Stabulari per vicine pettegole

Come sempre, partiamo da un caso particolare per fare un discorso più generale.

Giusto ieri, o l’altro ieri, non importa, un parlamentare pentastellato di nome Paolo Bernini (celebre principalmente, come la maggior parte dei parlamentari grillini, per le puttanate complottiste che ha sparato in quei tempi migliori quando ancora Beppe non aveva provveduto all’addestramento comunicativo) si è presentato bel bello allo stabulario per primati di Modena, al momento al centro dell’ennesima lotta per il salvataggio del mondo dei gruppi animalisti, pretendendo in virtù del suo essere parlamentare e pentastellato nonché noto esperto di benessere del macaco, di fare un’ “ispezione”.

Ovviamente l’ha ottenuta. Ovviamente il giorno dopo ha avuto una collisione accidentale con l’aspirante premio Pulitzer Margherita D’Amico, la quale subito ha scritto un articolo di fuoco contro lo stabulario in questione sulla base delle nuovissime informazioni ottenute grazie all’eroico grillino.

I contenuti dell’articolo in questione sono il solito miscuglio di trash animalista che abbiamo già visto molte volte, basato in questo caso, più che sulla presentazione di fatti falsi, su una presentazione falsa dei fatti:

  • C’è la foto di una mamma macaco che, spaventata, protegge il suo cucciolo. Ovvio che fosse spaventata, visto che sono entrati sconosciuti mai visti prima.
  • I macachi sono in gabbia. Wow, che scoperta, se li volevate vedere liberi andavate nella giungla. Ovvio che sono in gabbia, questo mica significa che siano maltrattati.
  • I macachi subiscono esperimenti in cui vengono piazzati elettrodi nel loro cervello. Madonna, n’altra scopertona; la nostra supergiornalista d’inchiesta poteva fare questo scoop cliccando su Pubmed, invece di aspettare l’ispezione; i giornalisti scientifici fanno il proprio lavoro così.
    A proposito, lo abbiamo già detto che ci sono anche UMANI che passano tutta la propria vita con elettrodi impiantati nel cervello, e stanno benissimo? Come dite? Milleduecento volte? Va be’, ripeterlo ancora, a volte, si rende necessario.

Quindi niente di nuovo su questo fronte, è anzi un format collaudato. Allora qual è la riflessione di oggi?

La riflessione di oggi è che tutti quelli che ripetono “se non avete nulla da nascondere dovete fare gli stabulari con le pareti di vetro” sono degli ingenuotti, quando non degli autentici coglioni.

Il discorso del “non ho nulla da nascondere quindi non nascondo nulla” funziona solo se sei in un contesto di estrema e totale onestà da parte di tutte le parti in causa. Lo può fare un bambino accusato dalla mamma di aver rubato le caramelle: la mamma è in buona fede, lui è in buona fede, tutto si basa su questa fiducia reciproca, allora il bambino sta tranquillo e non ha alcun bisogno di dimostrare attivamente la propria innocenza.

Ma se i casi si complicano, e soprattutto se intervengono forze che hanno preso come scopo della propria esistenza quello di distruggerti, non nascondere nulla perché non hai nulla da nascondere ti rende solo attaccabile. Supponiamo che mia moglie sia stata uccisa e che io sia pregiudicato, e magari anche extracomunitario in un Italia xenofoba, o anche solo che abbia un ottimo movente… ma sia innocente.

Capita, capita, ve l’assicuro.

Se non sono un perfetto deficiente appena scopro che hanno ucciso mia moglie mi piglio l’avvocato ed entro in silenzio stampa, e questo non perché sono colpevole e ho la coscienza sporca, ma perché so che da quel momento scaveranno nella mia vita sviscerandone ogni segreto, che abbia o meno a che fare col caso, con lo scopo di trovare informazione che possano dimostrarmi colpevole anche se non lo sono, o, quanto meno, distruggermi la reputazione sui giornali.

Non ho nulla da nascondere, quindi non ho nulla da temere? Sì, come no, magari nel mondo di My Little Pony. Io posso avere la coscienza pulitissima e ciò nonostante essere distrutto sia mediaticamente che in tribunale.

Non penserete ora che, anche se ci fosse stata qualche illegalità o qualche maltrattamento a Modena, i gestori dello stabulario e i ricercatori sarebbero stati così idioti da farle vedere durante un’ispezione che a quanto mi risulta, peraltro, non era affatto dovuta? Ovviamente non c’era nulla da nascondere, altrimenti l’avrebbero nascosto, appunto. Candidamente è stato permesso ai paladini della giustizia di entrare e candidamente si è parlato con loro descrivendo gli esperimenti, e con tutto l’entusiasmo che, senza scadere nel luogo comune, è davvero una caratteristica che si trova nel mondo della ricerca come in poche altre professioni.

Il fatto che non ci fosse niente da nascondere, nessuna scimmia morente, nessuna coscienza sporca, nessuna infrazione, niente di niente, non ha certo impedito a certi grandi personaggi di montare il caso, come da copione.

L’unica cosa sorprendente in tutto ciò sarebbe proprio l’ingenuità dei ricercatori che hanno permesso la visita, soprattutto visto che c’era già un precedente: la Brambilla che si è fatta invitare a Green Hill, dove è stata accolta con ogni gentilezza, ha fatto la sua ispezione, ha accarezzato i suoi beagle (probabilmente è stato allora che uno di quegli sfortunati cagnetti ha subito l’operazione vivisettoria che l’ha cucito al braccio della parlamentare, costringendola a portarselo dietro per tutta la vita in tutte le comparsate pubbliche), se c’erano irregolarità non le ha viste perché non sarebbero stati così scemi da farle vedere a lei e non avrebbe comunque le competenze per riconoscerle… Tutto perché il giorno dopo potesse andare a esibire le calze a Striscia strepitando “MOSTRUOSITA’! LAGER! DEVE CHIUDERE! DEVE CHIUDEREEE!”

Signori miei… io per via del mio lavoro non esattamente a contatto con il grande pubblico, ma anche per via della mia personalità che è istintivamente fiduciosa nel prossimo ed attira di conseguenza personalità simili, vedo e parlo con un sacco di persone idealiste e un po’ ingenue. Alcune di esse mi dicono “ma perché non li fate entrare gli animalisti, così vedono che non avete nulla da nascondere?”

Come vedete, ogni tanto lo facciamo. Quindi non mi ripetete più perché non lo facciamo più spesso.

 

Ossequi.

 

 

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