Reddito di Cittadinanza ai soli italiani. È giusto?

Il ministro Di Maio ha parlato chiaro, e in direzione nettamente opposta al ministro Tria. Il reddito di cittadinanza sarà limitato ai soli italiani. È moralmente corretta una deviazione del genere? Perché effettivamente è proprio di questo che si tratta, visto che lo stesso Tria ha affermato che nel programma iniziale del M5S la manovra era destinata anche agli stranieri.

Gli stranieri contribuiscono?

Essenzialmente è questa la prima domanda che bisogna porsi. Qual è il contributo degli stranieri in territorio italiano? I numeri parlano chiaro: senza stranieri il PIL italiano si vedrebbe dimezzato nel giro di quarant’anni. Una riduzione del genere bisogna ammettere che non fa poco spavento.

È abbastanza semplice anche spiegare il perché di una statistica del genere. Perché gli stranieri costituiscono attualmente circa il 9% del PIL? Il lavoro manuale è una risposta più che soddisfacente. Gli stranieri riempiono cantieri e campi, e sono in piena facoltà per farlo visto che la maggior parte di essi sono in età da lavoro (18-60 anni) al contrario della popolazione italiana che, secondo le statistiche ISTAT, invecchia in modo molto massiccio.

La scelta di Di Maio è giusta?

Difficile dare una risposta, visto che i concetti di giusto e sbagliato, sopratutto negli ultimi mesi, continuano ad essere distorti anche quando dovrebbero costituire fattori abbastanza oggettivi. Possiamo però pensare all’idea che sta dietro al reddito di cittadinanza per poter almeno provare a capirci qualcosa.

Secondo il programma del M5S dovrebbe trattarsi di un contributo (a prescindere dalla situazione lavorativa del soggetto in questione) atto allo stimolo immediato di investimenti e quindi di crescita economica. Su quest’ultimo punto avrei altro da obiettare vista la situazione del paese ma non è lo scopo dell’articolo.

Penso a questo punto che chiunque sarà d’accordo con l’opinione che la negazione di una fantomatica soglia minima di reddito anche ai cittadini stranieri, e vorrei sottolineare la parola cittadini, è un’operazione non soltanto scorretta, ma che va contro il semplice concetto di moralità.

Una prevedibile giustificazione su una decisione del genere potrebbe appellarsi all’incapacità di far fronte alle spese. Non sono d’accordo: il reddito di cittadinanza prevede un ammontare di uscite annue che difficilmente potrebbero essere coperte con la sola esclusione dei cittadini stranieri, e a dirla tutta anche con un possibile aumento dell’IVA su alcuni prodotti (di cui ultimamente si sente parlare) la strada ai miei occhi sarebbe impervia, perché non credo sia stato possibile tener conto del macigno (di diversi miliardi) dell’evasione fiscale durante questa ricerca delle coperture finanziarie.

L’ala stellata del governo dovrebbe assumersi la responsabilità di aver esagerato con le promesse in campagna elettorale, e perseguire obiettivi di riforme sane e strutturali (termine forse un po’ troppo abusato quest’ultimo) invece di modellare decreti che porterebbero a ulteriori divisioni sociali.

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