ECCO…

un esempio, oggi ho scaricato sul #Priv una app che serve a scambiare piccole somme di denaro tra utenti registrati, si chiama #chat&cash ed è gestita dal BancoPopolare ( ex BPN) come detto serve per scambiare piccole somme e contemporaneamente è anche una chat, sempre tra  utenti registrati.

Una volta eseguito il download è partita l’installazione dopodichè l’ho attivata per registrarmi,  sono partite le autorizzazioni, leggete attentamente:

_permetti a chat&cash di accedere ai contatti presenti…beh si per forza altrimenti come faccio ad interagire con gli utenti? quindi risposta positiva

_permetti a chat&cash di gestire le tue telefonate? No di certo, perchè mai dovrebbe gestire le mie telefonate? quindi risposta negativa

_permetti a chat&cash di accedere alle foto e ai contenuti multimediali presenti …perchè dovresti accedere ai contenuti multimediali? non è il tuo scopo quindi risposta negativa

_permetti a chat&cash di rilevare la tua posizione GPS? perchè dovresti rilevare la mia posizione? a cosa serve se devi solo scambiare piccole somme…?quindi risposta negativa

_permetti a chat&cash di registrare audio? perchè dovresti? a cosa ti serve? quindi risposta negativa

_permetti a chat&cash di scattare foto e video? anche in questo caso la risposta è stata negativa

ALLA FINE..attenzione per il funzionamento dell’APP tutte le risposte DEVONO ESSERE POSITIVE…

vi rendete conto? l’APP o meglio chi ha programmato questa APP ha previsto 6 autorizzazioni INDISPENSABILI al funzionamento della APP stessa, ha previsto che questa APP possa impossessarsi di ciò che è contenuto nel telefono e ovviamente trasmetterlo ai server dell’operatore e in caso anche solo di un permesso non concesso l’APP non funziona!!

Mi chiedo, che senso ha chiedermi le autorizzazioni? prenditele e basta! ma sopratutto che senso hanno queste autorizzazioni, un’APP che ha una sola semplice funzione, perchè deve scattare foto, registrare audio, gestire le telefonate ecc. ecc.

Ciò che voglio dire è che la PRIVACY e la sicurezza delle nostre info è nelle nostre mani e siamo noi che le divulghiamo, consapevolmente fregandocene altamente, è inutile prendersela con FB o con WA o con BIG G o con altri, siamo noi che riempiamo i nostri telefoni di APP il più delle volte inutili e che diamo ai loro programmatori tutte le info che vogliono senza pensarci due volte, siamo noi che custodiamo nel telefono segreti o presunti tali e ci stupiamo quando vengono resi pubblici, quindi sta solamente a noi tenere chiusa la stalla per evitare che i buoi scappino, inutile se lasciamo tutto aperto poi stupirci di quello che è accaduto.

Prima di riempire la ROM del telefono di inutili APP solo perchè qualcuno ci ha detto che è indispensabile, pensiamoci due volte, e se durante l’installazione ci vengono richieste autorizzazioni di cui quell ‘APP non dovrebbe avere bisogno, pensiamoci la terza volta, ricordiamoci che stiamo consegnando non alla APP ma ai loro programmatori tutto ciò che custodiamo nel telefono, foto video contatti messaggi telefonate fatte e ricevute ecc. ecc. TUTTO, ricordiamoci che dietro un’APP c’è sempre un’organizzazione che sfrutta i vostri/nostri dati per i suoi più o meno leciti obiettivi.

Alla fine, impariamo a ragionare con la testa, con la propria testa, c’è sempre da guadagnarci.

Buona notte a tutti, a proposito mi hanno parlato di un’APP cha aiuta a prendere sonno e fare sogni erotici quasi reali…QUASI QUASI ….tanto cosa sarà mai??? un’APP!!!!

 

PIETRO FERRARI PRESIDENTE DELLA BANCA POPOLARE DELL’EMILIA-ROMAGNA

L’ingegner Pietro Ferrari, come da previsioni, è il nuovo presidente di Bper Banca. Lo ha nominato martedì 17 aprile il nuovo consiglio di amministrazione (eletto nell’assemblea di sabato 14 aprile), in linea con le richieste dell’a.d. di Unipol Carlo Cimbri, che detiene il pacchetto di maggioranza relativa dell’istituto di credito modenese (e reggiano). Unipol non ha presentato propri candidati, ma in un comunicato ha chiesto un profondo rinnovamento dei vertici e nel contempo ha confermato la fiducia alla struttura manageriale. E così è stato. Pietro Ferrari è affiancato  dell’ing. Giuseppe Capponcelli nominato Vice Presidente, mentre Alessandro Vandelli è stato confermato nella carica  di Amministratore delegato. Di seguito le altre nomine. Da notare che nei vari comitati, le poltrone sono state distribuite in modo paritario tra uomini e donne: 9 e 9. Ma nel Comitato esecutivo figura una sola donna, Rossella Schiavini. Il Comitato esecutivo è composto dai consiglieri  Rossella Schiavini (Presidente), Alessandro Vandelli, Riccardo Barbieri, Luciano Filippo Camagni e Mario Noera. Il Comitato Controllo e Rischi e composto da Elisabetta Gualandri (Presidente), da Alessandro Robin Foti, Ornella Rita Lucia Moro e Valeria Venturelli. Del  Comitato per le Nomine fanno parte Massimo Belcredi (Presidente), Mara Bernardini e  Roberta Marracino; nel  Comitato per le Remunerazioni entrano Mara Bernardini (Presidente), Elisabetta Gualandri e Roberta Marracino. Il Comitato degli Amministratori Indipendenti è composto dai seguenti Consiglieri: Valeria Venturelli (Presidente), Elisabetta Gualandri e  Marisa Pappalardo. La verifica dei requisiti di indipendenza degli esponenti neoletti, ai sensi del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 e del Codice di Autodisciplina delle società quotate promosso da Borsa Italiana, sarà condotta in prossima seduta del Consiglio di amministrazione, nel rispetto della normativa vigente. Il  Presidente Pietro Ferrari si è dichiarato onorato di “presiedere un Consiglio di amministrazione che esprime al suo interno professionalità diversificate e competenze di così alto profilo. Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata e assicuro fin d’ora il massimo impegno per portare avanti con determinazione un programma di ulteriore consolidamento e sviluppo della Banca – ha aggiunto ferrari –  in coerenza e continuità con il proficuo lavoro svolto in questi anni da chi mi ha preceduto, che ha consentito di proiettare stabilmente il nostro Istituto ai vertici del sistema bancario italiano”.

Alfie, Santa Beretta Molla ed il commento di una lettrice

Il 28 Aprile è un giorno ricco di ricorrenze per noi: la Chiesa ricorda infatti dei grandissimi sant

Attacco alla Siria. Assad non usa armi chimiche.

Padre Bahjat Elia Karakach, francescano della Custodia di Terra Santa, superiore del convento dedicato alla conversione di san Paolo, la parrocchia principale di rito latino della Capitale, a Damasco, racconta nel video sottostante dell’attacco congiunto di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.

Governo Tecnico… per ragazzini

Da ragazzino, sentendo al telegiornale che l’Italia stava per prepararsi ad un governo tecnico (in una delle innumerevoli crisi politiche attraversate negli anni della mia gioventù), non comprendendo al meglio, volli chiedere spiegazioni a mio padre sul significato di questo oscuro termine e sul perché occorresse un “Governo Tecnico”.

Non capivo il motivo per il quale una democrazia popolare dovesse dotarsi di governanti non eletti dal popolo; quindi amministratori che nessuno aveva delegato ad amministrare.

Aspettai la sera con questa curiosità che mi arrovellava il cervello. Non appena giunse in casa mio padre, quasi prima ancora di salutarlo, gli posi il quesito, convinto che, essendo lui un politico, avrebbe saputo rispondermi.

Ascoltata la domanda, lui mi si sedette di fronte e guardandomi negli occhi e gesticolando con l’indice, come era solito fare, mi disse: “Vedi, è uguale a quello che accade in tutte le case. I genitori amministrano la famiglia, curano le spese facendo attenzione a far quadrare i conti e cercando, sempre, che via sia il giusto equilibrio di attenzione per tutti i membri della famiglia. Questa è la parte “politica” della vita di tutti i giorni di una famiglia. Poi vi è la gestione pratica; metti che si dovesse rompere qualcosa in casa. Magari sì, si ha la fortuna che un membro della famiglia possa anche essere un tecnico; ma non sempre è così. Quindi? Se vi è un danno e nessuno della famiglia è in grado d’intervenire cosa si fa? Ci si tiene il danno o si chiama un tecnico?”

7756b715-dfb6-4549-98b8-6be5a215f52b

Cavoli! Come era forte mio papà! Parafrasando riusciva, sempre, a farmi ben capire, anche il concetto più arduo!

Mi aveva convinto! L’Italia, la “mia” Italia, si era rotta ed era, quindi, giusto chiamare un tecnico! Questo pensai dopo quel discorso di mio padre, così soddisfatto, tornai alle mie ludiche attività!

L’indomani accadde che, proprio mentre guardavamo il telegiornale che parlava della crisi di governo, il televisore si spense di colpo e non ne volle più sapere di riaccendersi!

Ecco che si avverava quello che, il giorno prima, mio padre mi aveva spiegato!

A turno ci alzammo per dare i classici “colpettini” alla tv, che al tempo erano la panacea di ogni male per queste scatole magiche. Ma la tv, quel giorno, non dava segni di vita!

“Papà!” dissi, “la tv è come l’Italia: si è rotta! La famiglia non è in grado d’intervenire e mi sa, quindi, che occorrerà chiamare un tecnico”.

Lui mi guardò, sorrise ed abbracciandomi mi disse: “Vedi, hai capito benissimo”

Così fu quindi fatto! Il tecnico arrivò immediatamente, guardò la televisione, provò con i suoi strumenti a capire il motivo del non funzionamento, con un’espressione sempre più grigia in volto; dopo l’ennesimo tentativo di riaccensione, si girò verso di noi,  che eravamo in trepidante attesa, e, con voce e sguardo basso, ci disse: “Niente da fare, è andata. Occorre una nuova televisione!”

Ci guardammo tutti in faccia: sapevamo che era vecchia quella tv, ma c’eravamo affezionati; era diventata, oramai, un membro della famiglia. Comunque, rassegnati, ci recammo a comprarne una nuova, nel vicino negozio.

Alla cassa, mentre mio papà stava per pagare il nuovo acquisto, mi avvicinai a lui e gli chiesi: “Papà, è accaduto proprio quello che mi hai detto ieri, ricordi?”

Lui mi fece cenno di sì con la testa, guardandomi e sorridendomi; io continuai nel mio chiedere “Ma se anche l’Italia non fosse più riparabile…. dove potremmo comprarne un’altra?”

ER