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C’ERA UNA VOLTA ZOPPINI Il sottosegretario alla Giustizia si dimetteindagato per aver “suggerito” una frode fiscale

Fatto Quotidiano 16/05/2012 attualità di Vittorio Malagutti
La rapidissima carriera dell’avvocato e professore
Andrea Zoppini, chiamato da Mario Monti al governo dei tecnici, si è fermata a ieri alla stazione di Verbania. La procura di questa bella cittadina sulla sponda piemontese del lago Maggiore sta indagando sul sottosegretario alla Giustizia per frode fiscale. La notizia è arrivata ieri in serata e Zoppini, 47 anni, docente di Diritto privato all’Università di Roma 3, ha immediatamente dato le dimissioni dall’incarico di governo, affermando di poter chiarire ogni aspetto che lo riguarda della vicenda penale. Nel giro di pochi minuti è stata diffusa anche una dichiarazione del ministro della Giustizia Paola Severino, che ha confermato piena fiducia nel suo collaboratore, che, ha detto la Guardasigilli, “ha ritenuto di dover confermare le sue dimissioni nonostante le mie insistenze perchè restasse”. Dimissioni subito, quindi. Questo è lo stile del governo dei tecnici, che è già un bel passo avanti rispetto a quello degli amici di Silvio Berlusconi. Fino a pochi mesi fa le dimissioni causa inchieste penali erano un fatto eccezionale. L’anno scorso è rimasto al suo posto perfino un ministro indagato per concorso esterno in associazione mafiosa come Saverio Romano.
IL CASO Zoppini finisce sotto i riflettori della cronaca cinque mesi dopo l’infortunio di Carlo Malinconico, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che, non indagato, a gennaio è stato costretto alle dimissioni per essersi fatto pagare (ma a sua insaputa, ha detto) vacanze di lusso da Vito Piscicelli, l’i m p re n d i t o re coinvolto nell’inchiesta sulla cricca del G8. L’inchiesta che coinvolge Zoppini riguarda invece una complessa frode fiscale con tanto di consulenze in nero pagate su conti esteri. Tutto nasce da una verifica fiscale sulla Giacomini, un’azienda con più di mille dipendenti, attività in tutto il mondo e sede non lontano da Novara che produce articoli per impianti di riscaldamento, caldaie, valvole e rubinetti a sfera. I controlli della Guardia di Finanzavrebbe portato alla scoperta di una contabilità in nero, compresi alcuni documenti che riguarderebbero l’ex sottosegretar io. In pratica, questo è il sospetto degli investigatori, Zoppini avrebbe aiutato i titolari dell’azienda Corrado ed Elena Giacomini a creare fondi neri all’estero. I due imprenditori sono stati arrestati domenica scorsa. Parte del capitale della società piemontese risulta intestato al Giacomini trust con base in Lussemburgo. C’è anche di peggio in questa vicenda. Nel corso dell’inchiesta alcuni soci dell’azienda hanno denunciato minacce di morte
Av re b b e aiutato i titolari dell’azienda Giacomini a creare fondi neri all’e s t e ro da parte di persone legate alla Giacomini. Su quest’ultimo aspetto stanno indagando i carabinier i. La consulenza sospetta che gli è costata il posto di governo è solo uno dei molteplici incarichi che Zoppini è riuscito a collezionare in un’attività professionale a dir poco intesa. Tanto intensa che quando è stato nominato sottosegretario il professionista romano si è trovato imbrigliato nelle maglie del conflitto d’i n t e re s s i .
TRA I SUOI clienti infatti c’erano anche gruppi pubblici come le Ferrovie dello Stato che gli avevano affidato un arbitrato su una controversia con la Fiat che vale centinaia di milioni di euro. La vicenda era stata raccontata dal Fatto a gennaio ed era poi arrivata anche all’attenzione dell’Antitrust. Nonostante il via libera dell’Authority, competente nei casi di presunti conflitti d’interesse, Zoppini aveva comunque rinunciato all’incar ico. Tutto risolto, quindi, per un professionista che frequenta Palazzo Chigi ormai da molti anni, ben prima della chiamata di Monti. L’ex sottosegretario, molto legato a Giu-lio Napolitano, il figlio giurista del presidente della Repubblica, è infatti buon amico anche dei Letta. Di Enrico, l’esponente Pd già sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Romano Prodi. E anche di Gianni, che ha ricoperto lo stesso incarico nei governi Berlusconi. Proprio l’anno scorso Zoppini aveva ricevuto una consulenza da Palazzo Chigi su segnalazione di Letta senior. Tempo qualche mese e il brillante avvocato ha conquistato una poltrona al governo nel dicastero guidadal Guardasigilli Severino. Ma è durata poco.t
La Santanchè dopo Berlusconi? Il Sun parla della “pupa di Silvio”
Sul “Sun” l’”elegante donna d’affari” Daniela Santanchè diventa la “pupa” del premier colpito dagli scandali Silvio Berlusconi, candidata favorita alla guida del Pdl e possibile prossimo presidente del Consiglio italiano.
Il 75enne Berlusconi sta schierando una delle sue “pupe” come suo successore, scrive il tabloid britannico. La 51enne “brunetta” appartiene al gruppo “noto come le pupe di Silvio”, insiste il giornale. Santanchè è anche chiamata “la Sarah Palin italiana” per la sua bella presenza e i pesanti attacchi all’opposizione.
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La retroguardia
Negli ultimi tempi i confratelli di Comunione e Liberazione si stanno specializzando in battaglie di retroguardia. Ogni volta che il corpaccione malconcio del partito clericale deve attraversare il fiume in piena di qualche sconfitta elettorale o di qualche scandalo per il malaffare, legato al suo modo di fare politica, i ciellini prendono posizione sulla loro personale Beresina e proteggono con il loro corpo la ritirata degli sconfitti.
Sono stati loro, alcuni mesi fa, i più cocciuti a rimanere a difesa di Berlusconi, il quale era inseguito dai processi per i suoi reati e dalla manifesta incapacità di governare, e sono stati sempre loro i più ostinati a cercare di dissuaderlo da quelle dimissioni che tutta Italia e tutta Europa reclamavano.
Le loro ragioni erano queste: l’uomo è peccatore, (ma chi è senza peccato?) ma la tempra dello statista (il migliore degli ultimi centocinquant’anni!) non si discute. Abbiamo visto tutti cos’è oggi Berlusconi: un pulcino nella stoppa, fiaccato dalla vergogna, terrorizzato dal ricatto.
Oggi i ciellini si stringono a difesa di Roberto Formigoni, il presidente della regione Lombardia, eletto sulla base di una raccolta di firme risultate false, e che vede ogni giorno inquisito per reati gravi qualcuno dei suoi amici o dei componenti delle sue precedenti giunte. Formigoni aveva accettato tra i componenti della sua lista, con elezione sicura, Nicole Minetti, che sarà in seguito indagata per favoreggiamento della prostituzione per conto dell’utilizzatore finale Silvio Berlusconi.
Sono due in particolare i ciellini a cui mi riferisco. La prima è una professoressa di lettere in pensione, già grande esperta manzoniana, che però col tempo e con la militanza in CL ha disimparato a distinguere tra vari don Rodrigo che affliggono i nostri tempi e i poveri Renzo e Lucia che ne sono vittime.
Il secondo è un insegnante di filosofia, o sarebbe meglio dire di sofismi, un poetastro, che in tutti questi anni passati a difesa del berlusconismo è riuscito nel turpe capolavoro di criticare, anche aspramente, la ministra Gelmini, per i guasti che ha causato alla scuola italiana, senza mai proferire una sola parola di biasimo verso colui che aveva scelto quella donna come ministro del proprio governo.
Con questi combattenti le prime vittime delle battaglie sono sempre la verità e il buon senso.
Oggi non vogliono ammettere che Formigoni, il componente dei Memores Domini, (che dovrebbe essere una specie di Imitazione di Cristo vivente) frequentando per molti anni alcune persone (è difficile definirli amici), i cui comportamenti discutibili sono oggetto di indagine della magistratura, è diventato impresentabile politicamente. Per un certo periodo Formigoni ha trascorso le sue vacanze in una località da nababbi, in compagnia di uno di questi amici interessati, il quale, con apparente generosità, si faceva carico di tutte le spese.
Ad un osservatore esterno non interessa molto che in questo modo il membro dei Memores Domini abbia continuamente violato la regola di povertà, però ai ciellini questo dovrebbe interessare, specialmente a quelli che non hanno nemmeno i soldi per andare in vacanza (a Rimini, non ai Caraibi). Per tutti gli altri cittadini lombardi invece riveste un certo interesse sapere che l’amministratore del denaro pubblico pranzava spesso come ospite alla tavola di chi guadagnava facendo affari con la regione Lombardia.
Le fasi della battaglia difensiva ricalcano un cliché ormai abusato, dato che gli strateghi sono sempre gli stessi.
Berlusconi raccontava all’inizio che le sue serate di Arcore erano solo cene eleganti? E Formigoni ci ha spiegato che nelle vacanze di gruppo si usa così: c’è qualcuno che anticipa i pagamenti e dopo avviene il conguaglio, “però le ricevute non le ho conservate”.
Berlusconi ha precisato in seguito che sì, nel dopo cena, avveniva un certo evento chiamato “burlesque”, e Formigoni ci ha appena informati che non c’è stato mai bisogno di fare nessun conguaglio, “eravamo a posto così”.
Oggi che le frequentatrici delle serate di Arcore hanno cominciato a raccontare quello che accadeva durante quelle riunioni, siamo curiosi di sapere se i faccendieri che circondavano Formigoni, in veste di falsi amici, riusciranno ad essere all’altezza, con i loro racconti dei milioni lucrati.
La Lega Nord, nel tentativo di evitare il disastro, ha obbligato alle dimissioni Renzo Bossi, colpevole, secondo loro, di comportamenti indegni del suo ruolo di consigliere regionale. Noi sappiamo che i veri colpevoli sono altri, non certo lo sprovveduto giovane, e che non bastano le dimissioni.
Però almeno c’è stata una parvenza di ravvedimento, di voglia di riscatto.
Ma i Memores Domini, i confratelli di Roberto Formigoni, oltre a pronunciare le solite blasfeme frasi, quali “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, o tentare l’oscena autoassoluzione perché “anche Gesù si sbagliò nella scelta di qualcuno dei suoi”, si sono sentiti “edificati nella memoria” dal comportamento di Roberto durante gli ultimi anni? Non hanno proprio niente da rimproverare a Formigoni?
Ania Goledzinowska: la top model lascia tutto e va a vivere a Medjugorje
Dalla villa ad Arcore di Silvio Berlusconi al monastero di Medjugorje. La modella polacca Ania Goled
Milan. Berlusconi conferma Massimiliano Allegri.
Silvio Berlusconi conferma Massimiliano Allegri. via Quotidiano Net Mobile – News.
