Renzi: “Da segretario non avrei difeso la Cancellieri” (Wanda Marra).

SantoroBLOCCO DEL TESSERAMENTO, I VERTICI CHIEDONO AI MEMBRI DELLA DIREZIONE DI ESPRIMERSI VIA MAIL: VARRÀ IL SILENZIO-ASSENSO. LA COMMISSIONE ANNULLA IL CONGRESSO DI ROVIGO.

Se io fossi stato il segretario del Pd non avrei fatto così, non avrei difeso la Cancellieri. È stato un errore”. Matteo Renzi scende nell’arena di Servizio Pubblico, abito grigio e cravatta chiara, e ancora una volta attacca i vertici del partito che si candida a guidare. “Non indigna la telefonata in cui il ministro Cancellieri si preoccupa di Giulia Ligresti, perché se riceve una segnalazione di un problema reale, il problema non si pone. Mi scandalizza che il ministro della giustizia dica alla compagna dell’arrestato (parla della telefonata a Fragni, ndr), che” l’arresto “non è giusto, non va bene”. E per chi non avesse ancora capito, chiarisce: “È un errore che la Cancellieri non abbia dato le dimissioni. E Letta non gliele ha chieste”. È “inaccettabile che sia finita così”. Stile diverso, attacco evidente. Anche se i renziani in Parlamento non hanno fatto le barricate. E a domanda specifica (“Perché non votate la sfiducia con Sel e Cinque Stelle?”) si rifugia nella disciplina di gruppo. Chi è convinto che Renzi farà cadere il governo una volta eletto segretario ha rizzato le orecchie a quella che suona come una vera e propria sfida: “il 2014 è l’anno in cui andiamo a vedere se c’è il bluff. Hanno parlato per anni delle riforme, Il Pd se ha gli attributi – (e il riferimento è a Letta che ieri li ha tirati in ballo) – incalzi la maggioranza parlamentare per fare le cose. Nel Palazzo dev’essere un pungolo. E poi tornare tra la gente”. E allora, ecco il programma da segretario in pectore. “Il mercoledì dopo le primarie, se vinco, vado nella Terra dei Fuochi a dire che lo stato si riprende quel territorio”. Matteo sceglie un piglio decisionista e di rottura, e lascia volutamente sullo sfondo lo scandalo del tesseramento. Ma su Crisafulli spara: “Come fa un partito a dichiarare uno impresentabile e poi a eleggerlo segretario di una città”. Ma si guarda bebe da intervenire sulla patata bollente del momento: fermare le iscrizioni.

MENTRE lui discute con Santoro e con Travaglio, al Nazareno tra patatine fritte, disegnini sui fogli e sigarette, la Commissione del congresso del Pd tira tardi. Comincia verso le cinque, va avanti fino a tarda sera. Si discutono i casi controversi, uno per uno. Il blocco delle tessere resta da bravo ultimo. Ma tanto la soluzione non c’è. Cuperlo è andato da Epifani a ribadire la richiesta di farlo, Renzi ha dato il suo nulla osta, ostentando distacco, ma Civati e Pittella continuano ad essere contrari. E allora, ecco la (non) soluzione: verrà inviata una mail a tutti i membri della direzione, che entro 24 ore dovranno rispondere (sempre via mail) per dire sì o no al blocco delle tessere. Con “la clausola del silenzio assenso”: chi non risponde dice implicitamente sì. Non s’era mai sentita la direzione telematica dalle parti del Pd. Eppure c’è sempre una prima volta. D’altra parte lo stallo c’è. E poi, i circoli hanno spesso votato senza dibattiti, tanto vale evitare la discussione negli organismi dirigenti. Ieri la Commissione non ha deciso quasi niente neanche sui tanti ricorsi. Anzi, si è pronunciata solo su Rovigo, dove il congresso è stato annullato. Per il resto si sono esaminati caso per caso, Asti, Piacenza, Cosenza, Crotone, Caserta, Lecce e Siracusa. E poi si sono disposti approfondimenti. Con l’idea che qualche congresso si può rifare. Ma solo lunedì verranno auditi quelli che hanno presentati i ricorsi. Rimandi, minimizzazioni, regolamenti più o meno aggirati. Buon sangue non mente. Davide Zoggia, responsabile Organizzazione si lascia andare a dire: “Il caos non è colpa dei candidati ma dei ras di provincia”. A proposito di partito radicato sul territorio. Risponde Civati: “È scandaloso, i candidati sono deficienti?”

Da Il Fatto Quotidiano del 08/11/2013.

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