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“La notte che Teresa è stata uccisa”
Se siete di stomaco debole, o facilmente impressionabili, questo articolo è meglio che non lo leggiate.
E’ solo la triste e crudele storia di una donna. Vittima di uno stupro assieme alla sua compagna. E la sua compagna è stata uccisa dallo stupratore.
Io ho ancora i brividi. Sto tremando. E mi viene da piangere.
http://d.repubblica.it/argomenti/2012/05/18/news/pulitzer_violenza_donne-1028180/
Questa non è una crisi economica, è un bombardamento a tappeto senza nessuna sirena che ci avvisi di ritirarci nei rifugi. Ci vogliono cogliere in piazza, in casa.
Non è possibile che la crisi della Grecia possa affondare l’Europa, la Grecia ha un Pil inferiore alla Lombardia, se salta l’Europa è perchè la vogliono far saltare.
Certamente non ne uscirebbe viva nemmeno la Germania e se Berlusconi ci ha portati sull’orlo del baratro la Merkel porterà la Germania direttamente nel burrone.
Qui, qualcuno, ci sta prendendo in giro, forse più di qualcuno e per sapere chi è bisogna scoprire chi ha interesse che salti per aria tutto.
Le voci che arrivano da un commissario europeo parlano di strategia d’uscita, subito smentita ma intanto destabilizza le borse e gli Stati, nello stesso titolo c’è scritto: Voci di un avvertimento tedesco ad Atene, due righe più sotto: la Merkel pronta a trattare.
Ci rendiamo conto che qui hanno tutti perso la testa?
Dato che una notizia smentisce l’altra, nello stesso titolo, mi domando chi abbia interesse a giocare allo sfascio, alla paralisi, al terrorismo economico.
Mentre c’è il pericolo del fallimento di interi stati, Grecia, Portogallo, Spagna ed Italia i giornali hanno in prima pagina la notizia più delirante di tutte:
Borsa, il giorno di Facebook
alle banche 176 milioni di dollari
Qui c’è qualcosa che non quadra, questo capitalismo finanziari parassita e speculatore sta bombardando il globo, interi continenti, con la complicità della politica incapace ed asservita ai poteri forti della finanza.
Non sentiamo i missili delle agenzie di rating, responsabili della crisi insieme alle banche ed ai derivati tossici, colpiscono il nemico con una precisione centesimale.
Al resto provvedono i bombardieri delle borse senza che nessuna sirena ci annunci il loro arrivo e ci inviti a rifugiarci nelle cantine, ci voglio massacrare in piazza, al lavoro, nelle case.
Diradato il polverone si conteranno i morti, gli esclusi, ed il capitalismo parassita ripartirà più forte di prima.
La Grecia, qualche mese fa, si poteva salvare con 40 miliardi e la Merkel non ha voluto, ha impedito all’Europa di intervenire con l’aiuto di quello stordito di Sarkozy, adesso ce ne vogliono più di 100 che nessuno vuole tirare fuori mentre dimentichiamo, o ignoriamo, che la Germania deve alla Grecia 70 miliardi per danno di guerra.
I debiti di Berlino salverebbero Atene
Per i danni di guerra la Germania deve alla Grecia 70 miliardi.
Germania, il debito con la Storia
Il Reich depredò la Grecia: arriva il conto.
Per Die Zeit Berlino deve restituire almeno 70 miliardi
Commissario Ue: “Grecia via dall’Euro”. Per Berlino ritorno alla dracma “gestibile”
Il commissario al Commercio Karel De Gucht parla di un piano di emergenza pronto. Bruxelles smentisce. Il quotidiano economico tedesco Handelsblatt aggiunge che il governo tedesco prepara “riunioni segrete”. Il premio nobel Paul Krugman mette in guardia: ”La dimostrazione che l’euro è reversibile potrebbe portare a un attacco senza precedenti alle banche spagnole e italiane”
C’è in Europa qualcuno che possa fermare la Merkel insieme ad Hollande?
C’è qualcuno su internet che sia in grado di spiegarci cosa vogliono fare nel mondo e perchè?
Io il problema vero lo vedo nel capitalismo finanziario parassita e speculatore ma, devo ammettere, che sono cose più grandi di me.
Temo che tutto ciò, mi riferisco al bombardamento a tappeto che la finanza mondiale ha in atto, venga fatto pagare a tutti attraverso una svalutazione pesante che ci ucciderà.
Quel poco che abbiamo e non parlo di bot o investimenti vari, parlo di pensioni, salari, stipendi non varrà più niente e pagheremo il pane a 10 euro al chilo.
Non parliamo del resto.
E la politica nostrana, tutta la politica, non batte un colpo è in tutt’altre faccende affaccendata.
Le stragi del sabato sera: ricordo di un testimone (il mio)
Che tristezza infinita mi trasmettono quei mazzi di fiori sistemati in piccoli vasi posti ai bordi delle carreggiate. Spesso sono accompagnati da una fotografia con una struggente dedica, un ricordo della famiglia ed amici al povero sventurato, vittima di un incidente stradale.
Lungo l’asse mediano, la strada che ogni giorno percorro per il tragitto casa-lavoro-casa, ne osservo tanti, troppi. Le cronache del lunedì, poi, non fanno altro che confermare i sospetti: il week end avviene una strage, quasi sempre di giovani vittime.
Avevo quasi vent’anni. Quel venerdì sera eravamo stati invitati ad una festa a Napoli centro. Solito gruppo, solita tribù. Io guidavo la Ford Fiesta di mio padre, con me mia sorella ed altri due amici. Nella vecchia 127 di Roberto, invece, avevano preso posto gli altri cinque. La serata andò bene, ci divertimmo e verso mezzanotte decidemmo di rientrare. Non era nemmeno troppo tardi, non avevamo bevuto alcolici (come sempre). Chi ci vedeva, ci avrebbe definito un gruppo di giovani dai sani principi. Insieme stavamo bene, senza dubbio formavamo una bella comitiva.
Quella maledetta sera autunnale cadeva una leggera pioggia. L’antica e nobile via Campana – la strada che da Pozzuoli giunge a Quarto dove abitavamo – era libera; viaggiavamo tranquilli alla giusta velocità. Non potevamo certo immaginare le pessime condizioni dell’asfalto bagnato.
La 127 di Roberto ci seguiva. All’improvviso, lungo un rettilineo accelerò, si affiancò alla nostra Fiesta, suonò il clacson per scherzo, rientrò nella carreggiata d’avanti a noi ma invece di riprendere la giusta direzione iniziò una vorticosa traiettoria ad “esse”. Invase l’altra corsia, tornò di nuovo dinnanzi alla nostra Fiesta e infine uscì violentemente fuori strada.
Tutto durò un attimo, il tempo di un battito di ciglia.
La 127 andò a sbattere contro un palo di una vigna nella campagna che fiancheggiava via Campana.
Lassù qualcuno ci amava: nessuno riportò gravi ferite, solo leggeri traumi e contusioni. L’auto di Roberto divenne una carcassa, completamente distrutta. Sebbene nessuno degli occupanti della 127 ebbe conseguenze fisiche, i rapporti tra noi cambiarono. Evidentemente simili shock - quando si è così giovani – non sono semplici da digerire.
E così, ogni volta che guido ed il mio sguardo incrocia dei fiori depositati lungo la strada, ripenso a quella notte che. grazie a Dio, posso ancora raccontare come testimonianza di un “mostro” sempre in agguato.
Nomadi, canzone per un’amica
MMo
Perchè un uomo, che dice tante cose giuste ed intelligenti, finisce per screditarsi da solo per megalomania. Eccesso di protagonismo.
Perchè un santone abbia credito il primo a crederci deve essere lui e lui non ha dubbi, è il migliore, l’unico.
Non butto via tutto quello che dice, anzi ne faccio tesoro, mi aggiorna e mi informa ma il resto, il frutto della sua megalomania, lo butto via.
Bersani ha detto: A Parma si è schierato a favore del Movimento 5 stelle chi ha portato al fallimento la città.
Difficile che Bersani ne dica una giusta per il semplice fatto che è sempre in equilibrio tra l’anima democristiana e quella comunista del suo partito mentre io sono per il centralismo democratico, i circoli, le sezioni, votano una mozione, una linea e si porta avanti quella vincente, chi non ci sta’, come la Binetti, Rutelli e compagnia bella si accomodi pure.
Questa volta l’ha detta giusta, lapalissiana, una considerazione che poteva fare benissimo il grande Catalano di Quelli della notte.
Naturalmente Grillo non ha fatto rispondere alla considerazione di Bersani, sacrosanta, al candidato del Movimento di Parma, gli avrebbe fatto ombra come Del Piero ad Andrea Agnelli ed ha risposto lui, o chi per lui non sappiamo ancora chi gestisce quel blog, con queste righe: «Le indicazioni di voto da parte dei partiti per i ballottaggi, con la pretesa che le seguano, sono un insulto agli elettori. Sembra che il voto appartenga ai partiti, non ai cittadini. L’usucapione del voto non è ancora prevista per legge. Bersani si rassegni. I voti al M5S sono voti di cittadini liberi. I partiti sono morti, la loro voce arriva dall’oltretomba».
Se così fosse Grillo avrebbe dovuto rivolgersi a chi ha dato indicazione di votare il suo candidato, il Pdl nella fattispecie, arriverà pure dall’oltretomba la loro voce visti gli ultimi risultati che hanno ottenuto loro e la lega, ma lui non l’ha rifiutata ed ha invitato Bersani a rassegnarsi, fortunatamente ci ha risparmiato la battuta del Pd meno elle, almeno questa volta ce la siamo risparmiata.
Comunque ha puntato Bersani ma non ha rifiutato la gentile offerta dei pidiellini, forse perchè fa rima con grillini. E’ una battuta, non offendetevi come sempre.
I voti del Movimento 5 stelle sono voti di cittadini liberi, se ne deduce che i voti agli altri partiti non sono di cittadini liberi, aggiungerei sani di mente, visto che solo gli elettori del M5S sono liberi, con il marchio Doc.
Che il voto sia espressione di liberi cittadini l’ho sempre pensato, so, sappiamo, che in certe parti del Paese non è proprio così nel senso che il voto è fortemente condizionato da mafie, clientele ed opportunismi vari ma, in linea di massima il voto è libero anche quello di un fascista o di un leghista.
Questo, la democrazia, non la dobbiamo al Movimento 5 stelle, non l’ha inventata Grillo, la dobbiamo alla Resistenza ed alla lotta di liberazione dal fascismo.
L’ hanno fatta talmente bene che hanno pensato di scriverci pure la Costituzione sui principi di libertà e democrazia, siamo talmente liberi che hanno potuto risorgere i fascisti, nascere i leghisti, governare la P2 e visto sorgere il Movimento 5 stelle.
Tutto ciò è dovuto al voto dei cittadini liberi, anche i 18 anni, e più, di berlusconismo lo dobbiamo ai cittadini liberi e Grillo invece di fare la prova finestra ai voti del movimento, avrebbe dovuto rifiutare l’appoggio peloso di chi ha portato Parma al fallimento.
Forse, pur di passare alla storia, è disposto ad accettare i voti del Pdl non sarebbe abbastanza ma sarebbe una bella botta per la sua autostima e la sua megalomania.
Ne è talmente dipendente che non gli basta mai.
Peccato perchè il 60% di quello che dice è giusto ma lui è come il dottor Jekyll e mister Hyde, comincia il comizio, lo spettacolo, come dott. Jekyll e lo finisce sempre come mister Hyde.
Questo è il problema, che il voto sia libero lo hanno dimostrato le elezioni di 15 giorni fa.
I voti al Movimento 5 stelle sono arrivati da tutte le parti, sinistra compresa, in primis dall’antipolitica figlia dell’ultimo ventennio, il resto dalla protesta, resta da capire come mai pensano di risolvere un problema politico con l’antipolitica, ma questo è un altro discorso, lo vedremo dopo che saranno andati al governo in qualche città e dovranno confrontarsi con i problemi reali e non limitarsi alla denuncia ed alla critica.
Io, purtroppo, penso che non risolveremo mai il problema finchè il mondo sarà governato dalla finanza, destra, sinistra o avanti ed oltre che sia, come il movimento, avranno sempre a che fare con la finanza speculatrice e parassita.
Attendo fiducioso, ovviamente, ma resto convinto che il problema primario che abbiamo, fermo restando che ruberie, sprechi, corruzione vanno combattute anche con la galera, sia il governo politico mondiale in mano all’economia capitalistica parassita.
Sarò anche fissato, ma io la vedo così. Bersani invece pensa di poterla condizionare, farla diventare più umana, ma un parassita non ha niente di umano.
Detto questo un movimento sinceramente democratico dovrebbe lasciare parlare e decidere i suoi rappresentanti, anche chi spara cazzate a raffica come quello di Milano, non può essere sempre lui a scomunicare e dettare la linea. Non è democrazia.
P.S. Lo so anch’io che sentire la Finocchiaro che dice: l’abbiamo fatto perchè ce l’ha chiesto il governo, fa cadere le braccia anche ad una statua. Lo so senza che me lo faccia notare Travaglio o Grillo, anche se li leggo sempre volentieri.
Grecia, i deputati nazisti entrano in Parlamento al passo dell’oca.
Non c’ero, fortunatamente, ma mi sembra qualcosa di già visto, vissuto.
Il Salone e i suoi effetti
Si è da poco conclusa la venticinquesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino con il suo tema portante “primavera digitale”. Io, quest’anno, c’ero. Sono arrivata al Lingotto venerdì mattina, in una Torino accecante di luce, di sole, di ombre e riflessi. Mi sono soffermata nel piazzale d’ingresso e davanti agli orologi che segnano il fuso orario delle principali città del mondo. Ho respirato a lungo e mi sono avviata verso il punto info a ritirare il catalogo e la piantina e poi sono entrata, varcando le porte a vetri, perché è solo in quel momento che sei dentro al mondo Salone. Ho cominciato a muovere alcuni passi tra gli stand, giusto per non intralciare il traffico degli arrivi e poi mi sono fermata. Ecco sono stata colpita dal primo e più invasivo degli effetti del Salone.
Davanti a un’opera d’arte o a un quadro famoso, all’interno di un edificio o di una cattedrale, ci può colpire la sindrome di Stendhal, coi suoi capogiri, vertigini e senso di confusione. I sintomi erano gli stessi, ma io sono stata colpita dalla “sindrome delle lettere fuggenti”. Non so se sia capitato ad altri che hanno visitato il Salone, ma lì, davanti a quel pannello con le lettere dell’alfabeto e quell’immensità di scritti, ho visto le lettere volar via, abbandonarmi, lasciarmi bianca, come la pagina dello scrittore nei suoi giorni di crisi più nera.
