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Lombardo: mi dimetto il 28 luglio, si vota il 28 ottobre

Il presidente R. LOMBARDO ha annunciato che si dimetterà il 28 o 29 luglio e che si andrà al voto il 28 e il 29 ottobre
Nella conferenza stampa convocata per questo pomeriggio a Palazzo d’Orleans il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo ha annuciato che si dimetterà il 28 o 29 luglio e che si andrà al voto il 28 e il 29 ottobre.
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Le stragi del sabato sera: ricordo di un testimone (il mio)
Che tristezza infinita mi trasmettono quei mazzi di fiori sistemati in piccoli vasi posti ai bordi delle carreggiate. Spesso sono accompagnati da una fotografia con una struggente dedica, un ricordo della famiglia ed amici al povero sventurato, vittima di un incidente stradale.
Lungo l’asse mediano, la strada che ogni giorno percorro per il tragitto casa-lavoro-casa, ne osservo tanti, troppi. Le cronache del lunedì, poi, non fanno altro che confermare i sospetti: il week end avviene una strage, quasi sempre di giovani vittime.
Avevo quasi vent’anni. Quel venerdì sera eravamo stati invitati ad una festa a Napoli centro. Solito gruppo, solita tribù. Io guidavo la Ford Fiesta di mio padre, con me mia sorella ed altri due amici. Nella vecchia 127 di Roberto, invece, avevano preso posto gli altri cinque. La serata andò bene, ci divertimmo e verso mezzanotte decidemmo di rientrare. Non era nemmeno troppo tardi, non avevamo bevuto alcolici (come sempre). Chi ci vedeva, ci avrebbe definito un gruppo di giovani dai sani principi. Insieme stavamo bene, senza dubbio formavamo una bella comitiva.
Quella maledetta sera autunnale cadeva una leggera pioggia. L’antica e nobile via Campana – la strada che da Pozzuoli giunge a Quarto dove abitavamo – era libera; viaggiavamo tranquilli alla giusta velocità. Non potevamo certo immaginare le pessime condizioni dell’asfalto bagnato.
La 127 di Roberto ci seguiva. All’improvviso, lungo un rettilineo accelerò, si affiancò alla nostra Fiesta, suonò il clacson per scherzo, rientrò nella carreggiata d’avanti a noi ma invece di riprendere la giusta direzione iniziò una vorticosa traiettoria ad “esse”. Invase l’altra corsia, tornò di nuovo dinnanzi alla nostra Fiesta e infine uscì violentemente fuori strada.
Tutto durò un attimo, il tempo di un battito di ciglia.
La 127 andò a sbattere contro un palo di una vigna nella campagna che fiancheggiava via Campana.
Lassù qualcuno ci amava: nessuno riportò gravi ferite, solo leggeri traumi e contusioni. L’auto di Roberto divenne una carcassa, completamente distrutta. Sebbene nessuno degli occupanti della 127 ebbe conseguenze fisiche, i rapporti tra noi cambiarono. Evidentemente simili shock - quando si è così giovani – non sono semplici da digerire.
E così, ogni volta che guido ed il mio sguardo incrocia dei fiori depositati lungo la strada, ripenso a quella notte che. grazie a Dio, posso ancora raccontare come testimonianza di un “mostro” sempre in agguato.
Nomadi, canzone per un’amica
MMo
Nigel Farage: Tenteranno di instaurare una dittatura
Con i crescenti timori riguardo la stabilità dell’eurozona, l’Unione Europea si trova davanti al baratro. Ecco una intervista a Nigel Farage, in cui possiamo sentire la sua opinione riguardo la situazione. Farage sostiene, che nel giro di pochi mesi, si tenterà di imporre una dittatura in Europa.”Francamente, tutto sta cadendo in pezzi. E nel bel mezzo di questa baraonda, la signora Merkel se ne esce dicendo: ‘Il trattato fiscale non può essere rinegoziato, va mantenuto.’ Spero che questo sia uno dei rari casi di umorismo tedesco, perché la baracca non reggerà a lungo.
Nigel Farage continua:
“Credo che l’euro e il sistema euro siano a conti fatti, la più profonda crisi che abbiamo visto. Siamo in un territorio totalmente inesplorato e caotico. Il controllo della palla è, per qualche motivo, in mano ai tedeschi. Visto che non sono stati in grado di imporre la disciplina hanno pensato che il tratto Merkozy (Trattato di Stabilità) risolvesse tutti i problemi, in questo modo la Germania, infatti, potrebbe dire: ‘Bene Grecia, devi andartene.’ Il fatto è, che una volta “eliminata” la Grecia, i pezzi del domino cominceranno a cadere e questo lo sappiamo benissimo tutti.
Dire che si tratta di un casino totale è quanto mai esatto. Non si possono avere le democrazie nazionali e questa nuova forma di governo economica e politica contemporaneamente. Sono già avvenute cose terribili. Il “sistema europa” si è già sbarazzato di due Primi Ministri, democraticamente eletti (Italia, Grecia).
Non possono però, al momento, senza imporre una dittatura totalitaria, bloccare le elezioni nazionali dei vari paesi….
Rischiamo che lo spread sui bond si alzi a livelli del tutto folli. Con le banche francesi e tedesche in grosse difficoltà. Sono tornato oggi a Bruxelles ed ho potuto osservare la paura nei volti dei politici. Sanno che questa “cosa” (l’UE) si è trasformata in un mostro.
Non ci sono ancora molte voci politiche che hanno il coraggio di dire: ‘Stiamo andando verso l’abisso, proviamo a cambiare direzione. Proviamo a fermare questa cosa pacificamente, prima che finisca in un disastro.
Nella storia da sempre il sistema sostiene lo status quo dicendo:’ E’ l’unico sistema possibile, distruggetelo e finirà tutto.” Credo, tuttavia, che l’unico modo per salvarci da questa terribile spirale sia quello di eliminare pacificamente l’istituzione dell’Unione Europea prima che sia troppo tardi“.
Farage ha anche aggiunto:
“E’ sorprendente. Mi riferisco al Parlamento europeo che si riunisce domani, il tema discusso sarà l’emergenza. Ma secondo voi, il signor Barroso, il Presidente della Commissione e il caro vecchio Herman van Rumpuy, il presidente europeo, saranno presenti?
No! Anche se i loro impegni fossero stati programmati, sicuramente nulla è più importante della partecipazione all’assemblea rappresentativa di circa mezzo miliardo di cittadini europei. Mettono la testa sotto la sabbia, per evitare di affrontare ciò che sta succedendo.
Quello che i simpatici ragazzi dell’Unione Europea tenteranno di fare nei prossimi mesi è instaurare, mentre la crisi peggiora di giorno in giorno, qualcosa di molto simile ad una dittatura. Non so, osservando l’umore dell’opinione pubblica, se anche questa volta riusciranno a farla franca … le somiglianze con gli anni ’30 sono piuttosto agghiaccianti…
kingworldnews.com
Festival del verde e del Paesaggio all’Auditorium di Roma – pensieri liberi sulle Follie d’Autore 2012 a Giardininterrazza
Dopo aver pubblicato la prima e la seconda parte delle interviste agli autori delle Follie 2011 ci permettiamo di comunicare liberamente le nostre impressioni personali sui continua a leggere….
Siamo tutti evasori: agguato del fisco
di Franco Bechis:
In arrivo migliaia di ingiunzioni: avremo pochi giorni per produrre documenti che giustifichino detrazioni vecchie di anni.
In caso contrario il contribuente sarà automaticamente considerato come un truffatore.
La lettera è arrivata nelle ultime due settimane a migliaia di contribuenti. Mittente Agenzia delle Entrate (nella foto, il direttore Attilio Befera), con a fianco tanto di stemma della Repubblica italiana. Il tono è cortese, ma senza troppi fronzoli. Anche perché alla fine quello riportato è un vero proprio ultimatum: si chiede di trasmettere entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate la documentazione originale delle spese per cui sono state effettuate detrazioni nelle dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti. Nella maggiore parte dei casi si tratta degli anni di imposta relativi al triennio 2008-2010.
Agitazione tra contribuenti
Le lettere, anche per il tono perentorio, stanno suscitando grande agitazione fra i contribuenti che le ricevono. Primo perché o le Poste italiane sono un vero disastro, o probabilmente la data di intestazione della missiva è falsa: quasi tutte le lettere riportano date relative alla prima quindicina di giorni di aprile, e sono state consegnate dalla prima settimana di maggio in poi. Grazie agli accordi con lo Stato, sulla busta non è impresso il timbro postale, da cui l’Agenzia delle Entrate è assolta. Quindi l’ultimatum di 30 giorni è quasi sempre in scadenza per chi riceve la missiva. Seconda difficoltà: solo un sadico potrebbe inviare – per giunta nel momento economico attuale – nel mese di maggio ai contribuenti la richiesta di produrre entro poche ore o giorni tutta la documentazione relativa alle detrazioni degli anni precedenti. Perché quella documentazione in gran parte dei casi è custodita negli studi dei commercialisti, che a maggio stanno facendo ovviamente superlavoro per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi 2011 – comprensive di Imu- per i loro clienti. È praticamente scontato che in poche ore o giorni non siano in grado di esibire la documentazione delle spese dei loro clienti relative agli anni passati. Stesso discorso per la documentazione relativa alle detrazioni più utilizzate: quelle per spese mediche. La documentazione originaria o è custodita dai commercialisti o da casse mutua e assicurazioni che hanno rimborsato parzialmente quelle spese mediche (è detraibile dalle tasse solo la differenza non rimborsata). È praticamente scontato che anche per loro sia impossibile consegnare al contribuente migliaia di ricevute originali in pochi giorni.
Le sanzioni
Che cosa accade se non ce la si fa, cosa sicura? Lo spiega la stessa Agenzia delle Entrate nelle sue lettere. Il contribuente diventa automaticamente un evasore fiscale, le spese detratte vengono considerate tutte illegittime, vengono richieste indietro accompagnate da sanzioni e interessi che fanno lievitare di due o tre volte (spesso anche di più) il beneficio ricevuto negli anni passati. La pratica così diventa una cartella esattoriale, viene passata ad Equitalia che provvede alla riscossione nelle maniere brusche che ormai tristemente tutti conoscono. Un po’ troppo, tanto da rischiare di essere la goccia in grado di fare traboccare il vaso della rivolta fiscale. Lo Stato infatti sta chiedendo ai contribuenti un adempimento fiscale impossibile. Lo fa in violazione di una legge dello Stato: lo statuto del contribuente, che all’articolo 3 determina nel minimo di 60 giorni la richiesta che deve essere fatta per un nuovo adempimento fiscale (quale questo è). Violando le leggi dello Stato, lo Stato stesso si permette di mettere alla gogna i suoi cittadini più onesti (viene fatto solo con quelli che la dichiarazione dei redditi, effettivamente, la presentano). ,E lo fa pure nel periodo tecnicamente e politicamente più inadatto che ci sia: quello della presentazione della nuova dichiarazione dei redditi. Ce ne è abbastanza perché il governo intervenga senza indugio e costringa l’Agenzia delle Entrate ad annullare tutte le «lettere pazze» fin qui inviate.

