Richard Missione Africa: in arrivo il cartoon del passerotto che vuole essere una vera cicogna. In uscita il 10 maggio

Presentato in concorso al 67° Festival di Berlino, esce nelle sale il 10 maggio Richard Missione Africa, il “cartone di formazione” sul passerotto che crede che tutto sia possibile: anche dimostrare di essere una vera cicogna. Basta non essere soli e lui ha compagni fantastici: Olga, un gufetto extralarge, e Kiki, un pappagallo egocentrico che canta in un locale di karaoke e sogna i talent show. Il viaggio verso il continente nero porterà i tre strambi e teneri pennuti dal nord della Germania alla Francia all’Italia. Ce la faranno questi tre improbabili eroi a crescere e spiccare il volo? La voglia, il coraggio e una forte amicizia ci sono, il resto lo lasciamo scoprire con la visione del film, distribuito da M2 Pictures.

“Tutto è possibile se ci credi veramente” credo sia una frase in cui abbiamo creduto o sperato in tanti durante quell’età in cui tutto è ancora possibile: l’infanzia. Ed è ad un bambino che si ispira il protagonista Richard, che deve il suo nome a Riccardo Cuor di Leone. Nelle parole del regista Toby Genkel “un bambino cocciuto con i capelli spettinati che ha sempre qualcosa fuori posto”. Ma anche un figlio adottivo: un piccolo passerotto orfano, accolto in una famiglia di cicogne, cresciuto vedendosi più aitante e più forte di quello che è, credendosi una cicogna.

La realtà lo investe quando la famiglia che lo ha allevato si prepara a salutarlo e partire alla volta dell’Africa. Un conto è credere di essere una cicogna e un conto è esserlo davvero: se sei un passero non puoi viaggiare per continenti. Ma Richard è cocciuto, ci crede, non si arrende: tutto è possibile se ci credi veramente, si ripete, e decide di partire anche lui. La meta vera sarà scoprire che non è affatto male essere un passero.

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Il viaggio non sarà semplice, rischierà la vita, ma con lui ci sono due amici speciali più uno invisibile quanto fondamentale: è Oleg, amico immaginario di Olga, una gufetta ispida e sproporzionata, scappata di casa dalle sorelle che non la capiscono e la prendono in giro. La sua formazione consisterà nell’accettare la sua diversità.

E poi c’è lui, Kiki, un egocentrico pappagallo dalle smanie canterine e dalle crisi di vertigine: dalla gabbia di un locale malfamato sogna i talent show e la fama, raggira Richard e Olga per poter essere libero di realizzare i suoi sogni, ma alla fine la sua è la catarsi più intensa per diventare un vero amico, uno su cui contare.

La regia è del tedesco Toby Genkel, la sceneggiatura originale di Reza Memari, che è anche coregista: i due hanno già collaborato in Ooops! Ho perso l’arca… (2015), prima prova da regista di Genkel. Secondo il regista il film è “un cartone animato realista” che mira a creare un legame emotivo con il pubblico e a far divertire sia i bambini che gli adulti. Ad esempio i piccioni “online” fanno ridere i bambini per come si agitano sui cavi telefonici mentre invece gli adulti colgono la parodia dei social media.

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Trama e produzione internazionali per un progetto che ha richiesto tre anni e il lavoro di 180 persone e che parla ed emoziona tutti, senza distinzione di età e di nazionalità, tutti noi che abbiamo paura di cadere: Richard infatti cade di continuo perché “È molto importante che gli eroi attraversino costantemente difficoltà, pericoli e montagne russe emozionali. Non bisogna aver paura del buio”. Perché tutto è possibile, anche rialzarsi e spiccare il volo.

Federica Macchia

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