SI CHIAMAVA VIOLETA SENCHIU

SI CHIAMAVA VIOLETA SENCHIU

 

“Si chiamava Violeta Senchiu.
Era rumena.
Aveva 32 anni.
Aveva anche tre figli.
Il suo compagno, un italiano, sì, un italiano, di quelli che vengono prima, le ha dato fuoco, arsa viva con tre taniche di benzina.
È morta dopo ore di indicibile sofferenza.
È successo sabato scorso.
Niente articoli e inchieste sui giornali.
Nessuna troupe televisiva che si aggira a Sala Consilina, dove è accaduto l’omicidio.
Nessun fiore portato da nessun ministro.
Nessun tweet.
Nessun corteo di Forza Nuova”.

(Valeria Collevecchio)

Niente di niente. Come sempre due pesi e due misure, quando si tratta di assassini feroci ma “italiani”.

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SI CHIAMAVA VIOLETA SENCHIU

SI CHIAMAVA VIOLETA SENCHIU

 

“Si chiamava Violeta Senchiu.
Era rumena.
Aveva 32 anni.
Aveva anche tre figli.
Il suo compagno, un italiano, sì, un italiano, di quelli che vengono prima, le ha dato fuoco, arsa viva con tre taniche di benzina.
È morta dopo ore di indicibile sofferenza.
È successo sabato scorso.
Niente articoli e inchieste sui giornali.
Nessuna troupe televisiva che si aggira a Sala Consilina, dove è accaduto l’omicidio.
Nessun fiore portato da nessun ministro.
Nessun tweet.
Nessun corteo di Forza Nuova”.

(Valeria Collevecchio)

Niente di niente. Come sempre due pesi e due misure, quando si tratta di assassini feroci ma “italiani”.

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