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Articoli marcati con tag ‘Silvio’

Umbertone Non Nazionale


Del nostro Bossi a me non a pena che ora sia nei guai giudiziari per soldi della Lega finiti nelle tasche di famiglia. Spero possa difendersi. Non mi fa pena per quei due figli, uno che sembra scemo ma adesso e’ già fuori dal paese… L’altro che sembrava quello furbo e poi ha incastrato papà come nessun complottista avrebbe saputo fare meglio. Di certo per entrambi nutre profondo affetto, mensilmente razionato. Non mi fa pena per la sua posizione nella Lega, dove comunque tutto ora si dovrà ridiscutere e dire che Maroni non aveva ancora messo via le ramazze. Ma se vuole fare il presidente di partito indagato e inquisito deve spostarsi di nuovo verso l’amico Silvio che può dare lezioni. Mi fa invece davvero tanta tristezza quando vedo i suoi leghisti tendergli la mano aperta a 90 gradi come un punch-ball e il nostro che si mette appunto a colpirla più e più volte con un bel pugno. Ecco: mi sembra un gioco da fare con un cucciolo stupido, con un disabile con cui non si sa comunicare, con un bambino che tenta i primi movimenti di interazione. Vedendolo ridotto così… Manca solo uno che dopo gli lanci lo zuccherino… Mi fa davvero pena, il nostro Umbertone.

La Santanchè dopo Berlusconi? Il Sun parla della “pupa di Silvio”

Sul “Sun” l’”elegante donna d’affari” Daniela Santanchè diventa la “pupa” del premier colpito dagli scandali Silvio Berlusconi, candidata favorita alla guida del Pdl e possibile prossimo presidente del Consiglio italiano.

Il 75enne Berlusconi sta schierando una delle sue “pupe” come suo successore, scrive il tabloid britannico. La 51enne “brunetta” appartiene al gruppo “noto come le pupe di Silvio”, insiste il giornale. Santanchè è anche chiamata “la Sarah Palin italiana” per la sua bella presenza e i pesanti attacchi all’opposizione.

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Tutto si può dire di Berlusconi ma non che non abbia fatto molto, moltissimo, per combattere la crisi. Tutti hanno una amante sola, qualcuno due, lui ha dato lavoro a trenta ragazze, forse di più. Senza contare l’indotto.

Monti, riferendosi alla strage di suicidi per via della crisi, ha detto di rivolgersi al governo precedente che, invece di affrontarla, ne ha negato l’esistenza.
Silvio si è offeso: Monti mi insulta, ha tuonato, probabilmente con l’eco di Gasparri, La Russa e Cicchitto.
Tremonti, per ora, non pervenuto ma pensandoci un attimo non ne avrebbe motivo di risentirsi mentre Berlusconi ne ha ben donde.
Anche Monti, dopo una veloce riflessione, ha fatto dietromarcia come diceva la Gelmini ed infatti ha corretto la prima dichiarazione con una più precisa: Berlusconi ha fatto molto ma ora bisogna fare di più.
A prima vista sembrava una presa in giro per tenerlo buono ma, una volta tanto, è la pura verità.
Anch’io, che ho sempre criticato Silvio per il conflitto di interessi, le leggi ad personam, la cancellazione del reato di falso in bilancio, il mercato dei senatori e così via devo ammettere che Berlusconi per la crisi ha fatto moltissimo, ha creato, direi moltiplicato posti di lavoro come Cristo con i pani ed i pesci.
Chi ha una amante  di solito ne ha una sola, se poi ha l’amante per amore e non per interesse muove pochissimo l’economia al massimo spende qualche euro per un Motel, chi può, gli altri si arrangiano in macchina.
Silvio la crisi l’ha presa a picconate, a mazzate spendendo milioni di euro e dando da mangiare ad un sacco di gente tra procacciatori di minorenni, famiglie che gli portavano le figlie a casa, il ragioniere che gli teneva i conti, la matresse che gestiva le trentine, nel senso di trenta ed oltre, pagava le bollette, gestiva gli appartamenti e relativi affitti, voli per trasportarle di villa in villa senza prendere la tradotta, 48.000 mila euro a settimana alla minorenne che gli lucidava il battacchio con le labbra, cenette tipo aziendale ad Arcore e relative festicciole attorno al palo ed un tocco di sana religiosità con la zoccola vestita da suora con tanto di crocifisso in mezzo alle tette.
Se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, perchè quando si tratta di Silvio siamo specialisti nel trovare il pelo nell’uovo, è che forse bevevano un po’ troppo, le bambine, ed invece di baciare il crocifisso come gli avevano insegnato sin da piccolo le zie suore, le ragazze sbagliavano statuetta e baciavano il battacchio, enorme, del dio Priapo.
Non dobbiamo dimenticare le Mini cabriolet, la casa della Sanjust, i contratti a Mediaset, le carte di credito prepagate e le buste con i contanti a seconda delle capacità e dell’applicazione e lasciamo fuori le spillette, la sua mania.
E poi le consulenze pagate ai procacciatori, da Lavitola a Tarantini, da Lele Mora ad Emilio Fede che girava tutti i concorsi di bellezza di periferia a caccia di minorenni.
Tutto si può dire di Berlusconi ma non che non abbia fatto niente contro la crisi, anzi, in piena crisi invece di tenersi i soldi per fare il parassita investendo in Btp ha investito nel più grande puttanaio che si ricordi dai tempi di Alessandro VI, il Papa Borgia.
Su vocifera di oltre 100 milioni di euro all’anno, spendeva più in puttane che per Kakà, Ibraimovic e Pato messi insieme.
Berlusconi ha fatto molto per la crisi, come ha dovuto ammettere lo stesso Monti, ma non illudiamoci che si possa fare di più.
E’ impossibile. Parafrasando una riflessione, profonda, della Ruby Rubacuori se Monti, rispetto alla crisi, è la pupilla Berlusconi è il culo, quello che rende, che produce, che muove l’economia. Anche se l’altra pupilla, la Noemi, ha messo insieme qualche appartamento, immaginiamoci cosa può avere reso il culo.
Mi ha ricordato la barzelletta, vecchissima, su Bologna.
Una volta girava il mito che a Bologna fosse disponibile la miglior fellazio del mondo, una specie di classifica dove al secondo posto c’erano le bresciane.
Non offendetevi sono leggende metropolitane che esistono da secoli, non è maschilismo.
Bene un giovanotto decise di provare l’ebbrezza e andò a Bologna, in giro per viali, allora non era ancora proibito, stiamo parlando di decenni prima che arrivasse la Carfagna.
Ad un certo punto vide sul marciapiede una ragazza bellissima, si avvicinò timoroso e le chiese: Vai anche di bocca?
Certo, rispose la fata, è la mia specialità.
Mentre lo gli indicava la strada per arrivare al posto tranquillo e riservato per passare all’opera, la fata gli indicò un palazzo e gli disse: vedi quel palazzo? E’ mio, l’ho comprato con i proventi del culo. Complimenti disse il giovanotto, devi essere bravissima.
Poco dopo, la fata, gli indicò due palazzi dicendo, quelli li comprati con gli incassi dei pompini. ormai erano in confidenza ed il linguaggio era più diretto.
Qualche attimo di silenzio da parte del giovanotto, per riprendersi, e poi scattò inarrestabile la domanda: chissà cosa avrai comprato con la figa.
La fata sorrise e rispose, se avessi anche quella sarei padrona di mezza Bologna.

Ci vorrebbe un tecnico per i guai dei tecnici(Marco Travaglio)


L’Espresso 27/04/2012 di Marco Travaglio Tag Attualità
Si diceva che il governo dei
professori doveva riparare i danni
fatti dai politici. Ma agli errori che
accumulano Monti e i suoi ministri chi
porrà rimedio? Eccone un primo,
sommario elenco
Immaginiamo un governo politico, di destra o di centro o di sinistra, che l’8 gennaio promette di mettere mano alla Rai «entro poche settimane» e poi non fa nullaper tre mesi e mezzo, anche dopo che il 28 marzo è scaduto il Cda; si dice «disponibile a un decreto» per tagliare i fondi pubblici ai partiti e poi non muove un dito; annuncia che le province saranno abolite, poi si scopre che restano, ma i consiglieri non li eleggono più i cittadini, bensì li nominano i consiglieri comunali; alza l’età pensionabile a 68 anni mentre ogni anno decine di migliaia di lavoratori vengono rottamati a 50, e poi s’accorge che così centinaia di migliaia di lavoratori restano senza stipendio né pensione; annuncia che gli “esodati” sono 65 mila perché i soldi bastano solo per questi, salvo scoprire che sono 350 mila; ripristina la tassa sulla prima casa (Imu), esentando le fondazioni bancarie, ma non le case di vecchi e invalidi ricoverati in ospizio; divide l’Imu prima in due poi in tre rate e annuncia aliquote più alte ma senza fissarle, gettando i contribuenti nel caos e beccandosi l’accusa di incostituzionalità dai tecnici della Camera.
MA NON È FINITA: ABOLISCE le imposte sulle borse di studio fino a 11.500 euro, ma non per i 25 mila medici specializzandi scippandogli il 20 per cento di quel poco che lo Stato concede loro per finire gli studi; abolisce dall’articolo 18 il reintegro giudiziario per i licenziati ingiustamente con la scusa dei motivi economici, poi annuncia che la riforma è immodificabile, infine fa retromarcia alla prima minaccia di sciopero; lancia il decreto liberalizzazioni e poi lo lascia svuotare in Parlamento dalle solite lobby, mentre la Ragioneria dello Stato segnala la mancanza di copertura finanziaria per alcune norme; dà parere favorevole a un emendamento Pd che cancella le commissioni bancarie, salvo poi accorgersene e cancellarlo con un altro decreto; lascia passare un altro emendamento Pd che tassa gli alcolici per assumere 10 mi-
la precari della scuola, poi lo fa bocciare in extremis; annuncia la ritassazione dei capitali scudati, ma senza spiegare come si paga, così nessuno riesce a pagarla nemmeno se vuole; tassa le ville all’estero, ma si scorda quelle intestate a società, che sono la maggioranza, così non paga quasi nessuno; toglie ai disoccupati l’esenzione dal ticket sanitario e poi la ripristina scusandosi per il “refuso”.
E ANCORA: VARA IL DECRETO “svuotacarceri” per sfollare le celle, col risultato che i detenuti aumentano (66.632 fine febbraio, 66.695 fine marzo); annuncia la tassa di 2 centesimi sugli sms per finanziare la Protezione civile, poi se la rimangia e aumenta le accise sulla benzina; annuncia due volte nella Delega fiscale un “fondo taglia-tasse” per abbassare le aliquote e abolire l’Irap coi proventi della lotta all’evasione, ma due volte lo cancella; depenalizza le condotte «ascrivibili all’elusione fiscale» con «abuso del diritto» che vedono imputati Dolce e Gabbana, indagati dirigenti di Unicredit e Barclays e multati dal fisco Intesa Sanpaolo per 270 milioni e Montepaschi per 260 (lodo salva-banche); inventa una tassa sulle barche di lusso, ma cambia tre volte le regole così pochi la pagano e quasi tutti portano gli yacht all’estero (“lodo Briatore”); nella riforma della Protezione civile scrive che «il soggetto incaricato dell’attività di previsione e prevenzione del rischio è responsabile solo in caso di dolo o colpa grave», rischiando di mandare in fumo il processo in corso a L’Aquila contro la Commissione grandi rischi per omicidio colposo e le indagini sulla mancata prevenzione nel sisma del 2009 (lodo salva-Bertolaso & C.); nel pacchetto anticorruzione Severino cambia il nome e riduce la pena (e la prescrizione: da 15 a 10 anni) alla concussione per induzione, reato contestato a Berlusconi nel processo Ruby (lodo salva-Silvio).
Ecco, in uno a caso di tutti questi casi, che si direbbe di questo governo politico? Che ci vogliono dei tecnici per ripararne tutti i guasti. Ma se questi guasti li fa il governo tecnico, chi li ripara?

Disinformafia (Marco Travaglio).

Massima solidarietà ai titolisti di Corriere,Giornale e Libero: l’altro ieri se la son vista davvero brutta. Alla notizia del deposito delle motivazioni della Cassazione su Dell’Utri, non vedevano l’ora di sparare in prima pagina un bel “Dell’Utri innocente, ecco perché”,“Crolla il teorema dei pm”, “Vent’anni di gogna”.Insomma un bel replay dei titoli cubitali del mese scorso sul dispositivo e soprattutto sulla requisitoria (anzi arringa) del sostituto Pg Iacoviello. Poi han cominciato a leggere la sentenza e si son sentiti mancare: “Cazzo, ma la Cassazione è impazzita?Dice che Dell’Utri faceva da mediatore fra B. e Cosa Nostra, che è colpevole di concorso esterno, che B. pagava le cosche per star tranquillo. E ora come facciamo a titolare che non è successo niente”.Avevano anche pensato ai soliti alibi multiuso. Tipo“così fan tutti”, ma hanno rinunciato: è dura dimostrare che tutti mediano con la mafia o la pagano. O tipo “a loro insaputa”, ma han lasciato perdere: è difficile che qualcuno si beva la mafiosità per distrazione. E allora han ripiegato sulla soluzione Minzolingua: tacere la notizia in prima pagina e impapocchiare qualche frasetta nascosta all’interno. Per incredibile che possa sembrare, la Cassazione dice che B., tre volte premier, ha finanziato la mafia per 30 anni e il suo braccio destro Dell’Utri, creatore del suo partito e parlamentare da 16 anni, era il rappresentante di Cosa Nostra in casa B., ma sulla prima pagina del Corriere non c’è una sillaba. Leggi il resto di questo articolo »