Può un truffatore possedere una morale?

Vi siete mai chiesti se un truffatore può essere un virtuoso? Ovvero avere una sorta di sua morale (per quanto malandrina) e praticare una sua etica?

Strana come domanda, vero? Parecchio borderline, lo so…

Ve la lascio lì, considerato che è domenica sera e magari avete tempo per pensarci e rispondere: mi piacerebbe lo faceste, così da aiutarmi in una ricerca che sto conducendo.

Prima di rispondere però, vi invito a visionare questo breve spezzone del famosissimo film di Totò “Totò: Lascia o Raddoppia?

Dove Totò è un nobile caduto in disgrazia che si guadagna da vivere in modo “truffaldino” ma non troppo, consigliando cavalli vincenti agli scommettitori. Non è una vera e propria truffa, in un certo qual senso, in quanto con questo suo “metodo” un vincitore lo crea sicuramente.

Diciamo che “organizza” le giocate, in modo razionale, per avere sempre, ad ogni corsa, un vincitore certo.

Una furbizia, certo, ma che fa felice, sempre e comunque, qualcuno. L’unico vincitore.

Ma quando incontra un suo concorrente… cioè uno che pratica la sua stessa arte, che succede?

Quale sarà la sua reazione?

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