Venditori ambulanti e Casapound

Vorrei spendere due parole sul caso dei militanti di Casapound che hanno cacciato dalle spiagge di Ostia alcuni venditori ambulanti.
So che molti dei venditori ambulanti non sono in regola, è vero, ma nessuno si può permettere di fare lo sceriffo e andare a cacciarli facendo il fascistello e sentendosi forte con alle spalle un nutrito gruppo di camerati.
Non si può, non viviamo nel Far West. Al massimo, se proprio i venditori ambulanti ti danno fastidio, puoi chiamare la polizia.
“Più mi faccio prendere a calci in culo, più sarò straniero” recita una parte de “La notte prima delle foreste” (Bernard-Marie Koltès, 1977).
Non dobbiamo restare indifferenti a chi prende metaforicamente a calci gli stranieri, perché potremmo esserci noi al loro posto. Dobbiamo lavorare per l’integrazione.
Ieri pomeriggio mentre stavo andando in spiaggia ho visto un venditore ambulante dormire stretto stretto rannicchiato all’ombra di un muro. Non ho potuto pensare altro se non “Perché lui e non io?”.
Non possiamo restare indifferenti davanti alla miseria e alla sofferenza che sono senza colore e senza razza.
Alla faccia di Casapound.

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