Mengo

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Il 12 luglio c’è stata la seconda serata della quattordicesima edizione del Mengo ad Arezzo e mia figlia mi ha chiesto di andarci perchè si esibiva il suo rapper preferito, GEMITAIZ. Invece di andare solo a prenderla  siamo rimasti per sentire come e cosa cantava….l’attesa del cantante ha reso i ragazzini trepidanti e al suo arrivo un boato assordante lo ha accolto. Davide, così si chiama, ha iniziato con parole forti che inneggiavano la droga, lo scappare dalla polizia e cose simili…tutti i presenti ballavano e cantavano a squarciagola…felici e galvanizzati. La mia domanda è: “è giusto scandalizzarsi per il cattivo esempio che può trasmettere il rapper ai ragazzi?” Io penso che rappresenti l’evoluzione (involuzione) della società e , per questo, da accettare, ascoltare e sentire per riuscire ad essere più vicina alle mie figlie , capirne gli stimoli e , nel caso, suggerire loro la “strada giusta” da percorrere. Se non ti avvicini e ti apri ai cambiamenti , rimani ancorato al tuo passato e non puoi condividerlo con i ragazzi..ci deve essere uno scambio: io ti faccio sentire le mie canzoni (Duran Duran, Baglioni, Vasco…) e tu le tue (Gemitaiz, Madman, Nitro, Salmo…).

Che ne pensi?

La chiesa con il tetto crollato proprietà di un fondo statale.

La chiesa con il tetto crollato proprietà di un fondo statale

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LA STORIA

Come in un thriller religioso, genere letterario che ha visto crescere negli ultimi anni la platea dei suoi ammiratori, anche per la Chiesa di San Domenico si sono dovuti muovere schiere di specialisti nella ricerca e nella consultazione di vecchie scritture e contratti stesi in tempi citati dai libri di storia. Figure che si muovono con disinvoltura negli archivi dove si conservano anche documenti di particolare importanza.

Ma alla fine il risultato ha ampiamente soddisfatto il copione del giallo storico con un epilogo a sorpresa. «Fino a un paio di anni fa – ricostruisce don Stefano Zanella, ingegnere responsabile dell’Ufficio tecnico della Diocesi di Ferrara – sulla proprietà della Chiesa di San Domenico esisteva una “certezza”: il bene apparteneva ai Domenicani e ne erano convinti l’Ordine e la Curia».

la verifica degli atti 

È stato l’intervento di un organo dello Stato, il Fondo degli Edifici di Culto (FEC) – che ha in carico un patrimonio immobiliare formato da chiese, conventi e da un lungo elenco di altre tipologie di beni, anche non destinati a funzioni religiose, che vennero acquisiti dallo Stato nell’800 con la soppressione delle proprietà ecclesiastiche – ad accendere la miccia. Proprio su iniziativa del FEC, prosegue don Zanella, è stato avviato un accertamento documentale e storico con l’obiettivo di ricostruire la sequenza degli eventuali passaggi di proprietà. E dal Catasto non è emerso nessun atto che confermasse il trasferimento del bene all’Ordine dei Domenicani. «Il risultato ha sorpreso un po’ tutti – ammette don Zanella – Di fattola Chiesa di San Domenico appartiene al FEC». Attualmente l’edificio è inagibile e necessita di imponenti lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, anche in seguito al recente crollo di una parte del tetto che ha rischiato di provocare danni gravissimi alle opere esposte.

Il FEC, che in provincia è rappresentato dal prefetto, ha oggi in carico il bene e ha avviato, in queste settimane in collaborazione con la Diocesi locale, la procedura per assumere il controllo pieno dell’immobile che domina piazza Sacrati.

Questo percorso, precisa don Zanella, sarà completato dopo l’estate. Poi sarà cura del Ministero dei Beni culturali programmare ed eseguire qualsiasi intervento necessario per restituire l’agibilità a una chiesa che era stata, fra l’altro, gravemente danneggiata dal terremoto del 2012.

le tappe recenti

«Completata questa fase, che richiederà anni – chiosa Zanella – la Diocesi probabilmente chiederà di accedere all’uso dell’edificio per finalità religiose, come è stato nel passato». Un paio di mesi fa, l’improvviso crollo del tetto e i lavori di ripristino in emergenza della copertura collassata con la creazione di protezioni per evitare ulteriori danni alla chiesa in caso di nuovi cedimenti. —

http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2018/07/19/news/la-chiesa-con-il-tetto-crollato-proprieta-di-un-fondo-statale-1.17076342

Impegnati i soldi per il pagamento dell’indennità del Sindaco della Giunta e dei consiglieri

vignetta caricata dalla rete

Con questa nota voglio sopperire alla modestia informativa dell’Amministrazione Comunale di Milena.

E’ risaputo che la nuova amministrazione comunale è molto attiva.

Si è attivata da subito a risolvere vecchi ed antichi disservizi comunali.

Naturalmente non mi riferisco alle strade occultate da montagne di erbacce o alle buche, specie nelle strade periferiche.

Nemmeno ai costi di una gestione lunare della nettezza urbana, o alla pulizia delle stesse strade occupate a tempo pieno da insetti nocivi ed animali ripugnanti, anche se innocui.

Mi riferisco alla pecunia, pro domo loro.

Non al denaro fatto risparmiare ai cittadini, attraverso la monitoraggio dei servizi ed alle spese, ma “ all’integrazione salariale “ degli stessi amministratori.

Mi riferisco al contenimento della spesa pubblica !

Infatti con la

DETERMINAZIONE DEL SETTORE AREA AMMINISTRATIVA129 DEL 10-07-2018

E’ stato disposto l’impegno di spesa per l’indennità Amministratori CIG

 

DETERMINA

Richiamata la delibera di G.M. n. 65  del 09 luglio 2018 con la quale sono state determinate le indennità di carica ed i gettoni di presenza ai sensi della L.r. 30/2000 e successive modifiche ed integrazioni in seguito alle elezioni del 10 giugno 2018;

Atteso che il Responsabile del Servizio è tenuto a compiere tutti gli atti consequenziali;

Ritenuto necessario impegnare le somme necessarie per l’anno 2018;

Viste le dichiarazioni degli interessati in merito all’applicazione dell’art. 19 comma 2, della L. R. 30/2000 che prevede che l’indennità  è dimezzata  per  i lavoratori  dipendenti  che non hanno  richiesto  l’aspettativa;

Visto il prospetto a tal fine predisposto;

Visto il D. Lgs. n. 267/2000;

1) impegnare la somma complessiva di € 11.686,78 per indennità di carica e gettoni di presenza anno 2018 al cap. 1001/6 codice di bilancio 01.01-1.03.02.01.001;

2)  impegnare la somma complessiva di € 993,38 per IRAP su indennità di carica e gettoni di presenza anno 2018 al cap. 1011/0 codice di bilancio 01.01-1.02.01.01.001.

Non c,è nulla di illecito sembra essere tutto a norma .

Le indennità sono state calcolate nel massimo consentito, in relazione al numero di abitanti del comune.

Un rilievo voglio ribadirlo: Il neo Sindaco viene da un lungo percorso amministrativo molto vicino al Sindaco uscente ed alla sua Giunta, che come noto, della rinuncia volontaria alle indennità di carica ne aveva fatto un principio identitario:  assumendo la carica di Sindaco, senza una preventiva dichiarazione pubblica di inversione di rotta, nel senso che alla base delle nuove attività amministrative deve esserci  l’incasso delle indennità di carica,  io la vedo come una furbata elettorale, poco edificante e moralmente censurabile.

S. ferlisi

COPIA DETERMINA

Documento  

19 Luglio 1992.

Secondo i Giudici di Palermo e Caltanissetta Borsellino viene ucciso in fretta e furia dallo Stato e da Cosa Nostra (uniti nello stesso disegno criminoso), perché, indagando su Dell’Utri, Mangano, Berlusconi, mafia e appalti, aveva saputo della Trattativa e aveva intenzione di denunciarlo ai magistrati competenti e all’intera opinione pubblica. Dopo 26 anni, pezzi di verità vengono a galla, ma aspettiamo ancora che i “Pentiti di Stato” un giorno ci dicano tutto quello sanno. Intanto, da parte nostra, un grande “grazie” a questi uomini onesti che hanno vinto la paura della morte perché l’italia potesse essere un posto migliore di quello che loro avevano conosciuto. I loro sorrisi puliti sono il nostro unico orgoglio. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare e noi -semplici cittadini ma con un potere formidabile (il voto)- non ce lo dobbiamo dimenticare.

19 luglio 1992: “Era d’estate”

Il giorno della strage di Via D’Amelio a Palermo, il 19 luglio 1992, è stato raccontato così da Manfredi, figlio di Paolo Borsellino, nel libro “Era d’estate”: “Ricordo che in Tv vi erano le immagini del Tour de France ma mio padre, sebbene fosse un grande appassionato di ciclismo, dopo il pranzo, nel corso del quale non si era risparmiato nel “tenere comizio” come suo solito, decise di appisolarsi in una camera della nostra villa. In realtà non dormì nemmeno un minuto, trovammo sul portacenere accanto al letto un cumulo di cicche di sigarette che lasciava poco spazio all’immaginazione. Dopo quello che fu tutto fuorché un riposo pomeridiano mio padre raccolse i suoi effetti, compreso il costume da bagno (restituitoci ancora bagnato dopo l’eccidio) e l’agenda rossa della quale tanto si sarebbe parlato negli anni successivi, e dopo avere salutato tutti si diresse verso la sua macchina parcheggiata sul piazzale limitrofo le ville insieme a quelle della scorta. Mia madre lo salutò sull’uscio della villa del professore Tricoli, io l’accompagnai portandogli la borsa sino alla macchina, sapevo che aveva l’appuntamento con mia nonna per portarla dal cardiologo per cui non ebbi bisogno di chiedergli nulla. Mi sorrise, gli sorrisi, sicuri entrambi che di lì a poche ore ci saremmo ritrovati a casa a Palermo con gli zii”.

E in un universo parallelo il giudice Paolo Borsellino continua a lasciare cicche di sigarette a terra, sorridendo alla sua eroica scorta. Con l’agenda rossa testimonianza presente dei suoi pensieri…

Tutto cancellato invece nell’universo nostro, a quello solo parallelo. In completo sfacelo.