Un piacevole salto nel passato alla Fiera del Disco di Bari

 

Lo scorso week-end a Bari, presso l’Officina degli Esordi, si è tenuta la seconda edizione de “La Fiera del Disco”, a cura di Bass Culture, Coolclub e Discordia REC. Nei due giorni della fiera numerosi appassionati di musica hanno potuto vendere e acquistare album musicali nei loro formati fisici: lo scopo principale dell’evento è stato, infatti, quello di promuovere la fruizione della musica per mezzo di CD, musicassette e soprattutto vinili.

 Il mercatino è stato affiancato da alcune esposizioni di opere o di oggetti di artigianato creativo, sempre relativi al tema centrale della musica.

Nella due giorni lo spazio del “Giro del Disco” ha accompagnato i visitatori, con alcuni DJ che vinile dopo vinile hanno composto la colonna sonora dell’evento.

Sabato 19 hanno aperto la fiera “Elio e Le Storie Tese” in un divertente talk show con il comico e giornalista barese Pinuccio e il sindaco Antonio Decaro, che ha approfittato dell’occasione per omaggiare il gruppo, in vista del loro ultimo concerto al Palaflorio, in programma per la sera stessa.

La domenica, invece, lo spazio della Fiera ha ospitato un altro incontro di spicco: la “Lezione di Rock con Riccardo Bertoncelli”. Il noto giornalista e critico musicale ha tenuto una vera e propria lezione sulla storia delle etichette musicali che hanno segnato la storia del Rock come Parlophone, Virgin, Atlantic, Reprise…IMG_2163

La fiera è stata un vero e proprio balzo indietro nel tempo, quando la musica esisteva solo in formato fisico e, forse, era per questo anche più apprezzata.

Al giorno d’oggi si può avere tutta la musica del mondo a portata di click, con piattaforme come Spotify o YouTube, che permettono all’ascoltatore di scegliere il brano in pochi semplici passaggi. In questo modo, però, vien meno l’emozione che solo un CD o un vinile possono darti: sfogliare una enorme pila di album alla ricerca del tuo preferito, scartarlo, sentirne l’odore, girare le pagine del libretto che lo accompagna e infine inserire il disco nel riproduttore. Per ascoltare un nuovo album serviva mettere i soldi da parte per comprarlo, o farselo prestare da un amico che già lo aveva. Tutto questo per godere dell’ascolto di un solo LP, come erano chiamati gli album incisi sui famosi vinili 33 giri.

Per un “Millenial”, come il sottoscritto, può sembrare impensabile sostituire l’ascolto sui nostri smartphone con degli album fisici, ma posso assicurarvi che non c’è paragone tra scrollare il dito su uno schermo alla ricerca di un brano e l’emozione provata dal muovere le dite tra le enormi copertine dei 33 giri, in attesa di trovare quella desiderata.

 

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