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Articoli marcati con tag ‘Ed’

Spunta altra tassa ad hoc è quella su cani e gatti

cani e gatti, altra tassa

Spunta la tassa su cani e gatti. Una proposta in dirittura d’arrivo in commissione Affari Sociali della Camera prevede che i Comuni possano istituire una tariffa per i proprietari di cani e gatti per finanziare iniziative contro il randagismo.

Il sottosegretario Polillo ha detto di condividere «in linea di principio».

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Oggi Emergency compie 18 anni, in cui ha curato 4 milioni e mezzo di persone.

18 anni fa nasceva Emergency. Un’idea un pò “folle”, condivisa da Gino Strada e dalla moglie Cecilia, che volevano raccontare non più storie di guerra, ma storie di pace. Ed è la stessa Cecilia a dirlo: “C’erano una volta persone che rifiutavano armi ed eserciti, scontri e battaglie, soprusi e violenze. Che parlavano di altri uomini e donne, non di nemici. Che parlavano di diritti e di dignità, che pensavano che un mondo diverso era possibile, e che si poteva fare in molti modi: costruendo ospedali, per esempio”.

Loro ci hanno creduto e ci sono riusciti. In ben 18 anni di attività le operazioni di Emergency nel mondo sono tantissime. Hanno curato oltre 4 milioni e mezzo di persone, costruendo ospedali, portando personale e offrendo cure di qualità e gratuite.

L’associazione però vive grazie al nostro contributo. Dagli ultimi dati emersi, Emergency ha riscosso più fiducia da parte di tutti gli italiani, ponendosi al primo posto per donazioni tramite il 5 x 1000. Ma questo non basta. C’è bisogno di fare di più.

Diceva Gino Strada nel suo libro Pappagalli Verdi: ”Le guerre, tutte le guerre sono un orrore. Non ci si può voltare dall’altra parte, per non vedere le facce di quanti soffrono in silenzio”.

Non possiamo rimanere indifferenti. Che ne dite di fare un bel regalo di compleanno?

Prendiamo la tessera o facciamo una donazione: http://www.emergency.it/flex/FixedPages/Common/donazioni.php/L/IT/trk/1.20

Grazie

“Un anno perduto”

Pasquale Ciccone analizza l’operato dell’amministrazione Caratozzolo. Ed esorta le forze

Lettera dal carcere di Antonio Simone. Con una domanda a Repubblica

maggio 11, 2012 Antonio Simone

Pubblichiamo la lettera che Antonio Simone ci ha inviato dal carcere milanese di San Vittore. La spesa, gli interrogativi leopardiani e una domanda al quotidiano di Ezio Mauro.

Iniziamo la pubblicazione delle lettere che Antonio Simone invia a Tempi dal carcere di San Vittore a Milano. È un modo per far conoscere a tutti la realtà carceraria e per Simone «un modo per ringraziare le centinaia di persone che mi hanno scritto e che pregano per me. Così che l’esperienza di uno possa eventualmente essere utile a tutti». Simone si trova in una cella «costretto in 4 metri per 2», con altre cinque persone, che desidera ringraziare «perché posso stare a scrivere solo perché altri stanno distesi a letto (sì, in sei, tutti in piedi, non ci stiamo)».

Caro Gigi,
qui si sta facendo la spesa ed è un’attività entusiasmante. Finita la lista comune per le necessità della cella, Ikea (soprannome di uno dei detenuti in cella con Simone, così chiamato per l’abilità nel costruire “mobili” utilizzando pacchetti di sigarette e scatole di pasta, ndr) ti chiede: «E tu che cosa vuoi?». E lo chiede a tutti. Puoi immaginarti le risposte, tra il drammatico e l’ironico. «E tu che cosa vuoi?».
Mi viene in mente la domanda alla prima vacanza estiva che ho fatto in Gs (Gioventù studentesca, ndr) nel ’71, dove don Ciccio e don Ricci chiedevano leopardianamente: «Ed io, che sono?».
Poi guardo sul mio armadietto dove ho appeso la foto del Gius con Giovanni Paolo II alla Giornata dei Movimenti (che spettacolo) e capisco dove vorrei essere: là in mezzo, tra lo sguardo del Gius e il bacio del Papa, per rapire (uso apposta questo termine, così diranno che avevo già intenzione di delinquere) quel riconoscimento tra giganti del dono che Dio aveva fatto loro.
Ma non è di questo che volevo scrivere. Volevo solo dire che a me piace molto il metodo di Repubblica che ripete la stessa domanda tutti i giorni. Ecco, vi inviterei tutti a fare la domanda che ritenete più giusta a Repubblica e a mandargliela.
Ecco la mia: perché esistete? A che servite, oltre che per sostenere il triste nichilismo, dopo aver visto naufragare la speranza di un mondo migliore, a partire dalla vostra disastrosa ideologia?
Antonio Simone

Napoli: Equitalia sotto assedio

Napoli: Equitalia sotto assedio

altQuesta mattina a Napoli diverse centinaia di persone tra studenti, lavoratori, precari e sindacati di base (riuniti sotto la sigla ‘Realtà di movimento napoletane contro Equitalia’) si erano dati appuntamento davanti alla sede di Equitalia per denunciare la situazione sempre più insostenibile causata dalla crisi, di cui l’agenzia di riscossione è diretta emanazione.

In breve il presidio si è trasformato in un blocco stradale: alcuni cassonetti spostati in mezzo alla strada hanno paralizzato il traffico cittadino, mentre i manifestanti chiedevano che la sede di Equitalia venisse chiusa per l’intera giornata in segno di rispetto verso tutti i suicidi causati dalla crisi (solo nella regione Campania il bilancio è di sette persone, di cui l’ultimo risalente alla giornata di ieri).

Molte le persone che si sono avvicinate al presidio e hanno denunciato pubblicamente le operazioni di strozzinaggio operate quotidianamente da Equitalia.

Alla vista degli impiegati dell’agenzia che continuavano con noncuranza il proprio lavoro, rifiutando di ascoltare la richiesta che si levava dal presidio, un lancio di uova e di vernice è partito in direzione dell’edificio, seguito da un tentativo di entrata negli uffici da parte dei manifestanti.

La polizia è intervenuta caricando i manifestanti che poco dopo hanno però forzato i cordoni di sbarramento tentando nuovamente l’ingresso negli uffici di Equitalia, mentre i celerini erano impegnati a tentare di riaprire la strada al traffico.

A quel punto gli impiegati dell’agenzia sono stati costretti ad asserragliarsi all’interno della sede, che rimane chiusa e presidiata da diverse camionette di forze dell’ordine, mentre i manifestanti continuano a fare pressione attorno all’edificio.

Mentre in tutta Italia le sedi di Equitalia vengono individuate come luogo simbolo di una crisi che continua a mordere nel tentare di scaricare i propri costi verso il basso, gli impiegati costretti a lavorare a serrande abbassate e sotto assedio sono quantomeno un primo sintomo di una volontà sempre più diffusa di combattere il ricatto economico operato dall’agenzia di riscossione e di trasformare l’insofferenza in spazi di conflittualità.

Ascolta la diretta di Radio Blackout con Stefano del collettivo Clash City Workers di Napoli:

 

IL COMUNICATO DELLE REALTÀ NAPOLETANE CONTRO EQUITALIA

Oggi oltre 200 persone si sono riunite in Presidio sotto la sede di Equitalia in Corso Meridionale a Napoli, in una manifestazione pubblica che pure era nata spontanea e improvvisa dopo l’ennesimo gesto di disperazione causato dalle logiche e dalle modalità operative di Equitalia: il tentato suicidio dell’artigiano Pietro Paganelli, mentre in questi giorni altre tragedie si sono consumate.
Perciò comitati di precari, centri sociali, reti studentesche, sindacati di base sono scesi in piazza con lo slogan :”Meglio la ribellione della disperazione!”.
Al presidio tanti che sono convenuti leggendo il manifesto e tra loro anche scrittori e sceneggiatori sensibili alla questione sociale come Maurizio Braucci.
Sui presenti almeno l’80% ha ricevuto una cartella esattoriale di Equitalia… direttamente o tramite la propria famiglia. La disperazione di storie come quella di Enrico, precario che tentando di aprire un mutuo ha scoperto di avere la casa ipotecata per delle tasse della spazzatura non pagate (nella città della continua emergenza rifiuti…) negli anni ’90. 1000 euro che con gli interessi sono decollate direttamente a 2800 euro e che sono bastati a ipotecargli l’unica casa di abitazione. O Giovanni, pensionato con una cartella esattoriale di 8000 euro che urlava al microfono: “finisce che morirò prima io del mio debito!”.
Ed è proprio questa la questione: questa spa messa dai governi a gestire una forma di strozzinaggio legalizzato contro le fasce deboli della popolazione: lavoratori, precari, disoccupati, pensionati, già vessati dalla crisi e aggrediti dalle cosiddette politiche di “austerity”. Mentre la grande evasione e i grandi capitali rimangono intoccati nei paradisi fiscali!
Il debito è diventata quasi una nuova condizione di cittadinanza per i soggetti sociali subalterni.
Il presidio aveva chiesto che lo sportello restasse chiuso almeno oggi in segno di lutto e di rispetto per le tragedie di questi giorni. Invece ha continuato a funzionare blindato da cinque camionette della celere… Questo ha alimentato la tensione, i manifestanti hanno occupato la strada ed è partito un simbolico lancio di uova e di vernice rossa contro la sede di Equitalia che infine ha chiuso. A quel punto però la celere ha caricato ben quattro volte!
I presidianti hanno cercato di difendersi come potevano di fronte alla furia dei manganelli, ma ciò non ha ovviamente impedito che almeno cinque persone si spaccassero il capo, in tre costrette ai punti di sutura in ospedale.
La realtà è che Equitalia è un vero tabù politico: mentre per le manifestazioni di protesta contro questo mostro arrivano processi e denunce, nessuno la mette in discussione, malgrado persino gli scandali del suo management che guadagna centinaia di migliaia di euro all’anno sul sangue della povera gente (e le cui società comprano le case pignorate…).
Ma non ci fermeremo e facciamo appello alla mobilitazione a Napoli come in tutta Italia, dove le iniziative pubbliche si stanno moltiplicando!
Rivendichiamo tutti la chiusura di Equitalia e di tutte le altre ipotesi di agenzie del genere (compreso quelle che vorrebbero costituire i comuni nel 2013), la fine di questi metodi usurai e una sanatoria dei debiti delle fasce deboli della popolazione: precari, disoccupati, lavoratori e pensionati che non possono reggere questo assedio alle proprie vite nell’impotenza e nella disperazione!
Non pagheremo noi la vostra crisi!
Ovviamente il nostro obiettivo di lotta non sono gli impiegati che stanno dietro a uno sportello, ma questa spa dello strozzinaggio che deve fermarsi.
Venerdi prossimo assemblea pubblica in largo Ponte di Tappia. La mobilitazione continua, difendiamo solo il nostro futuro!
Realtà dei movimenti napoletani contro Equitalia – a Napoli