Un amore malato

La vicenda di Olindo e Rosa, autori della strage di Erba, ormai quasi definitivamente caduta nell’oblio della conoscenza, atteso il lungo tempo trascorso dalla stessa. L’insegnamento che ci ha trasmesso è ancora attuale e vivo. Nella fattispecie si trattava di un amore narcisistico della coppia chiusa a guscio in se stessa, priva di qualsiasi apertura relazionale verso il mondo esterno, tanti da temere come il male qualsiasi intrusione esterna, così da evitarla.

Senonché proprio questo amore mimetico genera una patologia degenerativa che isola ed allontana dal mondo esterno,in modo tale che qualsiasi contatti viene visto come un attentato alla immagine idolatra che la coppia si è costruita. Purtroppo quando di vive in questa dimensione narcisistica, si vive un amore malato, vissuto non nello spirito di dono, ma sul mito non più del singolo ma del Tu che si lega all’io,ma esclude il mondo esterno, senza relazionarmi con esso. Ecco che anche un saluto, un sorriso, una mano tesa viene vissuto come un attentato alla integrità pura della coppia, che ha generato un mostro, che si autoalimenta più tutela la propria riservatezza. Ricordiamo invece che siamo stati creati per gli altri e non per noi stessi,tradiamo il dono della vita che abbiamo ricevuto rinunciando al confronto,all’incontro con il mondo esterno e con la umanità esistente oltre il guscio in cui ci siamo raccolti.

Pino Aulino

 

I Commenti sono chiusi

Un amore malato

La vicenda di Olindo e Rosa, autori della strage di Erba, ormai quasi definitivamente caduta nell’oblio della conoscenza, atteso il lungo tempo trascorso dalla stessa. L’insegnamento che ci ha trasmesso è ancora attuale e vivo. Nella fattispecie si trattava di un amore narcisistico della coppia chiusa a guscio in se stessa, priva di qualsiasi apertura relazionale verso il mondo esterno, tanti da temere come il male qualsiasi intrusione esterna, così da evitarla.

Senonché proprio questo amore mimetico genera una patologia degenerativa che isola ed allontana dal mondo esterno,in modo tale che qualsiasi contatti viene visto come un attentato alla immagine idolatra che la coppia si è costruita. Purtroppo quando di vive in questa dimensione narcisistica, si vive un amore malato, vissuto non nello spirito di dono, ma sul mito non più del singolo ma del Tu che si lega all’io,ma esclude il mondo esterno, senza relazionarmi con esso. Ecco che anche un saluto, un sorriso, una mano tesa viene vissuto come un attentato alla integrità pura della coppia, che ha generato un mostro, che si autoalimenta più tutela la propria riservatezza. Ricordiamo invece che siamo stati creati per gli altri e non per noi stessi,tradiamo il dono della vita che abbiamo ricevuto rinunciando al confronto,all’incontro con il mondo esterno e con la umanità esistente oltre il guscio in cui ci siamo raccolti.

Pino Aulino

 

I Commenti sono chiusi