Perché sono andato all’Expo (e perché ci tornerò)

7 minutes reading - Le mie motivazioni per andare ad Expo Milano 2015

Sembra curioso vero che qualcuno debba giustificare il motivo di una sua visita all’Esposizione Universale di Milano 2015, eh già. Concordo. Però a volte capita, e devo dire che per alcuni aspetti mi fa anche piacere. Questo articolo nasce dopo un post sulla mia pagina Facebook sorto a seguito di una mia recente visita ad Expo Milano 2015 la quale ha visto alcune critiche, in particolare da parte di persone (in teoria) vicine alle mie idee politiche. In estrema sintesi: chi è vicino a queste idee non dovrebbe andare a visitare l’Expo in quanto simbolo di malaffare politico, infiltrazioni mafiose, lavoro sottopagato, e via dicendo. Io sono reo confesso.

Di cosa stiamo parlando?

Forse per deformazione accademica, ma prima di affrontare una discussione ho necessità di chiarire quanto più possibile i termini della questione. Non so se ci riuscirò ma quantomeno ci provo.

Cos’è l’Expo (o Esposizione Universale)

Non ho nessuna intenzione di fare la storia delle esposizioni universali ma per chi fosse interessato Wikipedia è un buon punto di partenza. Restituisco qui il significato che do all’Expo: l’Esposizione Univerale è il momento in cui il Mondo idealmente si ferma e mostra dove è arrivato. Semplice. Per quanto mi riguarda questa idea è estremamente nobile ed è sufficiente a sostenere questo evento esattamente come sostengo con tutte le mie forze l’importanza di eventi come le Olimpiadi e simili.

Cos’è la Politica in relazione all’Expo

Intentendo in questo caso la Politica come quel processo decisionale e organizzativo adibito a prendere decisioni che informano di sé l’Esposizione Universale, e che porta in capo le responsabilità legali, morali e, perché no, storiche che interessano più o meno indirettamente l’evento.

Perché difendo l’Esposizione Universale

Il fatto che io nomini più spesso l’evento con “Esposizione Universale” piuttosto che con “Expo” già dovrebbe dare la misura dell’argomento. È assolutamente vero che l’Expo Milano 2015 è stata interessata da scandali, da malaffare, da infiltrazioni mafiose e che ancora molto avremo da scoprire. Ma questa è l’Expo? No! Stando alle definizioni date sopra questa è Politica. C’entra qualcosa con l’Expo? Certo, la organizza ma NON è l’Expo. Il fatto che ad essere diventato il centro di gravità di questo vomitevole vortice criminale sia stata l’Expo è un caso. Se ad essere organizzata fosse stata la Sagra Galattica dell’Ostrica Venusiana non sarebbe cambiato assolutamente nulla. Semplicemente avremmo avuto una massa di persone che inveivano contro la Sagra Galattica dell’Ostrica Venusiana esattamente come ora inveiscono contro Expo: per una particolare proprietà commutativa se gli cambi il disco da imparare a memoria il risultato non cambia. Con lo stesso identico principio, e forse è ancora più illuminante, così come l’Expo NON è il malaffare politico Roma NON è la mafia. L’Expo è l’Expo, un evento cardine per l’umanità chè stato usato per gli sporchi comodi di pochi. Roma è Roma, la Capitale del mondo che qualche criminale e molti più politici per anni hanno stuprato trattandola a loro uso e consumo. Da qui mi viene una conclusione ancora più forte.

Expo e Roma non sono il simbolo del malaffare e della mafia. Expo e Roma sono le VITTIME del malaffare e della mafia. 

Come ho scritto nel mio status, boicottare l’Expo per protestare contro la politica (volutamente minuscolo) è come boicottare la Cappella Sistina per boicottare la Chiesa. A me piange il cuore quando vedo che molte persone hanno visto questa frase come un paragone tra Expo e l’immenso Giudizio Universale di Michelangelo, ma per fortuna molte altre, tra interventi pubblici e privati, hanno perfettamente colto il senso della metafora, e li ringrazio ancora una volta per essere forireri di un barlume di speranza.

Assimilare come molti in maniera miope hanno fatto l’Esposizione Universale alla politica e alle scelte del Governo è un errore gravissimo poiché significa attribuirgli implicitamente un signficato e un valore che non hanno.

L’attuale classe politica coinvolta negli scandali dell’Expo non dovrebbe avere neanche il privilegio di vedere stampati i loro nomi nella stessa pagina dell’evento, invece l’ipersemplificazione di pensiero delle quali è vittima gran parte della popolazione (il 74% della popolazione è un’analfabeta di ritorno o funzionale, prova ne è che in molti non hanno proprio compreso il testo di quanto ho scritto) porta non solo a non definire i confini dei temi ma addirittura a identificarli. Ripeto, un errore gravissimo che fa il gioco proprio di coloro che si vogliono combattere.

Ho visto video di persone che invitavano a boicottare l’Expo assurgendo motivazioni che non c’entravano nulla con toni e argomenti imbarazzanti. E tutto ciò ancor più esacerbato quando a farlo sono esponenti politici eletti nelle istutuzioni che dovrebbero illuminare il ragionamento altrui mentre invece sono in preda a una catalessi della ragione che sembra non avere confini.

Vorrei aggiungere molto altro ma svierei dall’cuore dell’argomentazione e, per esperienza, quando uno ha qualcosa da dire non ha bisogno di troppe parole.

Dedicherò una seconda parte di questo articolo ad un elenco per rispondere puntualmente ad alcune delle accuse mosse. Per il resto, chi volesse dibattere nel merito mi trova come al solito estremametne disponibile, tutti gli altri… vadano a prendersi un gelato che è il clima ideale ;)

Xavier

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