Ruviano. Ventaglio di proposte per il definitivo decollo turistico-culturale di capoluogo e frazione

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Mente al servizio dei discenti lombardi, ma cuore saldamente ancorato alle sue origini rajanesi: potrebbe essere questo un sintetico identikit dello scrittore poliglotta (premiato anche in sud America) Giovanni Casaura (nella foto presso il consolato peruviano) che, sebbene viva al nord, si prodiga sempre per la crescita del suo borgo natìo, ove torna ogni qual volta gli è possibile.

L’ultima per depositare, fra l’altro, nei giorni scorsi al protocollo comunale un accorato appello agli amministratori locali ora esteso ai concittadini e quanti altri interessati allo sviluppo “bio compatibile” di Ruviano mediante un ventaglio di lungimiranti quanto apprezzabili proposte che confidiamo l’attento sindaco Roberto Cusano si prodighi per attuare:

Mi rivolgo a tutti gli abitanti di Ruviano e di Alvignanello (e non solo) perché leggano con attenzione e comunichino ai loro amici le proposte seguenti per migliorare il buon vivere, sia materiale che culturale, dei cittadini e la richiesta di una seduta del Consiglio comunale.

L’iniziativa, a cui pensavo da tempo e che ho espresso già altre volte, non ha alcuno scopo editoriale o comunque materiale o personale, ma è dettata solo da amore verso i paese in cui sono nato.

La richiesta di una riunione deliberante del Consiglio comunale e il testo delle proposte sono state protocollate presso il Comune di Ruviano con numero 774 del 6 luglio 2018.

PROPOSTE

È da tempo che penso ad alcune proposte (a cui ho fatto cenno in alcuni incontri culturali a Ruviano) la cui realizzazione è a costo zero o quasi per riappropriaci della nostra storia ed identità, per attrezzare luoghi per il buon vivere dei cittadini e per la cultura, per favorire il flusso turistico con relativo ritorno economico.

Qualcosa di quanto propongo è già stato avviato, ma credo sia importante approntare un piano complessivo perché certe iniziative, pur se importanti, non rimangano come cattedrali nel deserto.

Le motivazioni saranno in questa fase propositiva estremamente scarne, ma saranno approfondite se e quando verranno approvate e fatte proprie dai cittadini e dall’Amministrazione comunale.

Cambiamento del nome del nostro paese: come tutti i cittadini sanno, il nome che ha sempre avuto Ruviano è stato dal periodo antecedente l’anno 1000 e fino alla Unità d’Italia Rajano, che successivamente fu cambiato in Ruviano per non confonderlo con l’omonimo Comune abruzzese.

Gli fu dato il nome attuale dagli Amministratori dell’epoca post unitaria forse dal nome di un antico vitigno, Ruviano appunto, probabilmente presente allora nelle nostre campagne, da cui si ricava attualmente una produzione limitata di Verdicchio dei Castelli di Jesi, nelle Marche.

La proposta è motivata dal fatto che ancora oggi la maggioranza degli abitanti usa l’antico nome eccetto che nelle occasioni ufficiali.

Una comunità, a mio parere, deve riappropriarsi della propria identità storica e del proprio nome perché solo con la consapevolezza di quello che nei secoli si è stati (innanzitutto il nome) si può non solo mantenere il ricordo del passato senza chiudersi al futuro, ma anche cementare maggiormente i vincoli sociali tra gli abitanti.

Il gonfalone attuale può essere mantenuto (naturalmente col nome mutato) oppure sostituito col simbolo dell’Universitas medioevale che l’antico Rajano aveva.

Il nome, per non confonderlo con quello di Raiano in Abruzzo, potrebbe essere (l’ordine dei nomi proposti è casuale):
1. Rajano al Volturno
2. Rajano Sannita
3. Rajano Campano
4. Rajano Castello
5. Rajano ai Morroni
6. Rajano sul Tufo
7. Eccetera

Creazione di un Parco pubblico dalla fontana a Puzzaraco: Ruviano non ha nemmeno un albero pubblico.

È vero che il suo territorio è ricco di boschi che gli fanno da corona, ma il paese non ha nemmeno un filo d’ombra durante la calura estiva.

È altrettanto vero che i terreni del Parco pubblico che propongo sono privati, ma di fatto per motivi vari sono inutilizzabili dai proprietari.

Il Comune potrebbe chiederli in comodato d’uso (possibilmente eterno) per la creazione del Parco in cui basterebbe un arredo fatto da alcune panchine e dall’illuminazione oltre naturalmente alla manutenzione dal momento che esiste già una flora rigogliosa.

Si avrebbe contemporaneamente la possibilità di visita alla fontana con i suoi lavatoi che sono stati recuperati e restaurati e che sono un pezzo importante di storia del paese e un esempio di struttura comunitaria fino alla costruzione dell’acquedotto e all’invenzione della lavatrice e della cascatella di Puzzaraco, frequentato dai giovani del paese durante la stagione estiva , fino a quando il luogo è stato agibile.

Il Parco rivaluterebbe anche il vallone, che tanta importanza ha avuto per Ruviano in tutte le epoche storiche e che andrebbe recuperato e salvaguardato.

La spesa non sarebbe elevata e il paese avrebbe in compenso un luogo ameno ricco di storia comunitaria.

Sarebbe auspicabile anche piantare qualche rampicante (edera o simili) per coprire la bruttura del muro di cemento costruito sulla via della fontana.

• Apertura di una biblioteca: ci sono locali disponibili nell’edificio dell’ex sede della scuola materna nella strada dietro alla chiesa di San Leone Magno.

A tenerla aperta potrebbero essere i giovani del servizio civile. La dotazione libraria può essere creata in modi diversi, anche senza esborso di denaro pubblico.

È vero che in Italia (e non solo) la percentuale di lettori è bassa, ma proprio per questo motivo bisogna incentivare la lettura anche in collaborazione con le Istituzioni scolastiche.

La biblioteca potrebbe e dovrebbe essere anche promotrice di eventi culturali in modo da offrire un ventaglio ampio di attività per il miglioramento culturale della comunità e per cercare di rendere il nostro paese, anche in questo campo, un punto di riferimento per le comunità limitrofe.

• Apertura di un sentiero per la visita delle cosiddette ciummentare su cui sorge il paese dalla strada nazionale a partire dal Putraccio fino alla base della Piazza Grande o viceversa.

Il cocuzzolo di tufo su cui è stato costruito il paese è un patrimonio da far conoscere e quindi salvare perché unico nella nostra provincia.

Un altro percorso è quello intorno alle mura che parte dal Bar Panaro e arriva in via Garibaldi (per intenderci alla fine della striscia di terreno della casa di Agostino Sangiovanni).

Un ulteriore percorso è quello già sperimentato della visita delle masserie storiche (ci sarebbe comunque da recuperare e valorizzare anche le testimonianze etrusche e romane presenti nel territorio del paese).

L’apertura e il mantenimento di sentieri nei boschi, magari partendo dai Morroni per arrivare ad Alvignanello, per piste per mountain bike potrebbe essere una ulteriore possibilità per attrarre gli appassionati di questo sport o anche solo di amatori con possibili ritorni economici per il territorio.

Anche la possibilità di gite sul Volturno sul Lontre sarebbe un’attività auspicabile per la cui attuazione non sono necessarie spese.

Ad Alvignanello sul Volturno si potrebbe istituire un Parco sulla sponda di competenza del nostro Comune come quello di Amorosi sulla sponda opposta.

Sarebbe interessante anche riattivare almeno solo per dimostrazione sul suo funzionamento la Scafa sul Volturno.

Le visite per questi percorsi potrebbero essere guidate dai giovani del servizio civile che fungerebbero da cicerone.

• Posizionamento di un pannello all’ingresso nel paese dopo il parcheggio in piazza Grande e ad Alvignanello all’inizio del nucleo abitativo con l’indicazione dei monumenti da visitare, gli edifici religiosi, le testimonianze archeologiche e della civiltà contadina, i balconi panoramici, eccetera relativi al capoluogo e alla frazione.

Assegnazione del nome alla piazza all’inizio del centro con queste alternative:

1. Piazza Grande (è il nome comunemente dato fino ad oggi e che è presente anche in altre città, prima fra tutte Bologna);
2. Piazza Rajano, se malauguratamente non si dovesse dar luogo al cambiamento di nome del paese;
3. Piazza Ruviano nel caso auspicabile che si riassumesse il nome storico di Rajano.

• Al Sig. Sindaco di Ruviano
Roberto Cusano
• Al capogruppo di maggioranza
Mimmo Petrazzuoli
• Al capogruppo di minoranza
Giuseppe Izzo
• Al Consiglio comunale tutto
• All’Ufficio protocollo

Oggetto: Proposte per una riunione deliberante straordinaria del Consiglio comunale

Gent.li Signori Amministratori, invio in allegato una serie di proposte tendenti al recupero della identità millenaria del nostro paese e al consolidamento dei vincoli comunitari che sempre nel passato hanno caratterizzato la vita sociale.

La realizzazione di queste proposte sarebbe a costo zero e solo per qualcuna ridottissimo.

Spero vorrete analizzare, discutere ed approvare in una seduta straordinaria del Consiglio opere che darebbero nuova linfa e nuovo slancio ad uno dei borghi più belli d’Italia.

Chiedo che la mia lettera e il mio allegato vengano regolarmente protocollati.

Sono sicuro che tutti i signori Consiglieri e il signor Sindaco presteranno, come hanno sempre fatto, la massima attenzione alle proposte e opereranno per il bene comune e per il miglioramento del paese, consapevoli che ciò che a volte sembra irrilevante nasconde spesso un’importanza fondamentale per il buon vivere.

Grazie per l’attenzione.

(Giovanni Casaura – Lettera Aperta – Archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web© Diritti riservati all’autore)
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