Prevenzione e attesa della diagnosi, queste le tematiche principali di una serata di beneficenza per la lotta contro il cancro

Lo scorso 19 Aprile si è tenuta la prima edizione di una manifestazione che, a giudizio di chi scrive, è destinata a ripetersi con successo negli anni. Organizzata dal Reparto di Oncologia della A.O.U. San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona, nella persona della Dr.ssa Concetta Stanzione e del Professore Stefano Pepe, primario di Oncologia, con l’aiuto e la partecipazione di alcune associazioni di volontariato, in particolare di Noi donne soprattutto, in quella data si è tenuta la proiezione di un film che aveva come tema quello dell’attesa della diagnosi.torta

Il film scelto per questo primo incontro è stato: Cléo dalle 5 alle 7, una produzione colta della cinematografia francese del 1962, della regista Agnès Varda, proiettato presso il Teatro delle arti di Salerno. Nonostante lo scarso preavviso e il poco tempo in cui è stato possibile promuovere l’iniziativa, la partecipazione all’evento è stata discreta. Circa cento, tra medici ed infermieri addetti ai lavori, per così dire, donne delle associazioni di volontariato, e tante persone comuni, forse semplicemente curiose di scoprire di cosa si parlasse, hanno risposto presente all’invito, occupando la pur enorme Aula Magna del Teatro.

La presentazione della serata e del film è stata affidata all’avvocato Veronica Carratù, una delle donne che da anni è impegnata nella associazione Noi donne soprattutto che dà grande supporto a tutti quei pazienti che, insieme ai loro familiari, intraprendono il duro percorso di cura che impone la diagnosi di malattie tumorali. Sul palco si sono alternati, tra gli altri, il prof. Pepe, insieme al Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, e al regista Michele Schiavino. Proprio quest’ultimo, che ha curato per anni la gestione di un Cineclub di Salerno, ha raccontato di aver curato la scelta del film, indicando, proprio lui, quello della regista francese come il lungometraggio più adatto alla tematica in oggetto. Ha ricordato che proprio quest’anno la novantenne Agnès Varda è stata insignita del premio Oscar alla carriera, e si è commosso ricordando la defunta moglie che lo ha lasciato appena un mese prima nel reparto di Oncologia di Salerno, al termine di una lunga ed estenuante lotta iniziata a Jesi, nelle Marche.

Terminata la presentazione della serata e del film, è iniziata proiezione. Un film d’altri tempi in tutti i sensi, come indicavano le premesse. Il film diventa immediatamente in bianco e nero subito dopo le prime battute, il doppiaggio in italiano cede talvolta il passo alla musicalità del francese, ed è suddiviso in piccole sezioni, ciascuna delle quali narra 10-15 minuti di due ore della vita della protagonista, Cléo, nell’attesa della comunicazione del verdetto di un’analisi clinica che potrebbe cambiarle la vita. Cléo Victoire è una cantante molto famosa e lo spaccato di vita a cui assistiamo si svolge tra compere, riconoscimenti da parte dei fans, incontro col suo compagno e prove delle nuove canzoni. Cléo è certa che le verrà comunicato di avere un tumore e che la sua bellezza sfiorirà, come la sua vita. Allontana da sé con fare spocchioso, e a larghi ratti petulante e capriccioso, chiunque tenti tranquillizzarla e di appagare il suo ego. La chiusura è totale e trasversale. L’unico con cui si aprirà è uno sconosciuto, incontrato per puro caso al parco. Soltanto lui, Antoine, con il suo fare giocoso e pungente, in qualche modo tipicamente e piacevolmente francese, riesce a corteggiare l’ego della bella protagonista. Insieme si recano all’incontro col medico di Florence per ricevere il risultato

Al termine della proiezione, si è passati a commentare il film ed a porre l’accento sui messaggi che deve necessariamente lasciare un evento del genere. Il professore Pepe ha ringraziato calorosamente le associazioni di volontariato, presenti e non, meritevoli di dare enorme forza anche ai medici, oltre che a pazienti e familiari, nella quotidiana lotta contro la malattia del secolo. Ha anche trattato il fondamentale tema della prevenzione primaria e secondaria, ringraziando ancora una volta chi è impegnato quotidianamente nel portare in tutti gli strati della popolazione messaggi importanti, potenzialmente salvavita. Ha infine ricordato che oggi lo scenario delle patologie oncologiche, e soprattutto delle prospettive di cura è radicalmente cambiato oggi, ed in senso di netto miglioramento.

Il sindaco Napoli ha elogiato l’iniziativa, alla quale è stato invitato in extremis per merito della telefonata della Dott.ssa Stanzione in qualità di organizzatrice, dicendosi molto felice di avervi partecipato. Si è detto poi disponibile a sedersi ad un tavolo comune con Pepe e ad offrire il patrocinio del Comune a future iniziative di interesse nel campo della prevenzione oncologica. Molto candidamente ha ammesso di non conoscerne nulla e di essere lievemente ipocondriaco, e pertanto ha dichiarato di rimettersi completamente nelle mani di chi è più competente di lui a riguardo.

Al termine il regista Schiavino ha provveduto al commento del film e la Dottoressa Stanzione si è invece fatta carico dei ringraziamenti finali, dando l’appuntamento a tutti all’anno venturo, possibilmente ancor più numerosi.

La stagione è fertile per le iniziative di informazione e di beneficenza in campo oncologico. Infatti lo scorso 3 Maggio è stata la data scelta per una serata benefica in ricordo di Emanuela Ingino. Era la data del compleanno di Emanuela. Avrebbe compiuto 35 anni, che è venuta a mancare nel 2017 dopo una lunghissima battaglia con un nemico più grande di lei, un cancro del colon. Ha strenuamente lottato senza mai arrendersi e senza mai perdere il sorriso. Ed è questa sua immensa voglia di vivere che è stata omaggiata in quella notte. La cena è stata fortemente voluta e organizzata dalla Dottoressa Milena Napolitano, specialista di Chirurgia Toracica della A.O.U. San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona, che di Emanuela Ingino, era una carissima amica e l’aveva conosciuta proprio in un letto d’ospedale all’inizio della sua storia. Lo scenario prescelto è stato quello del Vea Resort di Mercato San Severino (SA), e alla serata hanno partecipato oltre 350 avventori, per la stragrande maggioranza dipendenti della Azienda Ospedaliera e membri delle associazioni di volontariato, che per una sera si sono lasciati alle spalle aghi, cateteri e pappagalli per trascorrere una cena a base di musica e, perché no, anche ballo, nel segno della beneficienza, e per Manu. La serata è stata allietata dalla musica dei Medina, un gruppo la cui voce, Mauro Avagliano, svolge la professione di O.S.S. tra le mura, ben più ristrette del palco, del Pronto Soccorso.

Al termine, è stato consegnato un enorme e simbolico assegno del ricavato della serata,assegno pari a 8.300 euro, al prof. Pepe, primario del reparto di Oncologia. I soldi saranno utilizzati nei prossimi mesi per migliorare l’esperienza di pazienti e familiari nel loro percorso di cura all’interno della nostra Struttura.

Il tutto è stato reso possibile grazie agli organizzatori ed alla collaborazione con il proprietario del Vea Resort e dello staff, in particolare dei camerieri, che hanno rinunciato ad ogni compenso per garantire la raccolta di una cifra ancora maggiore. La cena si è conclusa con la condivisione di una squisita torta di compleanno, anch’essa proprio come sarebbe piaciuta a Manu.

Dott. Vincenzo Tortora – Specializzando in oncologia

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