Valle Lao, anche i sindaci, parenti e amici tengono famiglia. Ma niente stipendio per i 57 operai dell’ente consortile

Scalea – E così venne fuori che i sindaci ribelli, ovvero quelli che chiedevano a gran voce la riconferma del commissario del Valle Lao, Domenico Macrì, si ritrovano in primo piano a difendere, come ovvio, il proprio posto di lavoro, o di qualche parente o di qualche amico. E sono ben quattro su sei: il Sindaco di San Nicola Arcella moglie di un forestale dipendente dell’Ente, il Sindaco di Buonvicino forestale dipendente ed in distacco sindacale, il Vice Sindaco di Cetraro forestale dipendente in permesso e il Sindaco di Grisolia parente e amico di famiglia di un forestale dipendente promosso a livello superiore nell’ultimo mese. Almeno così sostengono i dipendenti dell’ente consortile in una nota. E nonostante la nomina di un nuovo commissario nella tarda mattinata di mercoledì 2 agosto, in prossimità della chiusura degli uffici consortili, il Dr. D. Macrì si sarebbe recato al Consorzio di Bonifica di Scalea per deliberare. Ma neppure questa volta il pagamento degli otto stipendi arretrati ai ben 57 dipendenti del Consorzio tra impiegati ed operai. “A quanto pare – scrivono – questa delibera poteva essere fatta solo quel famoso 20 luglio scorso in cui, a dire del Macrì, tanto gli sarebbe stato impedito dall’assenza dei funzionari dell’ufficio ragioneria”. Secondo i dipendenti l’ex commissario Macrì ha inteso correre ai ripari all’ultima ora per rimediare a quelle pratiche di buona amministrazione “Macrì è venuto invece e piuttosto per firmare il pagamento, prontamente predisposto dal personale consortile degli uffici del consorzio preposti che ha ripreso regolarmente le attività lavorative nonostante la mancata percezione degli stipendi di ben oltre otto mensilità, del giugno 2017 ai soli operai forestali la cui categoria, come è noto, gli è stata e gli rimane particolarmente “a cuore”. I dipendenti si chiedono: “Ma Macrì poteva deliberare dal momento che la nuova nomina intervenuta ne ha determinato la cessazione dalla carica? E come mai Macrì ha atteso l’ultimo giorno, ovvero quello prima dell’insediamento del nuovo commissario per stipulare transazioni in favore di dipendenti forestali di dubbia convenienza per il consorzio, conferimenti di incarichi molto onerosi a legali esterni di sua fiducia per vertenze di circa 1 milione di euro da parte di Eni? Nulla invece in ordine a tutte le altre pratiche necessarie alla gestione e funzionamento del consorzio, come la emissione dei ruoli rimaste ancora oggi inevase con ogni conseguente danno di carattere economico per il consorzio”. Nulla nemmeno, spiegano i dipendenti, per i 57 impiegati, operai e dirigenti dipendenti tutti del Consorzio che hanno manifestato legittimamente per vantare il proprio diritto alla retribuzione”.

 

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