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La voce dell’Italia

Lorena Bianchetti a  Italia sul due, punta il dito  al boom di proposte dei cittadini italiani anti-sprechi.  A pochi giorni dall’apertura della “casella” alla quale inviare i propri messaggi per l’operazione “Spending Review” per la revisione della spesa pubblica, sono arrivate circa 110.000 mail. Una segnalazione ogni due secondi. Un record da Guinness dei primati. L’invito ai cittadini di segnalare sprechi di denaro pubblico attraverso il sito dell’Esecutivo ha messo in luce una compartecipazione decisamente attiva che segnala il malessere generale. Ecco la classifica delle proposte:  costi della politica, sanità, enti locali, opere pubbliche non finite , auto blu e energia.

La partecipazione degli italiani al progetto di revisione della spesa pubblica è stata particolarmente elevata e dalle numerose mail giunte vi è un sollecito al governo ad intervenire in modo tempestivo per cancellare le inefficienze.   Mentre il livello della tensione tra il governo e  Equitalia sale pericolosamente. Corrado Passera, dichiara che :” C’è il rischio di un vero disagio sociale”. La crisi esaspera gli animi e il clima di violenza sta aumentando di pari passo alle difficoltà. Del resto quando si chiede responsabilità ai cittadini anche lo Stato dovrebbe di pari misura rispondere con altrettatnta responsabilità. Ma questo fino ad ora è mancato, troppo il divario tra il chiedere, il pretendere di avere e la mancata collaborazione dall’alto.

Lo scollamento tra partiti e pancia del paese è fortissimo. E la risposta all’appello del ministero ne è la dimostrazione.  Il dato, seppure parziale, rivela molti aspetti interessanti. Le mail dei cittadini si dividono in due grandi categorie: quelle specifiche, che segnalano sprechi circoscritti a singole amministrazioni o enti pubblici, spesso enti locali, e quelle che invece intervengono su grandi temi di interesse pubblico sollecitando l’intervento diretto della task force di Enrico Bondi. Tra tutti, il tema che ricorre più frequentemente nei messaggi ricevuti riguarda i “costi della politica”. I cittadini segnalano soprattutto gli stipendi dei dirigenti pubblici, le auto blu, le “pensioni d’oro”, e più in generale i privilegi legati allo status professionale. Urge un segnale, visto che ci sono spese di cui non ci rendiamo neppure conto ma, che sommate al mantenimento di governo e senato,  arriviamo alla cifra di 21 miliardi di euro annui. Qualcosa in questo calderone degli interessi privati si potrà fare, per esempio : agire sugli stipendi,  sugli accorpamenti di strutture, decentramento di uffici, adattamento di palazzi storici per eliminare le spese di affitto a carico dello Stato, insomma oltre alle “lacrime e sangue” dei citatdini, serve anche la collaborazione dall’alto e magari la rinuncia ad uffici da 40mq con vista panoramica!

Ultimato lo spoglio delle segnalazioni, l’ esecutivo diffonderà un rapporto che invierà ai ministeri e al supercommissario Bondi. E a questo punto, senza più alibi, l’obbligo per tutti sarà uno solo: tagliare  le spese della malandata macchina dello Stato, come sollecitano gli stessi cittadini.
La coscienza civica si sta risvegliando e  i cittadini hanno preso sul serio l’invito del governo a segnalare gli sprechi sul web.  E ora, gli italiani, dopo i suggerimenti, pretendono l’azione.

I partiti invece non sembrano avere fretta di varare la riforma del sistema di finanziamento dei partiti. La maggioranza non trova un accordo per tradurre in legge le promesse di tagli e la discussione del provvedimento slitta sempre adata da destinarsi. Il problema italiano legato ai tempi lunghi esecutivi è un vero freno. È una cultura che deve cambiare e i segnali ci sono. Il successo del Movimento cinque stelle, denuncia il fallimento della politica e la volontà di dar voce a chi normalmente non ne ha. Limitare e ridurre gli sprechi è il primo, doveroso passo,  al quale devono seguire le  riforme strutturali che renderanno il nostro Paese, efficiente.

Le idee suggerite dagli italiani sono buone, ora bisogna trasformarle in fatti concreti!

Primo maggio… festa dei lavoratori (o chi per esso).

bassorilievo camera del lavoro-Bologna-Italy

bassorilievo camera del lavoro-Bologna-Italy (Photo credit: Wikipedia)

Se andiamo avanti così faremo la festa del panda, tra qualche anno, ovvero la festa di qualcuno che è in via di estinzione! (leggi i lavoratori). O che si è già estinto. (Sempre che ci siano ancora le festività. E le ferie. E la mutua.)

Se andiamo avanti così non ci sarà più un solo diritto sindacale, perchè ci porteranno a rinunciarvi, pur di avere un lavoro. UN lavoro, non IL.

Negli ultimi anni, e ancor più negli ultimi mesi (il processo è notevolmente accelerato dalla crisi) i diritti dei lavoratori sono retrocessi di decenni, forse pian pianino stiamo arrivando ad avere un mondo del lavoro simile a quello che esisteva prima di tutte le conquiste sindacali arrivate con il boom economico.

Che fare? Oh tempora oh mores!Possiamo solo osservare imperterriti il passaggio di queste cose sopra di noi, senza credere in un futuro. Non dico in un futuro migliore; dico solo in un futuro. Io non ho proposte; io posso solo osservare, anche avendone esperienza sulla mia pelle. E torna pressante il pensiero di andare a vivere inBurundi (o chi per esso).

Molti, sporchi e subito.

Se l’obiettivo è trovare subito quei miliardi che servono per non alzare l’IVA, allora anche la strada delle tasse o dei tagli lineari piò andare.
Se invece si vuole riflettere con calma sul come  spendere bene i nostri soldi, allora qualche consiglio.
A cominciare dalle elezioni: come mai in Francia votano in un giorno solo mentre da noi su due giorni e non si accorpano mai referendum con le amministrative (l’anno scorso Maroni ci ha fatto perdere 300 ml di euro)?
Visto che non ci possiamo più permettere questo stato sociale, queste tutele a chi lavora, come mai non tagliamo anche le missioni all’estero?
Perchè non si taglia un pò anche le spese correnti alla Camera e al Senato (le famose agende in pelle umana)?

Poi ci sono i soldi spesi per i caccia F35, i miliardi degli evasori in Svizzera..
E le province: vediamo se questa volta le accorpiamo, ora che lo chiede la BCE.

Da unoenessuno.blogspot.it

Da Saviano alla Camusso, “Fermiamo il massacro delle donne” (Maria Novella De Luca).

Già 54 vittime dall’inizio dell’anno. “Ora chiamiamoli femminicidi” in piazza. Una manifestazione contro la violenza sulle donne. Da “Se non ora quando” arriva una nuova pressante sollecitazione a combattere la piaga della violenza sulle donne e raccoglie centinaia e centinaia di adesioni.

ROMA - Centinaia e centinaia di adesioni. Perché a volte basta utilizzare le parole giuste, obbligare all’attenzione, costringere al pensiero, per spingere a dire basta. Basta al “femminicidio”, parola dura che ci ricorda che dall’inizio dell’anno 54 donne sono state massacrate in Italia da mariti, padri, amanti, fratelli, sconosciuti, omicidi seriali, uno più efferato dell’altro, l’ultima delle vittime si chiamava Vanessa e aveva, soltanto, 20 anni. Per Vanessa appunto, e per tutte le altre, “Se non ora quando”, la rete delle donne, ha lanciato venerdì un appello dal titolo “Mai più complici”, perché la tragedia del femminicidio scuota le coscienze, impegni la politica, imponga ai media di non relegare in poche righe “l’ennesimo” assassinio di una donna.  Leggi il resto di questo articolo »

La Lombardia e l’uso dei soldi pubblici (Beppe Severgnini).

Caro Severgnini, non ho difficoltà ad accogliere il Suo invito a rispondere all’articolo di ieri, anche se devo dire che mi scopro malinconico anch’io, dal momento che mi vedo costretto per lo più a ripetere cose da me già dette, e non contestate da nessuno perché incontestabili. Lei parla di «denari della sanità» e di «montagne di denaro pubblico evaporate». Non è così. I giornali parlano di milioni di euro, ma non un solo euro di questi è pubblico. La Regione non ha subito alcun danno, tant’è vero che nessuno di Regione Lombardia – politico o tecnico che sia – è sotto indagine, e nessun atto della giunta è sottoposto a rilievi. Pensi che non abbiamo neppure potuto costituirci parte civile nel processo, proprio perché ci è stato confermato che non abbiamo subito alcun danno. Leggi il resto di questo articolo »