Scalea, al consorzio Valle Lao dipendenti senza stipendio. L’appello di sindacato e amministrativi

Scalea – Al consorzio i dipendenti e gli amministrativi non prendono lo stipendio. E questa situazione va avanti da mesi. Solo i forestali percepiscono il salario e speso con difficoltà. Silvano Lanciano, della Cgil, che ha preso parte al si in di una parte dei dipendenti dell’ente di bonifica che ieri hanno sostato nel piazzale della sede di via Fiume Lao, è stato chiaro: “I lavoratori e le lavoratrici del Consorzio non sono più disponibili a prestare la propria opera senza essere retribuiti. Perciò è la stessa Regione a doversi assumere l’onere di garantire la retribuzione corretta, altrimenti non si riprende nessuna attività. Il commissario attuale – ha detto Silvano Lanciano – ha peggiorato la condizione del consorzio, paralizzandolo a livello economico-finanziario; pur avendo le risorse in cassa, non ha voluto corrispondere le retribuzioni ai lavoratori dal mese di dicembre ad oggi. Intendiamo continuare con il blocco di tutte le attività fino a quando la Regione Calabria non nominerà un nuovo commissario. Invitiamo il presidente Oliverio a farlo urgentemente, in tempi europei e non in tempi messicani come è abituata a fare la Regione Calabria. Chiediamo un commissario di buon senso che si occupi prioritariamente di erogare la retribuzione ai lavoratori e alle lavoratrici”.

I dipendenti del Consorzio Valle Lao, ormai in stato di agitazione e costretti al blocco delle attività hanno inteso rendere pubblico agli utenti ed amministratori dei comuni consorziati che al momento della nomina del Dott. Macrì quale commissario del consorzio, il solo il mese di novembre era lo stipendio arretrato. Con la gestione Macrì i mesi arretrati da corrispondere ai lavoratori purtroppo sono diventati ormai quasi otto. Con tale ritardo le famiglie dei dipendenti consortili – che non sono gli impiegati forestali che percepiscono regolarmente lo stipendio e che ormai sono diventati interlocutori privilegiati del commissario Macrì – sono ormai alla fame; i dipendenti mortificati nella dignità di lavoratori e di uomini.

 

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