Quel treno verso il nulla

Ci sono viaggi che non portano ritorni.

Partenze sospese, interrotte dal fato, dal caso, infine dal silenzio.

Poi arriva un bagliore e senza rendersene conto si è immersi nell’inferno più nero : un attimo prima si era distratti nei propri pensieri di giovane studente e insegnante, un attimo dopo si viene  catapultati nella desolazione più nera dove non sono presenti vie di fuga.

Non ci si crede, eppure è così : il bilancio della strage di ieri sulla linea privata Nord Barese è di 25 morti e 50 feriti. Cifre ancora approssimative, prossime a cambiamenti che faranno pendere la bilancia ancora più in basso, ancora in negativo.

Un viaggio senza ritorno, per quei 25 che da quel treno non sono più scesi : universitari, lavoratori, docenti. Tutti assieme, tutte vittime di un destino beffardo e crudele, di una mancanza altrui.

Una tragedia che presenta all’Italia un conto salato da pagare e che spiana la strada ad un primordiale dubbio che sta diventando via via certezza : la certezza di vivere in un paese sottosviluppato, incapace di rinnovarsi, incapace di stare al passo con i tempi.

Un paese che parla di futuro ma non riesce a scrollarsi di dosso il proprio passato, un paese che non ha cambiato marcia ma ha solo rallentato la propria agonia.

Un paese destinato al baratro, come un lungo treno alla fine di un viaggio sopra ad un binario che porta ad un inevitabile niente.

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Leo

 

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