SEMPRE BANALITÀ CONTRO RENZI. MA NON VI SIETE STUFATI?

SEMPRE BANALITÀ CONTRO RENZI. MA NON VI SIETE STUFATI?

Nel “Venerdì di Repubblica” molti lettori scrivono al giornalista Michele Serra.

E Michele Serra, ogni tanto, pubblica alcune lettere dei lettori, ma il tenore delle lettere è preoccupante, lasciano un profondo senso di sconcerto, unito al dubbio che profondi cambiamenti, molto, ma molto in peggio, siano intervenuti anche tra i lettori e al quotidiano Repubblica.

Qualche settimana fa, c’era un florilegio di luoghi comuni contro il Pd e Renzi, assolutamente non supportati da alcuna analisi fattuale politica.

Solo odio puro, tormentoni, come quello che trabocca dai social. Tutte inutili banalità.

La settimana dopo, un altro meraviglioso campionario: il primo lettore sostiene addirittura che “il crollo del ponte Morandi è stato il nostro 11 settembre”: affermazione chiara, di sicuro effetto letterario, ma di nessun significato reale.

Serve solo a buttarla in caciara, come se il crollo fosse un atto premeditato, programmato da una classe politica cattiva, anzi perversa, che si compiace di compiere atti di terrorismo nel proprio Paese e non una disgrazia dovuta all’incuria di chi doveva vigilare di più e meglio, un delicato e molto sfruttato manufatto di 50 anni fa.

Considerazione semplicemente sconfortante!

Un secondo lettore si lamenta della fantasmagorica funivia di Punta Helbronner, ristrutturata perché la vecchia era vecchia davvero (aperta nel 1948) e sostituita da un impianto moderno, che ovviamente tiene conto delle esigenze turistiche del 21° secolo e non di quelle del dopoguerra.

E quindi, che colpa hanno quei fessi che vanno a tremila e passa metri con le scarpine? Meglio una funivia antiquata, inadeguata e forse anche pericolosa? Forse, ma per soli veri montanari, rudi ed arcigni.

Solo che questa meraviglia della tecnica, per il lettore che si lamenta, è comunque un  male, perché è stata inaugurata “in pompa magna” nientemeno che da Matteo Renzi, sicuro sintomo di malaffare e malapolitica.

È noto infatti il perverso interesse del Renzi (e di suo papà, della sua mamma, della Boschi, della zia, della sorella, della sua nonna, del fratello, dei vari cugini e dei bisnonni) e del Pd, nello sfruttamento turistico incontrollato delle cime alpine.

Il fantasioso lettore dovrebbe farsi un giro per le funivie svizzere e tedesche e poi ne riparliamo.

Un terzo lettore, in un crescendo di analisi approfondite sullo stato politico della sinistra, scomoda addirittura i congressi dei Grandi Sakem, certamente qualcuno si ricorderà di Tex Willer, per invocare la necessità di dare spazio ai giovani scalpitanti, sempre pronti a dissotterrare l’ascia di guerra contro i cattivi visi pallidi.

Bene, se la memoria non m’inganna, negli ultimi 4-5 anni abbiamo assistito ad un quasi totale ricambio della classe dirigente del Pd (non della sinistra, dove sono rimasti a Grasso e forse ancora a Bertinotti): una schiera di baldi quarantenni ha vinto ben due congressi a suon di milioni di voti, salvo venire sconfessata, maledetta e debellata subito dopo, come fosse una banda di pericolosi masnadieri.

Non andavano bene perché erano poco giovani o perché troppo diversi?

Meglio il Grande Sakem “smacchia-giaguari, Ber-shan-i” o l’altro Sakem “palle-di-ferro Let-tha”?

Se il campionario di lettere inviate a Michele Serra, è significativo dello stato delle cose, temo che ci terremo Salvini e Di Maio per decenni e decenni.

D’altra parte, per tanti a sinistra è meglio strologare dall’opposizione che tirarsi su le maniche e prendersi responsabilità di governo, facendo riforme necessarie, anche a rischio di tirarsi dietro fischi ed improperi.

È sempre stato così, purtroppo, e la solfa non pare cambiata.

Tuttavia, nonostante tutto, credo che qualche milione di italiani con la testa sulle spalle ci sia ancora.

Sono cittadini smarriti, confusi, assordati dal fracasso dei media nuovi e vecchi, sempre pronti a gettare la croce su chi ci prova seriamente.

Oggi vanno tanto di moda quelli che, con faccia truce e voce tonante o con sorrisi stampati a 32 denti, promettono rodomontate, cambiamenti, scatole di tonno aperte, e poi si acconciano come i vecchi democristiani con fiducie, milleproroghe e spartizioni di poltrone.

Ecco il cambiamento. Tutto come prima.

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