Parkland: gli studenti in marcia contro le armi

La terribile sparatoria avvenuta il 14 febbraio in una scuola superiore di Parkland, Florida, ha riaperto l’aspro dibattito sulle armi che da anni infiamma la politica interna americana.

Il diciannovenne Nicolas Cruz, armato con un fucile automatico AR-15 e varie granate fumogene ha aperto il fuoco nei corridoi della scuola uccidendo 17 persone e ferendone una cinquantina, prima di essere catturato dalle forze dell’ordine.

Nei giorni successivi agli sconcertanti fatti di Parkland, che, bisogna dirlo, non sono certo una novità per gli americani, il dibattito sul possesso e sulla vendita delle armi da fuoco si è vertiginosamente intensificato. Gli studenti sopravvissuti a Parkland, infatti, hanno dato inizio a una marcia che ha lo scopo di promuovere una nuova riforma che imponga limiti maggiori e controlli più severi alla diffusione delle armi da fuoco. La “marcia per le nostre vite”, così è stata chiamata, sfilerà a Washington il 24 febbraio.

Un altro obiettivo della marcia è denunciare il potere lobbystico esercitato sulla politica dalla National Rifle Association, nota sostenitrice della campagna elettorale del presidente Donald Trump. La lobby delle armi estende la sua influenza sulla scena politica americana in maniera sistematica per tutelare il grande giro d’affari che negli anni si è andato a formare intorno al possesso delle armi da fuoco.

Gli studenti si scagliano, quindi, contro tutti quei politici che accettano donazioni dall’NRA, e li considerano, di fatto, responsabili della sequela di orribili omicidi di massa.
Il cambio di rotta di una importante fetta dell’elettorato americano verso una nazione senza armi da fuoco si sta facendo sentire a gran voce: una scelta di civiltà è richiesta alla classe dirigente, che dovrebbe, in questo caso, mettere le vite delle persone prima degli affari.
C’è chi, invece, propone di armare i professori contro i possibili school shooters: cerchereste mai di spegnere un fuoco buttandoci sopra altra benzina?

Gabriele Marolla

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