Sesto, le ultime vicende sulle ex aree Falck mettono tensione e allarme sul futuro del progetto di trasformazione: il Pd chiede un consiglio comunale aperto

    SESTO SAN GIOVANNISul futuro delle ex aree Falck si profila un’altra cessione della proprietà e soprattutto l’azzeramento del progetto messo a punto dall’architetto di fama mondiale Renzo Piano. Le preoccupazioni aumentano dopo che gli arabi si sono tirati indietro ed ora tutto passerebbe nelle mani di una società con due soci di livello mondiale, ma con e prospettive d’intervento tutte da definire, proprio quando sembrava che ormai si era sulla linea di partenza dei lavori di trasformazione di un’area di un milione e mezzo di metri quadrati.

Le incertezze e le notizie filtrate tramite la stampa nazionale hanno messo a rumore il mondo politico locale e il Pd, forza di opposizione, ora chiede un consiglio comunale aperto sul tema per discutere e chiarire la situazione e le prospettive.

Su proposta del gruppo consiliare del Partito Democratico, tutte le forze dell’opposizione hanno chiesto la convocazione di un consiglio comunale aperto sul tema delle Aree ex Falck alla presenza dell’operatore – scrivono in un comunicato -. Il Sindaco non può esimersi dal far rendere conto alla cittadinanza l’operatore del più importante intervento di recupero e trasformazione urbana di aree private ex industriali per informarla sullo stato di realizzazione dell’intero progetto consegnato agli attuali amministratori da chi li ha direttamente preceduti”.

Da mesi, come gruppo del PD, stiamo chiedendo conto di alcuni aspetti di questa complessiva trasformazione presentando interrogazioni specifiche. L’ultima, in ordine di tempo, è quella sullo stato di avanzamento delle bonifiche delle aree interessate e della stipula del contratto relativo alla Città della Ricerca e della Salute. Da mesi si susseguono indiscrezioni di stampa sulla volontà dell’operatore di favorire un possibile passaggio di mano delle aree predette.

Questo stato di incertezza unita all’inerzia dell’amministrazione attuale, alla scelta di questa, annunciata attraverso la stampa, di rinunciare ad alcune funzioni pubbliche per farsele monetizzare, alla rimozione del vincolo su alcuni resti di edifici storici, testimoni della storia operaia e industriale di Sesto, pone serie fondamenta alle preoccupazioni espresse ed è per questo che auspichiamo quanto prima la convocazione del consiglio comunale e ovviamente l’indicazione di maggiori certezze sui tempi e sui modi di realizzazione della suddetta trasformazione”.

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