Praga: un tracciato metafisico nella città di Kafka

Praga è la città nella quale ogni singolo tratto è manifestazione di un’aria metafisica. Fare ingresso in essa significa sprofondare in un’altra dimensione dalla quale si è fortemente avviluppati, come dentro una fiaba onirica. Di costante attenzione trinitaria (la curarono infatti artisti, imperatori e comunità religiose), e sostanza privilegiata per edificare romanzi, la città di Kafka si rivela indimenticabile. Ecco, dunque, un tracciato costellato di strutture e passaggi e luoghi ispiranti che vi trascineranno nella loro aura metafisica.

Incominciate alla sera, teatro giusto per vedersi animare surrealmente Praga. Quindi attraversate il pietroso Ponte Carlo sotto il quale scorre silente la Moldava mentre vi sentite vegliati dalle statue barocche dei santi che si innalzano, lateralmente, come cavalieri protettivi. Non esitate a sostare davanti alla scultura che raffigura San Giovanni Nepomuceno, e per sacrale magia toccatela: si narra che avere contatto con essa assicuri fortuna. Leggende dicono inoltre che il ponte, perché mantenesse saldo il proprio scheletro, fosse stato arricchito insieme alla calcina di tuorli d’uovo. Sullo sfondo il Castello intanto vi osserva con la propria affascinante parvenza sibillina, come se fosse un grande demiurgo nascosto tra i palazzi gotici.

Grazie al ponte avrete accesso alla Città Vecchia. Una volta calpestate le viuzze serpentiformi, vi percepirete d’un tratto cinti da una sensazionale magia aerea regalata dall’orologio astronomico incassato nel Randnice (il vecchio Municipio), presso la piazza della Città Vecchia. L’orologio astronomico, risalente al 1410, quando batte ogni ora s’anima di una minuscola scena simbolica per significati religiosi così come civili. L’Orloj è costituito da due quadranti: nell’inferiore sono rappresentati i segni dello zodiaco e gli impieghi agricoli divisi in mesi dell’anno; nel superiore scintillano i colori blu ( che sono il giorno), marrone (che è il crepuscolo), il nero (che è la notte) sui quali sono attive le lancette con i simboli di sole, luna e stelle. Suonata l’ora esatta fuoriescono dal marchingegno i dodici apostoli in processione, mentre le figure allegoriche posizionate vicino ai quadranti (la Vanità, l’Avarizia, il Turco invasore, la Morte), iniziano lugubri ad animarsi.

Affinché perduri lo sconvolgimento metafisico della rappresentazione donata dall’orologio astronomico, è necessario recarsi nei pressi del Castello. La sera comincerà a trasformarsi in notte e i lampioni praghesi, con la loro luce fantasmatica, conturberanno il territorio. L’edificio si arrampica sopra le stradine di Malà Strana. Dal basso sembra inaccessibile ed enigmatico, una fortezza, proprio come ne lasciava dedurre Kafka che lo definiva, per interpretazione libera, nel suo romanzo “Il Castello”: un grande deus ex machina che cela una metafisica percezione della realtà.
Di giorno possono però varcarsi le mura d’ingresso. Mura decorate da statue ritraenti la Gigantomachia. E qualora si superasse l’ingresso, accedendo così nella Seconda Corte, solo dopo aver subito l’incanto della porta barocca Mattia (che risale al 1614), si scorgerà latente la Cappella della Croce; all’interno del complesso abbiamo: la cattedrale di Praga, il monastero di San Giorgio, la basilica di San Giorgio, il Palazzo Reale, e le gallerie di pittura rinascimentale e barocca.

Ai fini del mantenimento dell’afflato dell’irreale, il vecchio cimitero ebraico risponde pienamente, perché il sentimento non si spenga. Con la sua rialzata sinfonia di lapidi che segnano un teatro malinconico, sorgendo dalla terra, procreano uno scenario di impatto artistico-decadente. Lì è seppellito il rabbino Loew del quale si è incantati dalla leggenda del Golem, quest’ultima creatura di fango dal rabbino creata per difendere gli ebrei del ghetto.

Infine il luogo dove si riunisce tutta la metafisica praghese è la casa natale dell’inventore della metafisica stessa, narrata, sotto forma di romanzo: Franz Kafka. Situata in quella che è stata rinominata “Piazza Franz Kafka” all’angolo con via Maiselova, una placca in bronzo scolpita da Karel Hladík nel 1965 ricorda lo scrittore e la sua casa. L’edificio originale è tutt’oggi solo il portale mentre al suo interno è stata allestita una mostra dedicata a Kafka. Ciononostante questa è la struttura dove è nato uno dei più importanti scrittori al mondo che ha dato nome all’inquietudine e al nostro essere uomini. Praga, pertanto, è la sua città.

fonte:http://www.viaggi24.ilsole24ore.com/Grandi-Viaggi/Terre-Scoprire/2015/06/Praga.php

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