Sesto, Potere al Popolo denuncia l’atteggiamento del Comune sul campetto di calcio ex Dominante

   SESTO SAN GIOVANNI – Riceviamo e pubblichiamo:

Domenica 25 febbraio nell’ambito delle iniziative di campagna elettorale di Potere al popolo! abbiamo tenuto la manifestazione “Il lavoro che c’è. Curare le città”; consistente in uno sciopero alla rovescia per segnalare come si possono creare posti di lavoro risanando territori in situazione di abbandono e degrado presenti nelle periferie delle aree metropolitane dove vivono quei ceti popolari troppo spesso dimenticati dalla politica ufficiale.

I volontari di Potere al popolo! hanno trovato nel campo sportivo di via Catania una situazione di totale incuria e devastazione in  un’area per di più  pubblica a ridosso del centro abitato e hanno simbolicamente operato una piccola azione di ripulitura raccogliendo rifiuti di ogni genere. Forse proprio l’aver richiamato l’attenzione sull’abbandono di chi vive nelle abitazioni vicine (per lo più case popolari) deve aver scatenato la reazione scomposta di osservatori incauti.

Leggiamo infatti su un quotidiano del 7 marzo che saremmo passibili di denuncia per una presunta violazione
di sigilli. A tal proposito vogliamo precisare che l’area pubblica in questione aveva libero accesso dai suoi varchi di via Catania e dal piazzale del cimitero. I locali che un tempo ospitavano gli spogliatoi delle società sportive erano anch’essi aperti ed erano stati devastati come chiunque può costatare recandosi sul posto. Non vi erano, infine, segnali o divieti di sorta che inibissero l’ingresso. Della manifestazione era stata data peraltro evidenza pubblica e si erano tempestivamente informati gli uffici preposti.

Di cosa dunque dovremmo essere denunciati? Di aver dedicato del tempo a ripulire un luogo di tutti? Di aver lamentato a voce alta l’abbandono di un’area in un quartiere popolare? Di aver dedicato qualche ora di fatica ad un bene comune per indicare una strada possibile per la creazione di nuovi posti di lavoro? Di aver richiamato l’attenzione sul denaro che viene sprecato per risanare i conti delle banche o per le clientele o per le mancette dei bonus mentre non si trovano risorse per la cura dei nostri territori, delle nostre periferie?

Ebbene, se queste sono le accuse allora ci riconosciamo colpevoli! Sicuramente rispediamo al mittente l’insinuazione di aver violato sigilli o arrecato danni di altro genere.

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