ROMA.MAGLIETTA ROSSA, BULLI E BULLETTI, LEONI DA TASTIERA.

E’ finito il tempo di prendersela con le ONG, i migranti, i centri sociali,le zecche rosse che non fanno notizia per la propaganda leghista e allora ecco i nuovi bersagli dell’ignoranza targata Lega:  “Il bimbo con la maglia rossa” preso di mira sul web dai sostenitori di Salvini.

Chissà se a qualcuno è venuto in mente che prendersela con un bambino è una follia degna di persone deviate, fuori di testa, bulli da tastiera che poi gridano vergogna contro la violenza quando si trovano faccia a faccia con quelli che pensavano di bullizzare, le zecche per intenderci. Lo fa Salvini tutti i giorni che sparge odio come fosse acqua Santa, lo fanno i suoi fans tutti  i giorni.

L’accusa principale è stata quella del bullismo, per essersela presa con un bimbo che nemmeno può difendersi.

Gli antefatti nel programma “Alla lavagna” in cui il vice premier,Matteo Salvini, è stato il protagonista, una insaponata di demagogia, propaganda degna del peggior regime e strumentalizzazione,ma a proposito di strumentalizzazioni: “Il trattato di Trieste non vieta l’abuso nell’uso dei minori per la propaganda razzista di Salvini?”

Matteo Salvini durante la trasmissione, come purtropo accadrà per altri personaggi della politica, verrà intervistato dai ragazzi dai 9 ai 12 anni e infine poseranno tutti felici e sorridenti, qualcuno anche abracciato, con l’ospite.

Ma il bambino con la maglietta rossa per un giorno ha rappresentato il simbolo, l’idolo dei social per non essersi fatto corrompere dalla carica del ministro.

Lo sguardo serio che evidentemente non aveva alcuna voglia di festeggiare con il ministro dell’odio razziale, sociale e politico,diversamente dai suopi compagni di classe che invece hanno voluto festeggiare quel momento è diventato un simbolo.

Eroe suo malgrado perché i fan del capitano non gradiscono chi non festeggia la vanità di un “somaro” eletto capoclasse e  tra questi si distingue Luca Morrisi,il social manager di Matteo Salvini checon un suo tweett si è attirato le ire dei twittaroli.

Per onore della cronaca molti avevano indicato il bimbo con la maglietta rossa come il prossimo candidato della sinistra e così Luca Torrisi aveva colto la palla al balzo per segnalare la somiglianza del bimbo al segretario reggente del PD,Maurizio Martina, ma il commento di pessimo gusto non è piaciuto ai fruitori dei social che lo hanno travolto di insulti.

L’accusa principale è quella di bullismo per essersela presa con un bimbo non in grado di difendersi dalle colate di fango e letame che tutti igiorni vomitano i fan del ministro.

Luca Morisi non ha cancellato il suo post, a differenza di altri come quello dello spin doctor di Salvini che invece ha cancellato la risposta ad uno dei profili ironici più seguiti sui social”Le frasi di Osho”. 

Che dire di questi leoni da tastiera:” finché potrete nascondervi dietro la tastiera tutto bene, finché potrete nascondervi dietro una divisa tutto bene, ma quando dovrete mostrare  la vostra faccia alla luce del sole attenti, potreste bruciarvi!”

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