Quando giocare diventa patologia

gioco«La dipendenza da gioco d’azzardo è caratterizzata da un desiderio irrefrenabile di giocare ripetutamente e dall’incapacità di resistere alla tentazione persistente e ricorrente di puntare somme di denaro elevate giocando on-line, scommettendo su sport, roulette, poker e quant’altro, nonostante i rischi che si possono celare dietro questo comportamento con gravi ricadute negative sulla vita personale, sociale e lavorativa del giocatore», a dichiararlo è la dottoressa Assunta Zaffino, psicologo clinico e giuridico, la quale rivela che «ad oggi la dipendenza da gioco rientra tra le cosiddette dipendenze da sostanze. Infatti come per l’alcol o gli stupefacenti, sono presenti: sintomi di tolleranza, come il bisogno di aumentare la quantità di gioco; sintomi di astinenza, come ansia e irritabilità; sintomi di perdita di controllo manifestati attraverso l’incapacità a smettere di giocare nonostante gli sforzi a controllare, ridurre o interrompere il comportamento. La dipendenza da gioco d’azzardo, a differenza di altre dipendenze non presenta particolari campanelli d’allarme come segni evidenti o sintomi fisici inizialmente e per questo motivo viene definita come “malattia nascosta”. Per la maggior parte dei giocatori d’azzardo l’obiettivo nello scommettere ingenti somme di denaro non è dato tanto dal guadagno, quanto dall’eccitazione e dall’adrenalina che le grandi puntate provocano. I più fortunati dipendenti da gioco che vincono somme di denaro elevate anziché fermarsi continuano a scommettere, mettendo a repentaglio anche la propria situazione economica. A differenza dei giocatori occasionali che si fermano quando la perdita diventa grossa, o meglio ancora, si prefiggono un budget limitato». Uno degli aspetti rilevanti che spinge un individuo verso il gioco d’azzardo è la voglia di scappare da alcune sensazioni sgradevoli che possono riguardare varie sfere della propria vita. «L’eccitazione provata da una puntata – continua l’esperta – permette di sopperire queste sensazioni e si entra in un “circolo vizioso” difficile da annullare. I giocatori patologici spesso provano un forte senso di colpa per aver chiesto soldi in prestito o per aver rubato soldi dalle persone presenti nella propria vita per finanziare il gioco. Inoltre anche quando non giocano pensano costantemente ad esso, producendo una difficoltà nel mantenere la loro attività lavorativa e le loro relazioni sociali a causa delle preoccupazioni legate al gioco. Questo senso di colpa spesso si associa al pensiero che non ci sia più un modo per tornare indietro permettendo cosi alla dipendenza da gioco di dominare sulla propria vita. Il gioco d’azzardo può causare anche sintomi psicofisici, tra cui la depressione, l’ansia e le tendenze autodistruttive che possono influenzare negativamente sul sonno e sull’umore, provocare aumento o perdita di peso. Nei casi più gravi se non viene trattato in tempo subentrano gravi problemi economici ed interpersonali e in extremis il suicidio. La terapia permette di uscire dal tunnel del gioco d’azzardo utilizzando metodologie utili che possano portare ad un cambiamento, disattivando il comportamento patologico ed eliminando l’esigenza della persona di utilizzare il gioco come unica via d’uscita». Chiedere aiuto non è da deboli, richiede una grande forza.

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