occupazione illegale – è stata possibile grazie all’utilizzo sistematico e organizzato di metodi esplicitamente squadristi. Non c’è niente di innovativo in questi comportamenti, anzi, siamo tornati indietro mentalmente di 90 anni.

 

Episodi come questo dimostrano che con il fascismo non si può dialogare, che non può e non deve trovare spazio nel dibattito democratico. Come si dialoga con una forza “politica” che tra i suoi obiettivi principali ha quello di eliminare la libertà di espressione, anche e soprattutto attraverso la violenza?

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“Il sonno della ragione genera mostri” o, per usare le parole di Gramsci, “Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri”. Dalla politica internazionale – tra i vari Trump, Putin, Le Pen –  a quella italiana – con le simpatiche figure di Salvini, Meloni, Di Stefano – queste forze si sentono legittimate ad agire come meglio credono.

È necessario perciò condannare fortemente queste azioni e questi movimenti, perché l’antifascismo non solo rappresenta gli ideali di libertà e tolleranza, ma è anche e soprattutto uno dei valori su cui si fonda la nostra Costituzione e il nostro ordinamento democratico.

XII DISPOSZIONE TRANSITORIA E FINALE DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

 

ART. 2 DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Claudio Antonio De Angelis

 

SITOGRAFIA
Allego di seguito la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, la Costituzione della Repubblica Italiana e alcuni articoli che spero possano dare una panoramica – seppur limitata – dell’enorme problema che il nostro Paese sta affrontando.

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino
Costituzione della Repubblica Italiana

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