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Riaprire i manicomi? Si ma per chi lo propone!

PDL e Lega propongono Lunga degenza e TSO prolungato per problemi mentali. Il terreno e’ sdrucciolevole. Perché tornare indietro dopo la legge Basaglia contro i manicomi, luoghi di tortura? Luoghi in cui persone differenti e sofferenti venivano stuprate nel loro dolore? Ci sono cooperative, centri di igiene mentale! Invece di aumentare i fondi a queste strutture rispolveriamo il nascondimento del matto?
PDL e Lega, quasi scomparse dopo i voti delle amministrative propongono una legge pruriginosa e pericolosa. Non che ora le cose vadano bene nel settore ma medicalizzare non aiuta. O forse questi signori temendo di perdere seggi in parlamento vogliono prenotare un posto sicuro in manicomio? No perché in tal caso le porte sarebbero aperte!

L’articolo del La Stampa di oggi

CRONACHE
18/05/2012 – NON SERVE IL CONSENSO DEL PAZIENTE PER TRATTAMENTI EXTRAOSPEDALIERI PROLUNGATI
“Riaprono i manicomi”,
scoppia la bagarre

Interno di un manicomio giudiziario, gli unici aperti fin ora in Italia
L’opposizione: un passo indietro di 40 anni. Il Pdl: è un sostegno
FLAVIA AMABILE
ROMA
Si stava discutendo la riforma della legge Basaglia ieri in commissione Affari Sociali della Camera quando, senza troppi preavvisi, è stato approvato un articolo che ha fatto insorgere l’opposizione: riaprono i manicomi.

Sotto accusa c’è il prolungamento del Trattamento sanitario obbligatorio che cambia nome e potrà avere la durata di quindici giorni contro gli otto attuali. Viene poi «istituito il trattamento necessario extraospedaliero prolungato, senza consenso del paziente, finalizzato alla cura di pazienti che necessitano di trattamenti sanitari per tempi protratti in strutture diverse».

Il trattamento non potrà durare più di un anno. In pratica un nuovo genere di manicomi accusa l’opposizione.

Il relatore del testo, Carlo Ciccioli del Pdl nega. Si va nella direzione, dice, «del sostegno alle famiglie dei pazienti, oggi abbandonate a se stesse, e di una buona e corretta assistenza alle persone che non hanno consapevolezza di malattia e per questo molto spesso evitano di curarsi o di seguire i trattamenti terapeutici prescritti». Massimo Polledri della Lega Nord invita a «superare i tabù ed aprire il confronto».

Ma la polemica è già scattata. «La risorta maggioranza Pdl-Lega ha segnato un passo indietro di quarant’anni – denuncia Margherita Miotto, capogruppo Pd in commissione -. Di fatto il testo votato prevede che il malato di mente venga recluso nei manicomi per lunghi periodi, anche anni, e non prende minimamente in considerazione la cura della malattia psichica. La reclusione dei malati nasconde la patologia e non la cura».

Anche Ignazio Marino del Pd dichiara che il Pdl è «schizofrenico: approva la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari opg e riapre i manicomi». «Rinverdire alleanze elettorali sulla pelle chi è afflitto da malattia mentale è davvero sconcertante», spiega.

E soprattutto dopo aver votato per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari «invece di impegnarsi a valorizzare e sostenere i centri di salute mentale, tentano di infliggere a tanti malati una ingiustizia inaudita, riaprire i manicomi civili».

Decisamente contraria anche l’Italia dei Valori. «L’articolo proposto dal Pdl con l’appoggio della Lega ripristina di fatto i vecchi manicomi. Si tratta di un provvedimento disumano che calpesta la dignità e i diritti delle persone», accusa Antonio Palagiano, capogruppo IdV in Commissione Affari Sociali alla Camera e responsabile Sanità del partito.

Parla di «colpo di mano di una rinnovata e scellerata alleanza Pdl-Lega» la radicale Maria Antonietta Farina Coscioni.

ECOMAFIA DEL VATICANO: “FALDA INQUINATA DAI RIFIUTI DELL’OSPEDALE SAN PIO”

di Gianni Lannes 

Casa Sollievo della Sofferenza.
  
Scorie radioattive e rifiuti pericolosi, un micidiale miscuglio proveniente dall’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” finanziato dalla Regione Puglia di Nichi Vendola – fondato da Padre Pio, santificato in tempi recenti da Papa Wojtyla – scaricati nottetempo in una voragine carsica del Gargano (area “protetta” e parco nazionale dal 1991). E’ accaduto per anni nell’agro di San Giovanni Rotondo. Lontano da occhi indiscreti: il sistema più facile per sbarazzarsi di spazzatura speciale. C’era solo l’imbarazzo della scelta, per via delle 500 cavità naturali note, ma poco esplorate nella “montagna del sole”. Risultato? Falde acquifere gravemente inquinate e denunce frettolosamente archiviate dalla Procura della Repubblica di Foggia.

“L’importanza di essere Orlando”…sulle amministrative di Palermo

Scriviamo queste note in anticipo rispetto al risultato definitivo che verrà fuori dal ballottaggio del prossimo week-end convinti che già il primo turno abbia fornito sufficienti elementi di valutazione e ragionamento e che sia altamente improbabile assistere ad un ribaltamento dei risultati della scorsa settimana.

orlando

La Sicilia come laboratorio nazionale: tra tendenze e contro-tendenze.

 Se anche questa volta fosse vero che la Sicilia rappresenta un “laboratorio” della politica italiana, come, d’altronde, si è dimostrata in passato, allora politici e politicanti dello stivale dovranno prepararsi a grandi stravolgimenti. Le elezioni amministrative di Palermo rappresentano una buona, seppur particolare, chiave di lettura, non solo della politica propriamente detta, ma anche degli “umori” di un largo strato di elettori (e ovviamente di astenuti) di questo paese. Eppure, analizzando il voto della tornata delle amministrative per il capoluogo siciliano, saltano subito agli occhi quelli che sono gli elementi di contro-tendenza rispetto ai fenomeni che stanno caratterizzando l’Italia e l’Europa.

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Antonio Ingroia. ‘Palermo. Gli splendori e le miserie. L’eroismo e la viltà’

ANTONINO INGROIA

 ”Palermo è la città nella quale ho speso tutta la mia vita, prima da studente e poi da magistrato. È teatro della sfida più complicata, la sfida suprema mia e di tanti altri siciliani, quella contro la mafia”.

A dirlo  è il pm Antonio Ingroia, nominato dal 2009 procuratore aggiunto alla procura distrettuale antimafia di Palermo, che alla città siciliana ha appena dedicato un volume da domani in libreria. Si intitolato appunto ‘Palermo. Gli splendori e le miserie. L’eroismo e la viltà’.

“Qualcuno -prosegue il magistrato- si potrebbe chiedere perchè io senta l’esigenza di parlarne, di raccontarla. Di raccontarmi, anche, dentro la sua vicenda. Rispondo che ci sono forti ragioni personali e storico-politiche che mi spingono a farlo. Qui ho visto morire i miei maestri. In una città che ha intrecciato, con una naturalezza drammatica, le mie ansie e le mie speranze professionali e civili”.

“Sui princìpi di fondo di una democrazia, non posso essere neutrale. Ho delle opinioni cui far riferimento, che non sono nè ideologiche, nè politiche, ma costituzionali. E sono quei valori consacrati dalla Carta su cui ho solennemente giurato. Giurato, lo sottolineo. In difesa di questi valori mi schiero e sempre mi schiererò. Ecco, in questo senso sono e sempre sarò fieramente partigiano”.

Stavolta il magistrato palermitano va oltre la sua storia professionale, oltre la memoria dei suoi maestri, di cui pure si avverte, nel volume, traccia profondissima. Perfino oltre i delitti e le stragi. E ragiona sul ruolo di Palermo nelle vicende d’Italia, sulle tinte ‘carichè, come dice lui, di una storia sempre sospesa fra la tragedia e la speranza. Dove passano seminando morte i poteri illegali della nazione, ma dove si trovano anche gli slanci più generosi, le profezie di libertà o di una nuova moralità pubblica.

Palermo è protagonista nella difficile partita giocata dal Paese “contro o per la vittoria del principio di legalità”.

Nel libro traspare anche l’Italia che Ingroia incontra nei suoi viaggi, nei dibattiti, nelle scuole, per trarne accenti di speranza, per comunicarci un Paese che in televisione non si vede, ma che ha una sua specifica e crescente vitalità. Non più solo il sud che si occupa di mafia, ma anche il nord. Non più solo le scuole, ma tutte le generazioni.

Non più solo domande da spettatori-tifosi, ma interrogativi e richieste da aspiranti giocatori. «Palermo» è, però, anche un concentrato di emozioni e ricordi, che affondano nell’adolescenza e nella giovinezza, illuminando il rapporto molto intenso stabilito con la propria città da un magistrato sempre ‘sotto attaccò, da un pubblico ministero in processi cruciali (da Contrada a Dell’Utri). I ricordi di studente universitario, di frequentatore dei cineforum, del jazz e del centro Peppino Impastato, danno un senso più radicale e profondo alla sua scelta di servitore della legge, di ‘partigiano della Costituzione’, come ama definirsi, in quel luogo di dolore e rivolta.

Una città che, da qualche settimana, sente il vento di una nuova stagione.

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I partiti nemici di se stessi (Marcello Sorgi).

Alla vigilia dei ballottaggi, un’imperdonabile leggerezzastaportandoipartiti a inscenare alla Camera una guerriglia sulla legge anticorruzione.
Proprio negli stessi giorni in cui vengono a maturazione i due scandali che hanno investito, una dopo l’altra, la (ex) Margherita e la Lega.
Accomunati dagli imbrogli dei rispettivi tesorieri, Lusi e Belsito, i due casi avevano avuto finora sviluppi gravi, ma differenti. La Lega infatti è stata colpita alla testa, e per quanti tentativi siano stati fatti, anche da Maroni, che ne ha preso la guida, per salvare Bossi, o almeno per circoscriverne le colpe, la magistratura ha trovato prove del diretto coinvolgimento del Senatur, non solo dei suoi familiari e famigli, nella truffa dell’uso indebito dei rimborsi elettorali. E per questo si appresta a chiamarlo a rispondere in giudizio.
Diversamente, nel caso della Margherita, sembrava che i vertici del partito fossero riusciti a dimostrare di essere stati parti lese, e non complici, dell’amministratore fedifrago. Leggi il resto di questo articolo »